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Microbiota e sclerosi multipla. Un rapporto tutto da esplorare

19/05/2017

Nel nostro Paese il 7-10% degli adulti soffre di una malattia autoimmune, con una prevalenza tutta femminile. Viaggio attraverso il ruolo della flora intestinale in relazione al sistema immunitario e alla sclerosi multipla.


Nella foto: Luca Battistini (Unità di Neuroimmunologia - Fondazione Santa Lucia di Roma e membro del Comitato scientifico FISM), Giancarlo Silveri (Presidente Sezione AISM Roma), Giovanna Borsellino (Fondazione Santa Lucia di Roma) in una pausa in occasione del talk a Pint of Science 2017 (Roma, 16 maggio 2017)

 

I microbi che popolano l’intestino influenzano la nostra salute. Da qualche anno a questa parte si accumulano i dati relativi agli effetti che la composizione del cosiddetto microbiota intestinale ha su molte malattie, e il tema è uno dei più “caldi” per la ricerca scientifica. Non poteva quindi mancare fra quelli al centro di Pint of Science, la manifestazione di divulgazione scientifica a cui ha partecipato anche AISM con una serie di iniziative parte del programma della Settimana Nazionale della sclerosi multipla.

Tra gli appuntamenti previsti quello di Roma dedicato al ruolo della flora intestinale in relazione al sistema immunitario e alla sclerosi multipla. A discutere con il pubblico numeroso sono stati Luca Battistini e Giovanna Borsellino, due neuro-immunologi della Fondazione Santa Lucia, che si sono prestati a queste informali chiacchierate scientifiche: tra diapositive, video e pinte di birra, i due ricercatori hanno intrapreso insieme al pubblico il viaggio attraverso il sistema immunitario e la flora batterica, arrivando infine a chiarire come quest'ultima possa essere legata alla sclerosi multipla. 


Ripercorrendo insieme a Giovanna Borsellino l'esatto meccanismo del nostro sistema immunitario, sono emersi dati molto interessanti. “Nel nostro Paese il 7-10% degli adulti soffre di una malattia autoimmune, con una prevalenza tutta femminile”, spiega Giovanna Borsellino. “Il dato allarmante è che esistono oltre 150 malattie autoimmuni e negli ultimi 30 anni sono triplicate. In particolare la sclerosi multipla è una malattia infiammatoria del sistema nervoso centrale: il nostro sistema immunitario reagisce attaccando il rivestimento delle fibre nervose, ovvero la mielina, e provocando lesioni, le placche amiloidi. Sebbene le cause siano ancora in buona parte sconosciute, la scienza indica come l'origine della malattia sia fortemente influenzata da fattori genetici e ambientali”. 



Nella foto: Luca Battistini (Unità di Neuroimmunologia - Fondazione Santa Lucia di Roma e membro del Comitato scientifico FISM) durante il talk "Flora intestinale, risposte immunitarie e sclerosi multipla" (Pint of science, 16 maggio 2017, Roma)

Ma cosa c'entrano il sistema immunitario e il microbiota con la sclerosi multipla? A rispondere a questa domanda ci ha pensato Luca Battistini, evidenziando come negli ultimi 50 anni il nostro stile di vita ci abbia portato a una totale “disbiosi”, ovvero una minor biodiversità del microbiota. “La flora batterica intestinale, oltre ad aiutarci a digerire gli alimenti e assorbire i nutrienti, è di fondamentale importanza durante lo sviluppo del sistema immunitario”, ha spiegato il ricercatore.  “A influenzarla possono essere molti fattori come l'alimentazione, l'igiene, il fumo, l'esercizio fisico, lo stress, l'esposizione al sole, l'uso di antibiotici e addirittura la vicinanza agli animali domestici”. Tuttavia, fa notare Battistini, nei paesi occidentali il miglioramento delle condizioni igieniche ha portato a un aumento dell’incidenza delle malattie autoimmuni, che sono invece quasi sconosciute nei paesi in via di sviluppo, come quelli africani. “Sappiamo che alcuni microrganismi, presenti nella flora batterica intestinale di alcune popolazioni africane, inducono una risposta immunologica tollerante, e stabiliscono con i tessuti rapporti di pacata convivenza. Al contrario, altre specie batteriche presenti soprattutto nei paesi industrializzati, irritano il sistema immunitario e lo attivano al limite del controllo, creando così le condizioni favorevoli per l’insorgenza di malattie autoimmuni, come la Sclerosi Multipla”, va avanti Battistini. 


Si può affermare, quindi, che nella popolazione occidentale la flora intestinale abbia un ruolo centrale nella patogenesi della sclerosi multipla? “Temo sia prematuro affermarlo, non abbiamo ancora evidenze certe in tal senso”, conclude Battistini. “Sappiamo però che la disbiosi può essere una concausa che alimenta l’infiammazione nelle patologie croniche autoimmuni come la sclerosi multipla,  insieme alla predisposizione genetica, i fattori di rischio e alcune malattie infettive. Attualmente ci sono una decina di farmaci autorizzati per questa malattia, che ci consentono di avvicinarci a una medicina sempre più personalizzata, e selezionare quindi il farmaco più adatto a ogni singolo paziente. In questo contesto, comunque, notevole importanza assumono la dieta e la qualità di vita, che contribuiscono a un controllo della malattia ancora migliore”.



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