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Sclerosi multipla: gli studi più recenti

Le ultime notizie sulla ricerca scientifica internazionale pubblicate sulla newsletter della Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla (cui è possibile iscriversi tramite il sito http://www.msif.org/) tradotte in italiano.

Ricerca

Newsletter MSIF - maggio 2013

 

14 maggio 2013

 Impatto clinico dell’atrofia cerebrale nelle CIS
Un gruppo di studio ha analizzato l'evoluzione a breve termine dell’atrofia cerebrale globale e tessuto-specifica nelle persone con sindrome clinicamente isolata (CIS), per definire separatamente la loro rilevanza in termini sia di disabilità a medio termine, che di conversione a SM. Lo studio ha incluso 176 persone con CIS entro tre mesi dall’esordio, valutate clinicamente e mediante scansioni di risonanza magnetica convenzionale ad inizio studio clinico e un anno dopo l'esordio clinico. Le scansioni sono state analizzate per calcolare la percentuale dei cambiamenti del volume cerebrale e le frazioni di parenchima cerebrale, di sostanza grigia e di sostanza bianca. Il 43% dei partecipanti ha avuto una seconda ricaduta, il 18% ha soddisfatto i criteri diagnostici di McDonald 2005 solo per i parametri di risonanza magnetica e il 39% è rimasto come forma CIS. I risultati di questo studio hanno mostrato che la perdita di volume cerebrale era già rilevabile nel corso del primo anno, dopo un primo attacco demielinizzante e questo era probabilmente dovuto alla perdita di volume della sostanza grigia, ma non della sostanza bianca. Questo è stato più evidente nelle persone con CIS che hanno sviluppato la SM. C’era inoltre, un’associazione tra sviluppo di atrofia precoce e cambiamenti della disabilità nel primo e secondo anno dopo la CIS nelle persone che avevano sviluppato la SM.
Clinical impact of early brain atrophy in clinically isolated syndromes Pérez-Miralles F, Sastre-Garriga J. Mult Scler 2013 May 7. [Epub ahead of print]

 

Nuovo strumento di screening cognitivo  per persone  con SM
Il 40-65% di persone con la SM presenta difficoltà cognitive. I deficit più comuni sono quelli collegati alla velocità di elaborazione delle informazioni e di memoria, ma possono essere anche riscontrati problemi collegati con la funzione esecutiva, l’elaborazione visuo-spaziale e la fluenza verbale. Questo studio ha analizzato la validazione di una breve, semplice batteria di test generata dal computer che comprendeva il test “Stroop Symbol Digit Modalities” (C-SDMT), due test visivi a due e quattro secondi analoghi al test Paced Auditory Serial Addition (PVSAT-2, PVSAT -4) e un test semplice a scelta del tempo di reazione. Lo studio ha coinvolto 96 persone con SM e 98 controlli sani. La valutazione minima della funzione cognitiva nella SM è stata utilizzata per definire le disfunzioni cognitive nel gruppo SM. I risultati ottenuti dai tre test (C-SDMT, 2-PVSAT, 4-PVSAT), somministrati attraverso computer con la supervisione di un tecnico, hanno mostrato una buona sensibilità (82.5%) e specificità (87.5%) nel determinare la presenza di disfunzioni cognitive, come definite dalla batteria di test neuropsicologica convenzionale. Inoltre, ciascun test era in grado di distinguere le persone con SM dai controlli.
Assessing the validity of a computer-generated cognitive screening instrument for patients with MS Lapshin H, Lanctôt KL. Mult Scler. 2013 May 7. [Epub ahead of print]

 

 

7 maggio 2013

Valutazione dello stato occupazionale in persone con SM attraverso l’utilizzo di un test funzionale (MSFC) e di una batteria di test cognitivi
La disoccupazione è un problema significativo tra le persone con sclerosi multipla (SM). Determinare le capacità di lavoro è fortemente dipendenti dagli strumenti di misurazione utilizzati dalle figure professionali che seguono le persone con SM. Tuttavia, poco si sa dell’utilità degli strumenti utilizzati per determinare le questioni relative allo status occupazionale. Questo studio ha valutato l’utilità della “Multiple Sclerosis Functional Composite” (MSFC) e di una breve batteria di test cognitivi per esaminare lo stato di occupazione delle persone con SM. Lo studio ha incluso 77 persone con SM che hanno completato la MSFC e la breve batteria di test cognitivi. I ricercatori hanno osservato che gli individui disoccupati mostrano un peggior funzionamento dell'arto superiore misurato con il test MSFC. È interessante notare che non vi era alcuna differenza nel PASAT (Paced Auditory Serial Addition Task), unica misura cognitiva presente nella MSFC. Per quanto riguarda i test cognitivi, i disoccupati hanno ottenuto risultati peggiori sui test di valutazione della memoria, della elaborazione delle informazioni e della funzione esecutiva. L’analisi di regressione logistica ha evidenziato, tra tutte le variabili cognitive e funzionali analizzate, il Symbol Digit Modalities Test (SDMT) come unico predittore dello stato di occupazione. In conclusione, questo studio dimostra che il test SDMT è l’unico predittore significativo dello stato occupazionale e non è stata evidenziata alcuna differenza significativa tra PASAT e SDMT, suggerendo che, per una migliore valutazione dello stato occupazionale delle persone con SM, bisognerebbe considerare la sostituzione del PASAT con il test SDMT nella MSFC.
Strober L, Chiaravalloti N .Unemployment in MS: utility of the MS Functional Composite and cognitive testing. Mult Scler. 2013 May 1. [Epub ahead of print]

 

Cambiamenti metabolici nella sindrome radiologicamente isolata indicano la presenza di un danno assonale
La sindrome radiologicamente isolata (RIS) è caratterizzata da un ritrovamento accidentale, in soggetti asintomatici, di variazioni della sostanza bianca cerebrale che soddisfano i criteri di Barkhof per la diagnosi di SM. Questo studio ha utilizzato la spettroscopia di immagini di risonanza magnetica protonica (1H-MRSI) per valutare i cambiamenti metabolici in un gruppo di 23 persone con RIS I ricercatori hanno analizzato con1H-MRSI un volume di cervello centrale di interesse, per misurare i livelli di N-acetilaspartato (NAA) e colina (ChO) normalizzati per la creatina (Cr), sia nelle regioni lesionali/perilesionali che nelle regioni di sostanza bianca che appare normale e nella sostanza grigia corticale. Questi dati sono stati poi confrontati con quelli di 20 controlli sani. I livelli NAA/Cr erano significativamente ridotti nei RIS rispetto ai controlli, ma non c’erano differenze nei livelli Cho/Cr. I livelli NAA/Cr sono risultati al di sotto della media rispetto ai controlli, nel 44%di RIS a livello della sostanza bianca apparentemente normale e nel 61% dei RIS nella sostanza grigia corticale. In conclusione, la riduzione del livello NAA/Cr nelle persone con RIS indica probabilmente un danno assonale anche in questa fase molto precoce della malattia. Questa informazione potrebbe essere utilizzata in futuro per individuare le persone con RIS ad alto rischio di progressione verso la SM.
Stromillo ML, Giorgio A Brain metabolic changes suggestive of axonal damage in radiologically isolated syndrome. Neurology. 2013 May 1.

 

Aumento dell’autoimmunità tiroidea postpartum nelle donne con SM
Questo studio ha valutato la prevalenza dell’autoimmunità tiroidea tra donne con SM in gravidanza, e il suo impatto sulla gravidanza, sulla depressione postpartum e sulla fatica. 46 donne con la SM e in gravidanza sono state sopposte a test sierici per gli anticorpi della tiroide, ad analisi cliniche e a misure degli ormoni della tiroide, e questi risultati sono stati confrontati con quelli di 35 madri sane di pari età. I ricercatori hanno visto che, 6 mesi dopo il parto, il 35,3% delle donne con la SM presentavano un aumento dei livelli degli anticorpi tiroidei comparato al 5,7% dei controlli. Nelle donne con SM, la media della concentrazione degli anticorpi tiroidei era significativamente ridotta durante la gravidanza e ritornava ai massimi livelli a 6 mesi dopo il parto. È interessante notare che la proporzione delle persone che presentavano disfunzioni della tiroide postpartum non era significativamente differente tra le persone con SM e i controlli sani. Ad elevati livelli di anticorpi tiroidei non vi era alcun aumento del rischio di eventi negativi della gravidanza, della depressione postpartum o della fatica. In conclusione, considerando la tendenza delle madri con SM di sviluppare un’ autoimmunità tiroidea., i ricercatori suggeriscono di eseguire uno screening nelle donne con SM per le disfunzione della tiroide (TSH) durante la gravidanza e dopo il parto.
Jalkanen A, Saraste M, Gfeller A Increased thyroid autoimmunity among women with MS in the postpartum setting.Mult Scler. 2013 Apr 29. [Epub ahead of print]

Newsletter MSIF - marzo 2013

        

Newsletter MSIF ottobre 2012

        

MSIF Research News agosto 2011

          

MSIF Research News luglio 2011

                 

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