-A +A
Home » Programmi speciali: neuro-riabilitazione
AISM

Programmi speciali: neuro-riabilitazione

Neuroriabilitazione

 

I programmi speciali sostenuto da AISM e la sua Fondazione sono progetti di ampio respiro, su temi particolarmente importanti e innovativi, che coinvolgano la collaborazione di più ricercatori senior di più centri/network di eccellenza nazionali e/o internazionali.

 

Di seguito riportiamo i principali studi in corso nel campo della neuro-riabilitazione.

 

Progetto PeNSAMI, sulle cure domiciliari palliative per le persone con grave SM

PeNSAMi è un progetto di ricerca indirizzato alle persone affette da una forma grave di malattia, ad oggi purtroppo scarsamente incluse nei programmi terapeutici. L’idea è quella di fornire alle persone e alla loro famiglia un programma di cure palliative a domicilio con l’obiettivo di migliorare la loro qualità di vita. AISM ha fortemente voluto questo progetto che si articola in due parti:

- fase 1: messa a punto di un programma di cure palliative domiciliari

- fase 2: valutazione della fattibilità e dell'efficacia del programma di cure palliative domiciliari.

 

Nel 2013 si è conclusa la fase 1 dello studio, mentre nel 2016 si è conclusa la fase 2 relativa al trial clinico multicentrico randomizzato, singolo cieco, di intervento domiciliare di cure palliative confrontato con un intervento standard. Le analisi si sono concluse e i risultati sono stati presentati durante il Convegno Scientifico FISM nel 2017, mentre sono stati pubblicati nel 2018.

 

Preziosissimi i risultati di questo studio pionieristico, che affronta il tema della cura e presa in carico delle forme più gravi di sclerosi multipla anche dal punto di vista dei caregiver. I dati basali del trial clinico PeNSAMI, relativi ai caregiver informali, hanno evidenziato un pesante impatto negativo sulla qualità di vita del caregiver, in particolare nelle dimensioni psicologiche, quali ansia e depressione. A fronte di questo impatto, è stato riscontrato che il “burden”, ossia il peso percepito della presa in carico (caregiving) è risultato meno pesante dell’atteso. Questa apparente discrepanza è spiegabile perché le persone che hanno cura del loro caro ormai da parecchi anni hanno assimilato tale ruolo come elemento costitutivo ed essenziale della propria storia e della propria stessa identità, del senso della propria vita, anche se questo impegno esercita conseguenze pesanti sul loro benessere fisico ed emotivo.

 

Lo studio ha inoltre indagato i fattori che maggiormente influenzano il “burden” della cura. Sono state identificate tre variabili altamente significative: la presenza di sintomi d’ansia patologica nel caregiver, il fatto che persona curata e caregiver vivano nella stessa casa, ed il basso reddito. Proprio il basso reddito, come non è difficile da intuire (ma altresì importante documentare), è risultato essere la variabile che maggiormente predice il “burden” del caregiver rispetto a tutte le altre variabili considerate nella nostra ricerca».

 

Per quanto riguarda i risultati del trial clinico, si osserva come la gestione dei sintomi (misurata con un scala specifica) sia migliore nel gruppo di intervento, tale effetto sembra essere più evidente nel tempo. Non si osservano invece differenze significative per quanto riguarda la qualità della vita tra i due gruppi. Sono ancora in corso le analisi relative alla sostenibilità del protocollo (analisi sui costo efficacia), così da poter consegnare alle Istituzioni un modello assistenziale efficace e sostenibile che, secondo i principi della medicina palliativa, si basa su un approccio globale dei problemi fisici, spirituali e sociali della persona, nel pieno rispetto della sua autonomia e dei suoi valori, integrando i servizi già esistenti e non sostituendosi a essi.

 

Durante il 2018 è stato pubblicato anche un articolo che riporta i dati relativi allo studio qualitativo che è stato condotto all’interno del progetto. In particolare è stato sottolineato come l’intervento proposto sia stato efficacie nel ridurre i sintomi oltre al senso di isolamento nei persone e negli operatori sanitari. Sono state identificate come barriere chiave sia la scarsità di servizi disponibili sul territorio sia le procedure amministrative e la mancanza di una rete di supporto. Conseguentemente questi risultati suggeriscono che due importanti requisiti sono necessari affinché le cure palliative a domicilio siano efficaci per le persone con SM: il team che opera a domicilio deve essere ben collegato con i servizi del territorio come la riabilitazione.

 

Pubblicazioni

 Solari A, Giordano A, Patti F, Grasso MG, Confalonieri P, Palmisano L, Ponzio M, Borreani C, Rosato R, Veronese S, Zaratin P, Battaglia MA; PeNSAMI Project. Randomized controlled trial of a home-based palliative approach for people with severe multiple sclerosis. Mult Scler. 2018 Apr;24(5):663-674. doi: 10.1177/1352458517704078. Epub 2017 Apr 6.

 

Giovannetti AM, Borreani C, Bianchi E, Giordano A, Cilia S, Cipollari S, Rossi I, Cavallaro C, Torri Clerici V, Rossetti E, Stefanelli MC, Totis A, Pappalardo A, Occhipinti G, Confalonieri P, Veronese S, Grasso MG, Patti F, Zaratin P, Battaglia MA, Solari A; PeNSAMI project. Participant perspectives of a home-based palliative approach for people with severe multiple sclerosis: A qualitative study. PLoS One. 2018 Jul 12;13(7):e0200532. doi: 10.1371/journal.pone.0200532. eCollection 2018.

 

 

Linee Guida Europee per le persone con sclerosi multipla grave

L'ottimizzazione della cura delle persone con sclerosi multipla (SM) severa è ostacolata da una mancanza di consenso sulla definizione di SM grave e l'assenza di linee guida cliniche per sostenere il processo decisionale all'interno della comunità clinica. Scarsi sono gli studi prospettici diretti a questa popolazione specifica, ed emerge la necessità di approcci basati su evidenze scientifiche per migliorare la qualità, la sicurezza e sviluppare la disponibilità e l’accesso ai servizi sanitari. La creazione di questo documento scaturisce da un'iniziativa congiunta dell'Accademia Europea per la Neurologia (EAN), dell'Associazione Europea per le CP (EAPC) e della rete europea per le migliori pratiche e ricerche in Riabilitazione (RIMS). Il progetto si propone di elaborare le linee guida sulla pratica clinica per le persone con SM grave, utilizzando un approccio rigoroso e concentrandosi sui risultati rilevanti per le persone, utilizzabili anche da caregiver e operatori sanitari. Queste linee guida vogliono essere un valido supporto nelle decisioni cliniche per tutti coloro che operano in ambito sanitario e si prendono cura delle persone con SM grave. Le linee guida sono deputate anche ad informare i responsabili politici in merito allo sviluppo di cure standard destinate a queste persone.

 

Lo sviluppo delle linee guida seguirà un metodo specifico chiamato Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation (GRADE), in linea con le raccomandazioni del 2015 della task force EAN relative alle linee guida per la gestione del paziente neurologico. L'approccio GRADE si basa su una valutazione sequenziale della qualità delle prove, seguita dalla valutazione dell'equilibrio tra vantaggi e svantaggi e infine su un giudizio sulla forza delle raccomandazioni. Durante il 2018 sono state individuate le domande cliniche, ciascuna con quattro componenti "PICO" (persone, interventi, comparatori, risultati benefici e dannosi) e il setting (gli input forniti dai professionisti della sanità, persone con SM e caregivers di nove paesi europei); sono stati identificati i risultati considerati più importanti per il processo decisionale. Per ogni domanda clinica sono state eseguite una o più revisioni sistematiche di studi controllati randomizzati, studi osservazionali e studi qualitativi, così come database (Medline, Biblioteca Cochrane, Embase, PsycInfo e CINAHL), registri, siti web su linee guida e health technology assessments e contattati gli esperti e gli autori dello studio.

 

Questo processo a portato alla definizione di 14 quesiti chiave che sono stati poi stati testati, utilizzando un approccio misto. In particolare è stata condotta una survey online, con il supporto delle Associazioni di persone, in otto paesi europei che ha arruolato nel complesso circa 1000 soggetti; uno studio pilota condotto su 20 persone con SM e 18 caregivers; alcuni focus group di persone con SM e caregiver in due paesi (Italia e Germania). Questo a portato all’identificazione di 10 domande chiave sia per il paziente che per il caregiver sulle quali saranno sviluppate le linee guida. Attualmente i risultati di questo processo sono.

 

Ultimo aggiornamento novembre 2019

Leggi anche: 
Programmi speciali