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Programmi speciali: neuro-riabilitazione

Neuroriabilitazione

 

I programmi speciali sostenuto da AISM e la sua Fondazione sono progetti di ampio respiro, su temi particolarmente importanti e innovativi, che coinvolgano la collaborazione di più ricercatori senior di più centri/network di eccellenza nazionali e/o internazionali. Di seguito riportiamo i principali studi in corso nel campo della neuroriabilitazione.

 

Identificazione di outcome mediante scale cliniche e valutazione strumentale: un nuovo profilo funzionale per monitorare la progressione della disabilità nella SM (PROMOPRO-MS)

Lo studio è finalizzato a costruire un database composto da dati clinici, misure strumentali e questionari autosomministrati (Patient Centered Outcomes - PCO) in modo prospettico. Sono già stati raccolti dati su più di 900 persone con sclerosi multipla ed il progetto è in continua evoluzione. Scopo finale è lo sviluppo di algoritmi in grado di predire l’andamento della malattia e suggerire le strategie migliori per rendere personalizzati i trattamenti terapeutici, riabilitativi o farmacologici, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita delle persone con sclerosi multipla. I dati raccolti sinora sono stati analizzati attraverso un approccio di “machine learning” che ha prodotto come risultato preliminare l’identificazione di alcune misure sensibili nell’identificare il decorso di malattia. Il progetto si inserisce, inoltre, all’interno di iniziative internazionali, quali IConquerMS od altre iniziative che prevedono la analisi e la raccolta della medesima tipologia di dati anche in altri paesi europei e negli Stati Uniti.
Fiorini S, Verri A, Tacchino A, Ponzio M, Brichetto G, Barla A. A machine learning pipeline for multiple sclerosis course detection from clinical scales and patient reported outcomes. Conf Proc IEEE Eng Med Biol Soc. 2015 Aug;2015:4443-6.

 

Riabilitazione cognitiva dell’attenzione nelle forme pediatriche di SM e valutazione tramite risonanza magnetica funzionale

Circa il 30% dei bambini e adolescenti con SM manifestano deficit cognitivi. Il deficit cognitivo nella SM pediatrica può avere un profondo impatto negativo sulle attività della vita quotidiana, in particolare per quanto riguarda il rendimento scolastico, indipendentemente dalla disabilità fisica. Siccome, al momento non è stato sviluppato nessun intervento specifico (né farmacologico né riabilitativo) che si sia dimostrato di sicura efficacia per il trattamento del deficit cognitivo nella popolazione pediatrica, l’obiettivo primario di questo studio è valutare la fattibilità e preliminarmente l’efficacia di un training computerizzato dell’attenzione, sviluppato ad hoc, in pazienti con SM a esordio pediatrico. Gli obiettivi secondari sono a) la valutazione dell’impatto del programma su altre funzioni cognitive, b) la valutazione di eventuali miglioramenti della performance del soggetto nelle attività quotidiane e scolastiche, c) la valutazione dei predittori clinici e demografici di risposta al trattamento, inclusi gli indicatori di riserva cognitiva del soggetto, d) in un sottogruppo di pazienti, lo studio RM delle modifiche della plasticità funzionale e strutturale dopo il training, da interpretare in combinazione con i risultati neuropsicologici. Attualmente sono stati reclutati i primi pazienti ai quali sono stati somministrati i test di screening e valutazione previsti dal progetto. Inoltre è stato rilasciato il tablet per la riabilitazione domiciliare attualmente in corso.

 

Effetto del trattamento riabilitativo su persone con SM progressiva

La neuroriabilitazione potrebbe essere un approccio particolarmente utile per le persone con sclerosi multipla (SM) con forma progressiva, siccome le opzioni di trattamento sono davvero limitate. Tuttavia, soprattutto per le forme progressive di SM non c’è ancora un completo accordo su quale programma terapeutico basato su esercizi funzionali finalizzati possa migliorare le attività della vita quotidiana. Precedentemente è stato dimostrato che in persone con SM con forma a ricadute e remissioni, esercizi funzionali finalizzati, se confrontati ad esercizi passivi, hanno un positivo impatto sia sulle capacità motorie comportamentali sia sulle misure di risonanza magnetica rispetto all’integrità della materia bianca. Tuttavia, fino ad oggi, la riabilitazione funzionale finalizzata è stata poco studiata nelle persone con SM progressiva. Nessuno studio, infatti, ha finora valutato l’effetto della riabilitazione funzionale finalizzata nella SM progressiva sia per quanto concerne le capacità comportamentali sia per quanto riguarda le misure di risonanza magnetica.

Lo studio “Correlati cerebrali strutturali e funzionali di riabilitazione dell’arto superiore in pazienti con SM progressiva”, in collaborazione con DINOGMI dell’Università di Genova e il Mount Sinai Hospital di New York, si è proposto di studiare in persone con SM progressiva sia il comportamento motorio sia misure di risonanza magnetica cerebrali, strutturali e funzionali, tramite un trattamento riabilitativo motorio dell’arto superiore della durata di 3 mesi basato su esercizi funzionali.

I 26 soggetti reclutati sono stati divisi in due gruppi, il primo riceveva un trattamento attivo mentre il secondo un trattamento passivo per l’arto superiore. I risultati hanno mostrato un’efficacia maggiore del trattamento attivo sia dal punto di vista comportamentale (valutato con test standard per l’abilità manuale fine) che funzionale (valutato con risonanza magnetica).

 

Implementazione delle scale cliniche per valutare le funzioni dell’arto superiore

La sclerosi multipla (SM) è caratterizzata da un progressivo deficit a carico di diversi sistemi funzionali che si traducono nella impossibilità a eseguire funzioni. I deficit a carico dell’arto superiore (AS) sono spesso considerati meno disabilitanti dei deficit a carico degli arti inferiori, pertanto le modalità di valutazione, anche attraverso scale cliniche, non sono ancora sviluppate in modo importante. Accanto al test principale di valutazione degli arti superiori, il 9 Hole Peg Test (9HPT), test legato alla motilità fine della mano, sono presenti pochi questionari autosomministrati per definire i diversi ambiti di deficit a carico dell’arto superiore. Accanto a questo è fondamentale poter quantificare con sistemi oggettivi il deficit funzionale a carico degli arti superiori. In questo contesto, le tavolette grafiche si sono dimostrate in grado di fornire valori numerici del movimento, fornendo parametri indicatori di tremore e atassia, nonostante non siano disponibili dati normativi. Lo studio, effettuato in collaborazione con ASL3 Genovese dal titolo “La funzione dell’arto superiore in SM: creazione di un data-set per ottenere dati normativi di misure soggettive e oggettive e sviluppo di uno strumento di valutazione SM specifico”, ha l’obiettivo di creare un database di dati normativi sia per le scale autosomministrate (MAM-36, Abilhand, DASH e MAL) che per i sistemi oggettivi (9HPT, tavolette grafiche) sulla funzione degli arti superiori nelle persone con SM. L’obiettivo finale è quello di sviluppare una scala autosomministrata, specifica per SM, per la valutazione della funzione degli arti superiori. Attualmente si sta procedendo alla fase di elaborazione dei dati.

 

L’effetto del Pilates su persone con SM a ricadute e remissioni.

Recentemente un metodo alternativo molto popolare per il mantenimento e miglioramento di equilibrio e cammino è il Pilates, una tecnica di esercizio basata sulla stabilizzazione dei muscoli del corpo e su un approccio olistico che tramite la corretta esecuzione di sei principi fondamentali (concentrazione, controllo, centramento, fluidità, precisione, respirazione) aumenta la consapevolezza corporea diminuendo l’impatto al suolo e lo stress articolare. Gli esercizi di Pilates possono essere eseguiti a vari livelli di intensità a seconda delle capacità della persona. Nonostante la mancanza di evidenza scientifica a supporto dell’efficacia del Pilates, molti professionisti stanno promuovendone l’uso come strategia di trattamento nel caso di ictus o negli anziani.

 

Recentemente è cresciuto anche l’interesse per l’utilizzo del Pilates nella SM. Tuttavia, anche in questo caso, si hanno poche evidenze scientifiche nonostante l’interesse sia forte e vengano riportati miglioramenti in equilibrio e deambulazione da parte delle PcSM che lo praticano costantemente.

 

Per questa ragione attraverso il progetto MS-FIT si vuole testare se gli esercizi di Pilates, rilasciati tramite un sistema basato su Microsoft Kinect Motion Controller Xbox, può essere un buon metodo per promuovere l’attività fisica, l’integrazione sensorimotoria e la stimolazione cognitiva. In tal modo, questo pseudo-Pilates potrebbe rappresentare un’opzione di trattamento per migliorare la fatica, l’equilibrio e la capacità di camminare delle PcSM; il pseudo-Pilates potrebbe essere così suggerito dal clinico come un’attività fisica da essere integrata nella vita quotidiana.

 

Obiettivi specifici di questo studio sono:

  • Uno studio di fattibilità per rifinire aspetti tecnici del sistema MS-FIT basato su Kinect, valutare l’accettabilità e la soddisfazione all’uso da parte di PcSM, per valutare il processo di reclutamento, l’aderenza all’intervento, il numero di drop-out e identificare potenziali problematiche, per valutare le necessità in termini risorse umane per il successivo studio randomizzato controllato (RCT), per stimare l’effetto dell’intervento e la sua varianza necessari per calcolare l’appropriata grandezza del campione per l’RCT.
  • Un RCT per valutare l’effetto di un intervento di attività fisica con esercizi di Pilates in PcSM autosomministrato a domicilio tramite il sistema MS-FIT.

 

Migliorare le funzioni cognitive in persone con Sclerosi Multipla progressiva: studio multi-bracci, randomizzato, in cieco, controllato di riabilitazione cognitiva ed esercizio aerobico

Dagli anni 80 in poi si è assistito ad un incremento esponenziale degli studi di ricerca focalizzati sulla valutazione e il trattamento dei disturbi cognitivi nella SM. Evidenze sperimentali dimostrano che i disturbi cognitivi colpiscono circa il 40-70% delle persone con SM, indipendentemente dalla forma del disturbo (RR, SP, PP). Le difficoltà a carico del funzionamento cognitivo sono spesso associate a misure di integrità cerebrale (e.g., atrofia cerebrale, aumento nel volume del terzo ventricolo e/o nell’ippocampo). Tuttavia non risultano essere correlati con la durata di malattia, l’età e la severità della disabilità fisica. Il quadro cognitivo delle persone con SM appare generalmente caratterizzato da difficoltà a carico della velocità di elaborazione dell’informazione, dell’attenzione, della memoria, delle funzioni esecutive e delle capacità visuo-percettive. Negli ultimi anni, un numero crescente di studi ha dimostrato l’importanza della riabilitazione cognitiva (RC) per il trattamento delle disfunzioni cognitive nella SM. La RC è un provvedimento volto al raggiungimento del massimo grado di autonomia e di indipendenza possibile, attraverso il recupero e/o la compensazione delle abilità cognitive e comportamentali compromesse (Mazzucchi, 1999).

 

Disegno dello studio:

Il campione è di 360 persone con diagnosi confermata di SM e forma SP o PP. FISM si impegna a reclutare 30 pazienti.

 

Il progetto, della durata di 4 anni, si propone di:

• Determinare se la riabilitazione cognitiva e l’esercizio aerobico siano trattamenti efficaci per i disturbi cognitivi in PcSM progressiva.

• Valutare se la riabilitazione cognitiva e l’esercizio aerobico, combinati, abbiano effetti sinergici nel trattamento dei disturbi cognitivi in PcSM progressiva.

• Valutare l’impatto sulla vita quotidiana dei cambiamenti cognitivi dopo interventi di riabilitazione differenti.

• Valutare i substrati cerebrali strutturali e funzionali degli eventuali cambiamenti cognitivi dopo interventi di riabilitazione differenti

 

Scopo principale del presente progetto riguarda, dunque, la valutazione dell’efficacia di un intervento riabilitativo per le funzioni cognitive, in cui verranno messi a confronto quattro gruppi di trattamento. Il primo gruppo riceverà riabilitazione motoria aerobica e riabilitazione cognitiva (EX+CR), il secondo gruppo riabilitazione motoria aerobica e placebo di riabilitazione cognitiva (EX+CR-S), il terzo placebo di riabilitazione motoria e riabilitazione cognitiva (EX-S+CR). Infine, il quarto gruppo riceverà placebo di riabilitazione cognitiva e motoria (EX-S+CR-S).

 

Prima delle 12 settimane di trattamento, per le quali è richiesto un impegno di 2 sedute alla settimana separate da almeno un giorno di riposo, verranno eseguite le valutazioni previste dal protocollo.

 

In particolare sono previste:

• Valutazione con test neuropsicologici per la velocità di elaborazione dell’informazione, la memoria verbale e quella visiva (i.e., BICAMS).

• Valutazione con test motori su cicloergometro e del cammino (i.e., CPET/IET, 6-MWT).

• Valutazione dell’interferenza cognitivo-motoria durante il cammino.

• Valutazione tramite questionari auto-riportati per fatica, deambulazione, stato dell’umore, qualità di vita (i.e., FAMS4, EQ-5D-5L, MSIS-29, 12-item MS Walking Scale, PDQ, MFIS).

 

Le stesse valutazioni verranno eseguite immediatamente al termine del periodo di trattamento e a sei mesi da questo. Tutti i partecipanti saranno contattati telefonicamente anche dopo tre mesi dal termine del trattamento e verrà loro eseguita una breve intervista strutturata.

 

Ultimo aggiornamento gennaio 2020

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