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Alla ricercatrice Maria A. Rocca il Premio Rita Levi-Montalcini 2013

29/05/2013

 

 

Al Congresso che celebra la Giornata Mondiale della sclerosi multipla un ricordo a Rita Levi Montalcini Presidente Onorario FISM.

 

“Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete nulla”. È con queste parole che AISM vuole ricordare il suo Presidente Onorario, Premio Nobel, Rita Levi Montalcini in occasione della consegna del  Premio che porta il suo nome. Il Premio Rita Levi-Montalcini, che AISM riconosce dal 1999 per valorizzare l’eccellenza della ricerca italiana nella SM, è stato assegnato quest’anno a Maria A. Rocca, che dal 2008 è Group Leader dell’Unità di Neuroimaging della sostanza bianca del Sistema Nervoso Centrale, Divisione di Neuroscienze, Ospedale San Raffaele di Milano.

 

Nell’anno in cui l’amato Premio Nobel e Presidente Onorario di AISM è venuta a mancare, il Premio ha un sapore particolare, come una sorta di passaggio del testimone. Da ricercatrice a ricercatrice, perché l’impegno per un futuro possa portare alla conoscenza della causa e alla cura della sclerosi multipla. Era desiderio della Montalcini “trovare la luce in fondo al tunnel” per arrivare a sconfiggere attraverso la ricerca, nel minore tempo possibile, una malattia del sistema nervoso centrale, cronica, imprevedibile e invalidante, che colpisce in Italia 68 mila persone di cui molti giovani tra i 20 e i 40 anni.

 

Maria A. Rocca, laureata in Medicina e Chirurgia nel 1996 all’Università degli Studi di Milano, nel 1999 ha frequentato la Divisione di Neuroradiologia, Klinikum Grosshadern, Monaco, Germania. Nel 2002 si è specializzata in Neurologia presso l’Università degli Studi di Milano. Negli ultimi 5 anni ha pubblicato sulle più importanti riviste scientifiche 132 articoli sulla sclerosi multipla, di cui 21 come primo e 24 come ultimo nome. Le sue ricerche hanno contribuito, in modo significativo, a mostrare l’importanza delle tecniche di risonanza magnetica per il monitoraggio dell'evoluzione della malattia e degli effetti del trattamento riabilitativo, motorio e cognitivo. Queste conquiste continue consentono un intervento sempre più personalizzato sulla situazione di ogni paziente. Gli studi da lei condotti hanno fornito inoltre importanti conoscenze per la diagnosi e i meccanismi correlati alla progressione della malattia e potranno essere un riferimento importante per le ricerche di farmaci specifici per le forme progressive di SM.

 

Ma soprattutto una è la meta cui tende: migliorare la vita delle persone con SM, soprattutto quelle che fanno più fatica. La Montalcini avrebbe detto: «Restituire alle persone con SM la propria vita». La dottoressa Rocca, dopo un lungo percorso con risultati eccellenti, dice che la sua scoperta più importante è quella che deve ancora venire: « Cerco qualcosa da poter proporre praticamente alle persone con SM, soprattutto a quelle che entrano nelle fasi avanzate di malattia. Nei prossimi anni voglio investire tantissimo soprattutto sull’efficacia dei diversi aspetti di riabilitazione».