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Ricerca internazionale sulla SM

Effetti a lungo termine dell’alemtuzumab nella sclerosi multipla

24/11/2017

Due recenti pubblicazioni scientifiche hanno riportato i risultati sulla sicurezza e l’efficacia a lungo temine dell’alemtuzumab (Lemtrada) per il trattamento delle forme recidivanti remittenti di sclerosi multipla

 

Gli studi cosiddetti "di estensione" vengono svolti dopo il completamento dei trial clinici di fase III e permettono di raccogliere dati aggiuntivi sull'effetto e la sicurezza di un trattamento in un lungo periodo di tempo. Recentemente, due pubblicazioni scientifiche hanno riportato i risultati intermedi sull'efficacia e la sicurezza di alemtuzumab nella sclerosi multipla. Si tratta dell'estensione degli studi clinici CARE –MS I e CARE-MS II, entrambi durati due anni.

 

Entrambi gli studi di estensione hanno dimostrato gli effetti protettivi continui di alemtuzumab. Il tasso di annuo di ricadute è rimasto simile agli studi originali, mentre il 79%-89% delle persone coinvolte non ha avuto ricadute per cinque anni. In entrambi gli studi, oltre la metà dei partecipanti ha mantenuto una disabilità stabile, o ridotta, in cinque anni. Inoltre, i risultati hanno mostrato che il 53-68% delle persone ha raggiunto lo stato di NEDA (nessuna evidenza di attività della malattia). Circa il 70% delle persone non ha avuto nuove lesioni alla risonanza magnetica, di anno in anno, per tutta la durata degli studi.

 

Questi risultati suggeriscono che alemtuzumab può diminuire i tassi di ricaduta, rallentare la progressione di disabilità e ridurre la formazione di nuove lesioni. Inoltre, è stato osservato che alemtuzumab può rallentare anche la perdita di volume del cervello, un fenomeno comune nell’invecchiamento ma accelerato nelle persone con sclerosi multipla.

 

Lo studio CARE-MS 1 ha confrontato alemtuzumab con l’interferone in 563 persone con sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) che non avevano in precedenza ricevuto altri trattamenti. Le 386 persone che hanno ricevuto alemtuzumab avevano meno ricadute con una leggera, ma non significativa, diminuzione dell'accumulo di disabilità rispetto alle persone che assumevano interferone.

Lo studio CARE-MS II ha esaminato 628 persone con SMRR, precedentemente trattate con interferone o glatiramer acetato. 436 persone hanno ricevuto alemtuzumab e alla fine del trial presentavano meno ricadute e un minor accumulo di disabilità rispetto a quelle trattate con interferone.

 

Cosa è alemtuzumab

Alemtuzumab (nome commerciale Lemtrada) è un anticorpo che riconosce una proteina chiamata CD52, presente sulla superficie di alcune cellule immunitarie del corpo. Il trattamento con alemtuzumab elimina queste cellule, tra le quali si pensa vi siano quelle che causano le ricadute di SM. Questa terapia viene somministrata come infusione endovenosa in due cicli da cinque giorni il primo anno e poi ancora per tre giorni dopo 12 mesi.

 

Come qualsiasi farmaco, alemtuzumab può produrre effetti collaterali. I più comuni includono reazioni associate all'infusione, come mal di testa, febbre, nausea e la comparsa di eruzioni cutanee. C'è anche la possibilità che si manifestino altre condizioni autoimmuni addizionali e un elevato rischio di infezione. Questi sono effetti collaterali gravi, ma con un adeguato monitoraggio, sembrano essenzialmente trattabili. La maggior parte di questi effetti sembrano diminuire nel corso del periodo quinquennale. Bisogna sempre tener presente  che in tutte le persone la sclerosi multipla è diversa, quindi è importante che tutte le decisioni di trattamento siano fatte con attenzione consultando il proprio neurologo di riferimento, tenendo conto dei potenziali benefici e dei possibili effetti collaterali.

 

Alemtuzumab CARE-MS II 5-year follow-up: Efficacy and safety findings.
Coles AJ, Cohen JA, Fox EJ, Giovannoni G, Hartung HP, Havrdova E, Schippling S, Selmaj KW, Traboulsee A, Compston DAS, Margolin DH, Thangavelu K, Chirieac MC, Jody D, Xenopoulos P, Hogan RJ, Panzara MA, Arnold DL; CARE-MS II and CAMMS03409 Investigators. Neurology. 2017 Sep 12;89(11):1117-1126. doi: 10.1212/WNL.0000000000004354. Epub 2017 Aug 23.

 

Fonte: MSIF



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