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Sclerosi multipla: quando iniziare la terapia

sclerosi multipla terapie

 

Molti studi hanno evidenziato che, nei casi di CIS fortemente sospetta per sclerosi multipla, l’uso di alcuni farmaci (attualmente approvati per sclerosi multipla) può ridurre, come atteso, la possibilità di un secondo attacco e la conseguente conversione a una forma clinicamente definita di SM. Questi studi clinici hanno inoltre dimostrato una significativa riduzione della comparsa di nuove lesioni cerebrali valutabili con la risonanza magnetica.

 

Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di CIS e tali evidenze sono state integrate nelle più recenti (2018) linee guida ECTRIMS/EAN sulla sclerosi multipla. Infatti si suggerisce di offrire la possibilità di iniziare una terapia con interferone o glatiramer nelle persone con CIS e risonanza magnetica  suggestiva per sclerosi multipla (ma che non soddisfano i criteri definiti per la patologia).

 

Iniziare un trattamento precoce significa dunque:

•  evitare accumulo di disabilità e ritardare il passaggio da sclerosi multipla a ricadute e remissioni a secondariamente progressiva;

•  prevenire il danno assonale che diversi studi anatomopatologici e nuove tecniche di risonanza magnetica hanno evidenziato realizzarsi anche in fase precoce;

•  effettuare, come sottolineato da diversi studi clinici, un trattamento che, in quanto precoce, è più efficace di quello ritardato.

 

Questi risultati rafforzano l’indicazione a iniziare al più presto il trattamento nei casi di diagnosi accertata di SM, in particolare se sono presenti fattori associati a una prognosi meno favorevole. Tuttavia, va nuovamente ricordato che il singolo individuo richiede un programma di trattamento personalizzato. L’impiego dei farmaci DMT non può essere generalizzato, infatti la loro prescrivibilità è regolata dal Servizio Sanitario Nazionale, nota 65 dell’Agenzia Italiana del Farmaco.


Ultimo aggiornamento gennaio 2020

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