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Sclerosi multipla: come agisce e possibili cause

Sclerosi multipla: le cause

Le cause della sclerosi multipla

La sclerosi multipla rientra tra le patologie multifattoriali in cui più elementi possono essere coinvolti nella sua insorgenza. La ricerca delle cause e dei meccanismi è ancora in corso, ma al momento gli studi indicano fattori legati all’ambiente, all’etnia, ad una predisposizione genetica e altri agenti infettivi.

 

L’ambiente

In alcune aree del mondo, la sclerosi multipla è più frequente. In particolare, allontanandosi dall’equatore sembra aumentare l’incidenza. Questa correlazione può dipendere dall’assenza di esposizione alla luce del sole e alla vitamina D. Anche se ancora non è chiaro se un supplemento di vitamina D può aiutare a prevenire la malattia, numerosi studi confermano che un basso livello di vitamina D nel sangue rappresenti un fattore di rischio per la SM.

 

Predisposizione genetica

La sclerosi multipla non è ereditaria. Non è geneticamente trasmissibile tra genitori e figli, ma studi epidemiologici hanno riscontrato una maggiore frequenza all’interno dello stesso nucleo familiare. L’incidenza è comunque molto bassa: figli e fratelli o sorelle di persone con SM hanno un rischio di sviluppare la malattia di poco più alto rispetto a chi non ha casi in famiglia (circa 3-5%).

 

Agenti infettivi

Sono stati studiati differenti virus e batteri, come potenziali fattori che possono scatenare l’insorgere della malattia. In particolare numerose ricerca hanno indicato un ruolo significativo nel virus Epstein-Barr (responsabile della mononucleosi) che può concorrere, insieme ad altri fattori, all’insorgenza delle SM.

 

Altri fattori

Sono ancora in corso numerosi studi che indagano altri elementi, tra le cause della sclerosi multipla. Un numero crescente di ricerche, ad esempio, ha portato alla luce il ruolo del fumo come fattore di rischio sia nello sviluppare la malattia, sia nell’aumentare la sua progressione.

 

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Come agisce la sclerosi multipla

Il sistema immunitario è costituito da vari tipi di cellule (linfociti, macrofagi e altre cellule) che circolano nel sangue, assicurando una continua perlustrazione per individuare agenti esterni potenzialmente pericolosi (come virus e batteri). Tali cellule possono attaccare direttamente i microrganismi pericolosi oppure possono liberare anticorpi e altre sostanze chimiche in grado di distruggerli.

 

Il sistema nervoso centrale, inoltre, è protetto dalla barriera ematoencefalica, che separa il tessuto nervoso dalla circolazione sanguigna, garantendo un'ulteriore difesa.

 

La sclerosi multipla è caratterizzata da una reazione anomala nella quale alcune cellule del sistema immunitario aderiscono alle pareti dei vasi sanguigni, attraversano la barriera ematoencefalica e migrano all’interno nel sistema nervoso centrale, scatenando il processo infiammatorio che porta al danno o lesione della mielina.

 

La presenza di bande oligoclonali nel fluido cerebrospinale (uno dei criteri utilizzati per effettuare la diagnosi di sclerosi multipla), testimonia una reazione immunitaria nel sistema nervoso centrale.

 

Con la riduzione dell’infiammazione, il danno alla mielina tende a ripararsi spontaneamente, anche se in modo imperfetto, e spesso limitatamente alle fasi iniziali della malattia. In questo caso anche i sintomi possono regredire fino a scomparire.

 

Se la lesione arriva alle fibre nervose invece, il deterioramento non è recuperabile. Le placche possono quindi evolvere da una fase infiammatoria iniziale a una fase cronica, in cui assumono caratteristiche simili a cicatrici (dette sclerosi).

 

Le cause di questa alterazione nel funzionamento del sistema immunitario sono molte e sono argomento di innumerevoli ricerche.

 

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Ultimo aggiornamento novembre 2019