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Ricerca finanziata

Difficoltà nello svolgimento di compiti multi-tasking nella SM sono collegate a lesioni in zone specifiche del cervello

31/03/2017

Lo ha dimostrato lo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Multiple Sclerosis Journal e finanziato da AISM e la sua Fondazione FISM. Condotto dalla dottoressa Serena Ruggieri, lo studio è stato coordinato dal dottor Luca Prosperini della Sapienza Università di Roma

 

Quando eseguiamo contemporaneamente un’azione cognitiva e una motoria - attività comunemente chiamata dual-tasking – rischiamo di non farne bene una delle due, o addirittura entrambe. È la cosiddetta interferenza cognitivo-motoria, un fenomeno che può essere osservato nella vita quotidiana: basti pensare all’uso del telefono cellulare mentre si guida l’automobile.

 

Chi è colpito da malattie neurologiche come la sclerosi multipla (SM), può avere più difficoltà rispetto alla popolazione sana nello svolgimento contemporaneo di due compiti: può risultare problematico anche solo richiamare a memoria la lista della spesa mentre si cammina. In alcuni casi elevati livelli di interferenza cognitivo-motoria possono compromettere la mobilità e aumentare il rischio di cadute a terra accidentali, ed è più complicata anche l’integrazione sociale.

 

Lo studio coordinato dal dottor Luca Prosperini dell’Università La Sapienza di Roma, e sostenuto da AISM e la sua Fondazione FISM aggiunge ulteriori conoscenze a questo argomento. Valutando il rapporto tra interferenza cognitivo-motoria e localizzazione delle lesioni demielinizzanti, tramite un test neuropsicologico somministrato durante la misurazione dell’equilibrio e la risonanza magnetica, i ricercatori hanno infatti osservato che lesioni demielinizzanti localizzate in specifiche aree cerebrali, sono associate ad una maggiore difficoltà nello svolgimento di un compito dual-task, indipendentemente dal grado di disabilità fisica e cognitiva, dal volume totale delle lesioni cerebrali e dell’atrofia cerebrale.

 

 

Lo studio

I ricercatori hanno osservato che durante un compito dual-task l’equilibrio era maggiormente compromesso nelle persone con SM rispetto ai controlli sani e hanno valutato se il peggioramento dell’equilibrio osservato durante l’esecuzione di un test neuropsicologico fosse collegato alla posizione delle lesioni in determinate aree cerebrali e/o all’atrofia cerebrale. I risultati hanno mostrato che le lesioni demielinizzanti localizzate nelle aree cerebrali connesse con i lobi frontali (corona radiata anteriore) sono associate ad una maggiore difficoltà nello svolgimento del compito dual-task, indipendentemente dal grado di disabilità fisica e cognitiva, dal volume totale delle lesioni cerebrali e dall’atrofia cerebrale. Questi dati suggeriscono che la disconnessione di specifiche aree cerebrali può compromettere l’integrazione di reti neurali del cervello che regolano sia l’equilibrio che alcuni domini cognitivi (funzioni esecutive). Tale disconnessione si traduce clinicamente nella difficoltà di svolgere compiti motori e cognitivi simultaneamente.

 

“Per comprendere ancora meglio la disabilità causata dalla sclerosi multipla non possiamo più studiare isolatamente la sfera motoria e quella cognitiva”, commenta la dottoressa Ruggieri, ricercatrice del team. “Dal punto di vista delle neuroscienze, il nostro studio supporta l’esistenza di un sistema integrato motorio-cognitivo”.

 

 “I nostri risultati forniscono però anche implicazioni di interesse pratico per lo sviluppo di strategie riabilitative e terapeutiche mirate alla riduzione del livello di interferenza cognitivo-motoria nelle persone con SM”, aggiunge il dottor Prosperini. “La riabilitazione mediante realtà virtuale ed exergames (videogiochi), ad esempio, può essere molto utile per riabilitare contemporaneamente sia la sfera motoria che le funzioni esecutive. Tecniche di neuromodulazione potrebbero migliorare lo svolgimento dei compiti dual-task mediante stimolazione selettiva delle aree cerebrali disconnesse. Sarà infine interessante valutare la fattibilità e l’efficacia di un intervento farmacologico con farmaci dopaminergici, già disponibili poiché comunemente utilizzati nella malattia di Parkinson. La maggior parte delle aree disconnesse sono infatti costituite da fibre nervose che funzionano con un neurotrasmettitore specifico (dopamina)".

 

Referenza
Lesion symptom map of cognitive–postural interference in multiple sclerosis
Serena Ruggieri, Fulvia Fanelli, Letizia Castelli, Nikolaos Petsas, Laura De Giglio and Luca Prosperini
Multiple Sclerosis Journal 1– 10 DOI: 10.1177/1352458517701313



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