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Sclerosi multipla: i fattori che predicono le difficoltà lavorative

01/06/2018

Età, depressione, disabilità percepita sono le spie di una situazione che potrebbe diventare critica e obbligare all’abbandono del posto di lavoro. Lo dimostra uno studio che ha usato un questionario sviluppato ad hoc per valutare la vita lavorativa delle persone con SM

 

Mantenere il proprio posto di lavoro il più a lungo possibile è fondamentale per le persone con sclerosi multipla, per motivi psicologici e anche economici. È quindi importante fin dal momento della diagnosi, che spesso avviene fra i 20 e 40 anni, nel pieno della vita lavorativa delle persone, attuare delle strategie che consentano di non accumulare difficoltà e quindi di arginare l’uscita precoce dal mondo del lavoro. Come? Individuando degli indicatori capaci di svelare quali persone andranno incontro a maggiori difficoltà, così da agire tempestivamente. Lo studio condotto da Alberto Raggi ed altri colleghi della Fondazione Istituto Neurologico C. Besta, e con la partecipazione di AISM e la sua Fondazione FISM, recentemente pubblicato su Disability and Rehabilitation, ha fatto proprio questo e stabilito che età, sintomi di depressione e disabilità percepita sono i fattori che maggiormente influiscono sulla quantità e severità delle difficoltà lavorative.

 

Il lavoro di Raggi è l’ultimo di una serie di ricerche che AISM sta conducendo ormai da anni sul tema del lavoro. Prima di tutto si è cercato di fotografare la realtà grazie alla prima ricerca di questo genere che ha coinvolto oltre 1000 persone con SM. I risultati dicono che il 31,8% delle persone intervistate hanno dovuto ridurre il numero di ore lavorative, mentre il 27,4% ha dovuto cambiare lavoro, di cui la metà con una riduzione dello stipendio per quasi metà dell’importo percepito (-43%).

 

Il secondo passo è stato quello di mettere a punto uno strumento in grado di valutare queste difficoltà: il Multiple Sclerosis Questionnaire for Job Difficulties (MSQ-Job), sviluppato grazie alla collaborazione fra l'Istituto Besta ed AISM e finanziato dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro-INAIL. Ed è proprio usando questo questionario che è stato condotto il nuovo studio che ha individuato i fattori predittivi.

 

Per condurre la ricerca sono stati coinvolti 177 pazienti che non presentavano sintomi visibili di disabilità a cui è stato chiesto di compilare il questionario MSQ-Job. L’analisi delle informazioni raccolte mostra come le persone di età più avanzata, che hanno una percezione maggiore delle loro difficoltà e che soffrono di sintomi legati allo stato depressivo sono quelle che vivono le maggiori difficoltà sul posto di lavoro.

 

«I risultati ci mostrano che questi fattori sono linearmente e significativamente associati a maggiori difficoltà anche in persone che non hanno una disabilità alta, misurata attraverso la scala EDSS, né rilevanti difficoltà di tipo cognitivo», spiegano Alberto Raggi ed Ambra Giovannetti, del gruppo di ricerca. Lo studio dimostra quindi l’esistenza di sintomi che sono strettamente legati alla dimensione del lavoro - che prescindono dalla disabilità così come è misurata tradizionalmente - che il questionario MSQ-Job può rilevare in modo da limitare il fenomeno della progressiva perdita del lavoro da parte delle persone con SM. Per confermare che lavorare sulla depressione e sulla disabilità percepita può diminuire le difficoltà, la fatica e le assenze, e in ultima analisi l’abbandono del lavoro, i ricercatori hanno deciso di rivalutare i pazienti a 5 anni. Un ulteriore passo avanti nella direzione di poter consentire alle persone con SM di poter condurre una vita piena e soddisfacente.

 

 

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Guglielmino Roberta referenza studio sul lavoro 16:17 44 KB

Older age, higher perceived disability and depressive symptoms predict the amount and severity of work-related difficulties in persons with multiple sclerosis. Raggi A, Giovannetti AM, Schiavolin S, Brambilla L, Brenna G, Confalonieri PA, Cortese F, Frangiamore R, Leonardi M, Mantegazza RE, Moscatelli M, Ponzio M, Torri Clerici V, Zaratin P, De Torres L. Disabil Rehabil. 2018 Apr 16:1-9. doi: 10.1080/09638288.2018.1461937. [Epub ahead of print]

 

 



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