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Domenica 5 dicembre:

GIORNATA MONDIALE DEL VOLONTARIATO: Grazie a ciascuno di voi!

 

 

Autentici. Vicini. Emozionati e intimiditi a dover parlare di sé. Sono tantissimi i volontari di AISM (più di tredicimila) e sono il valore immenso di AISM, da quasi 53 anni. Non si sono mai fermati (neppure con la pandemia) nel loro instancabile voler fare voler costruire per gli altri: persone con SM giovani e non, persone che vogliono che la loro vita (cioè il mondo intero) sia libero dalla SM, dalla paura, da ogni forma di discriminazione.

“Qual è il più grande impegno di AISM? Non lasciare solo nessuno: MAI. Io sono una persona con SM. Ma sono soprattutto volontario di questa Associazione, che per me è un po' famiglia, è un po' emozion: è persino impegno e fatica; ma nei miei tanti anni di volontario, AISM è diventata dedizione, amicizia, a volte sa essere sfida (mi sfida a non mollare). Se AISM non fosse entrata nella mia vita, attraverso i suoi volontari, non sarei l’uomo che sono. La forza di questa associazione è immensa, e lo so per davvero: è grazie a Teresa, Costanza, Giovanni, Rachele, Luisa, Claudio, Davide, Roberto, Veronica, Antonio, Mario, Marj, Giovanna, Enza, Maurizio, Silvia, Giorgia, Luigi, Sergio, Sara, Monica, Raffaele, Cinzia, Carla, Andrea, Alessio, Ludovica, Elisa, Elisabetta, Santina, Fortuna…. tutti a portata di voce, cuore delle nostre sezioni, che AISM esiste per davvero, è vicina a ciascuno di noi”. (Francesco Vacca)

 

E se vi dicessi che AISM è stata come un colpo di fulmine?

 

 

Il giorno che ho scelto di chiedere aiuto, ho trovato degli esseri umani dall' altra parte del telefono. Non erano automi solo 'leggi e burocrazia', non erano un disco registrato: premi tasti a caso che ti esce un unicorno. Ma erano persone vere, con il modo di porsi al mio stesso livello e coinvolgermi nel trovare insieme le risposte.

E così, da a una piccola e breve collaborazione con AISM, eccomi a pensare solo ad una cosa:
"voglio essere come loro, voglio stare con loro”.

Sono diventata una “legionaria” di AISM, o almeno ci provo "vediamo come va". Non ho mai fatto parte di un gruppo. Sbaglio sempre.

Torno piccola, a scuola, mi metto in fondo sull' ultimo banco e ascolto, osservo.

Ma qui in AISM non è così: se ne rendono conto e non perdono un attimo in più del tempo passato insieme per ricordarmi in modo diretto e sincero che non sono più sola. Hai degli amici ora. "Come fai a dire di essere mio amico?, penso che in fondo non ci siamo mai scelti, non mi conoscono, eppure….”

Cominciano a chiedermi come sto, vogliono sapere come è andata quella risonanza. Ma anche se ce la faccio a raggiungerli che quella sera sono tutti insieme. Comincio a condividere i miei passi con loro. Quando poi dico loro che l' attesa è finalmente finita e che non devo cambiare farmaco, sto piangendo per la gioia e la tensione scaricata, mi accorgo che sono tutti felici per me, capiscono la mia euforia come capivano prima la mia preoccupazione, e vogliono festeggiare assolutamente questa vittoria con me. Sembra cosa da poco, ma per me, a 31 anni, era una vita diversa da quella conosciuta fino ad allora.
Non sono più LORO.
Siamo NOI.

Cosa vuol dire essere volontaria di AISM? Vuol dire trovare uno scopo che ci faccia sentire realizzati, vivi e sempre in prima fila, non è così difficile come sembra. Siamo una cosa sola, grande. Non lo siamo solo per noi stessi, ma anche per chi ancora sta percorrendo quella strada senza uscita. Io le voglio trovare queste persone, per dare loro tutto ciò che siamo e abbiamo!

 

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