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I tipi di SM

La ricerca scientifica

Tipi di SM

Sclerosi multipla recidivante-remittente (SM-RR)

Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SM-SP)

Sclerosi multipla primariamente progressive (SM-PP)

Sclerosi multipla progressiva con ricadute

Posso prevdere che forma si sclerosi multipla avrò?

 

L’evoluzione nel tempo della malattia varia da persona a persona, è possibile individuare fondamentalmente quattro forme di decorso clinico (a ricadute e remissioni, secondariamente progressiva, primariamente progressiva e progressiva con ricadute) a cui si aggiunge una quinta forma caratterizzata da un andamento particolare, detta 'SM benigna'.

 

La SM benigna presenta alcune peculiarità rispetto a tutte le altre forme: non peggiora con il passare del tempo e, in genere, esordisce con uno o due episodi acuti, che presentano un recupero completo, senza lasciare disabilità. Questa forma di SM può anche essere individuata quando è presente una minima disabilità per 15 anni dalla data di esordio. In generale la SM benigna tende a essere associata a sintomi sensitivi (parestesie) o visivi (neurite ottica). È difficile stabilire l’esatto numero di persone con SM benigna, alcuni studi avrebbero evidenziato che circa il 20% delle forme di SM con diagnosi clinica sono benigne, mentre altri ricercatori ritengono che la percentuale di forme benigne sia superiore al 20-30%.

 

 

Sclerosi multipla a decorso recidivante-remittente (SM-RR)

 

È la forma clinica più frequente. Circa l’85% delle persone con SM ha inizialmente questa forma di sclerosi multipla, nella quale si presentano episodi acuti di malattia (detti 'poussè' o 'ricadute', che insorgono nell’arco di ore o giorni e sono destinati a regredire del tutto o in parte in un tempo variabile) alternati a periodi di benessere (definiti 'remissioni'). La sclerosi multipla a ricadute e remissioni o recidivante-remittente (SM-RR) è definita da attacchi ben definiti che si risolvono completamente o parzialmente. La maggior parte delle persone con SM-RR vengono diagnosticati tra i 20 ei 30 anni (anche se può verificarsi durante l'infanzia o in età adulta successiva), il passaggio alla forma secondariamente progressiva avviene in genere dopo circa 10 anni di forma a RR. I sintomi che si possono presentare di volta in volta sono estremamente variabili, tra i più frequentemente riportati vi sono per esempio problemi alla vista, spasticità o rigidità, problemi intestinali e della vescica.
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Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SM-SP)

 

SM Secondariamente Progressiva

Si sviluppa come evoluzione della forma recidivante-remittente di sclerosi multipla, ed è caratterizzata da una disabilità persistente che progredisce gradualmente nel tempo. Circa il 30-50% delle persone con sclerosi multipla, che inizialmente hanno una forma recidivante-remittente, sviluppano entro 10 anni circa una forma secondariamente progressiva.
In altre parole, per molte persone la SM-SP si realizza come seconda fase della malattia. Nella SM-SP, le persone possono o non possono continuare ad avere ricadute, la malattia cambia gradualmente dal processo infiammatorio, che caratterizza la sclerosi multipla-recidivante rimettente, ad una fase più costante progressiva. Prima dell’avvento delle terapie modificanti la malattia, gli studi avevano indicato che il 50% di coloro che aveva una SMRR entro 10 anni sarebbe passato ad una forma secondariamente progressiva.
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Sclerosi multipla primariamente progressiva (SM-PP)

 

È caratterizzata dall’assenza di vere e proprie ricadute. Le persone che ne sono colpite (meno del 10% di tutte le persone con sclerosi multipla) presentano, fin dall’inizio della malattia, sintomi che iniziano in modo graduale e tendono a progredire lentamente nel tempo. 

La sclerosi multipla primariamente progressiva (SM-PP) è caratterizzata da graduale progressione della disabilità fino dall’esordio, senza ricadute o periodi di remissione. La variazione di progressione della disabilità è estremamente variabile nel corso del tempo, con possibili stabilizzazioni temporanee. Ancorché molto variabili da caso a caso, vi sono delle differenze tra la forma primariamente progressiva e la forma recidivante remittente di sclerosi multipla. In particolare, nelle persone con SM-PP i meccanismi infiammatori sono scarsamente coinvolti, pertanto si evidenzia un minor numero di lesioni cerebrali rispetto alle persone con SM-RR. Inoltre, tali lesioni presentano un minor numero di cellule infiammatorie.

Le persone con SMPP tendono anche ad avere un maggior numero di lesioni a livello midollo spinale rispetto a quelle presenti nel cervello. Nelle forma SM-PP gli uomini e le donne sono interessati dalla malattia in maniera approssimativamente uguali e l’età insorgenza della forma primariamente progressiva è più tardiva rispetto alla forma recidivante di circa 10 anni. Le persone con SMPP tendono ad avere maggiori problemi nella deambulazione e possono richiedere maggiore assistenza nelle svolgimento delle loro attività quotidiane.
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Sclerosi multipla a decorso progressivo con ricadute

 

progr.ricadute

Vi sono persone con sclerosi multipla (circa il 5%) per le quali, oltre al presentarsi di un andamento progressivo dall’inizio, si manifestano anche episodi acuti di malattia (ricadute), con scarso recupero dopo l’episodio. Si tratta di una forma poco comune di sclerosi multipla, caratterizzata sia da una progressione graduale, sia da ricadute ben definite. Può essere una forma "di passaggio" tra la sclerosi multipla a ricadute e remissioni (SM-RR) e quella secondariamente progressiva (SM-SP).
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Posso prevedere che forma di sclerosi multipla avrò?

Non vi è alcun esame che possa prevedere con assoluta certezza, fin dai primi sintomi, quale sarà il decorso a lungo termine della SM nel singolo individuo; solo un monitoraggio attento che analizzi gli aspetti specifici della malattia nel singolo caso permetterà di formulare un’indicazione di prognosi più precisa. In ogni caso, indipendentemente dalla forma della malattia, la durata della vita delle persone con sclerosi multipla non è sostanzialmente differente da quella degli altri. Per chi, inoltre, riceva oggi la diagnosi di SM e abbia un approccio corretto e consapevole alla malattia, le probabilità di raggiungere un grado significativo di disabilità si sono di molto ridotte rispetto al passato e sono aumentate, viceversa, le probabilità di poter godere a lungo di una buona qualità di vita personale, lavorativa e sociale.
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Bibliografia
Nicola Canal, Angelo Ghezzi, Mauro Zaffaroni Sclerosi multipla. Attualità e prospettive, p.528, 2011, Elsevier a cura di Jack S. Burks,Kenneth P. Johnson Multiple sclerosis: diagnosis, medical management, and rehabilitation, p. 598, 2000, Edizioni Demos

 

Ultimo aggiornamento novembre 2016



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