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AISM

Servizi sociali alla persona

 

Per Servizi sociali si intendono "tutte le attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti ed a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della sua vita, escluse soltanto quelle assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonché quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia.” (Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, art. 128).

 

La Legge 328/2000 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali), definisce i referenti ed i compiti dei servizi sociali, compresi quelli per persone con disabilità. In particolare, i Comuni sono titolari delle funzioni di programmazione, progettazione e realizzazione del sistema locale dei servizi sociali.
Tale sistema ha l’obiettivo di favorire l’autonomia personale e l’integrazione scolastica, sociale e lavorativa della persona con disabilità, attraverso il sostegno diretto alle persone con disabilità ed alle loro famiglie.

 

I servizi sono finanziati con uno specifico Fondo nazionale delle politiche sociali che viene poi ripartito alle Regioni e dalle stesse ai Comuni. Il fondo è stabilito triennalmente e annualmente all’interno dei provvedimenti finanziari e di bilancio dello Stato: per il 2016 sono stati stanziati 311.589/41 euro di cui 277.790.028 sono ripartiti alle Regioni.

 

A livello organizzativo ogni regione e Comune poi organizza le funzioni e i servizi sociali come ritiene, seguendo però i principi generali dettati dalla 328/00 e in base ai finanziamenti che ha a disposizione. Non c’è ad oggi un elenco di servizi garantiti, come avviene invece in Sanità, ma essi possono variare per contenuto, organizzazione e procedure da Comune a Comune.

 

In linea generale, in ogni caso, l’assistente sociale è la figura professionale alla quale le persone con SM che ne abbiano necessità possono rivolgersi per verificare i servizi attivati dal Comune e le modalità, procedure e criteri per ottenerli ed eventualmente attivarli.

 

I servizi previsti potenzialmente previsti e interessanti le persone con SM sono:
• servizi di informazione e consulenza (servizio sociale professionale e segretariato sociale);
• presa in carico individuale e elaborazione del piano di assistenza individualizzato;
• servizi di aiuto e sostegno alla persona (ad es. assistenza domiciliare, trasporti);
• servizi atti a facilitare la vita sociale e relazionale (borse lavoro, soggiorni organizzati, inserimento in centri diurni),
• progetti di vita indipendente;
• servizi di sostegno al reddito (aiuto economico, buoni servizio);
• servizi integrativi o sostitutivi del nucleo famigliare (ricoveri di sollievo, ecc.).

Possono beneficiare dei servizi sociali tutti i cittadini italiani ed anche gli stranieri, residenti nel territorio del Comune di riferimento.

In genere l’accesso ai diversi servizi sociali è regolato in base a specifici requisiti legati a condizioni di fragilità sociale (es. se la persona è a rischio di esclusione, emarginazione, povertà, ecc.) e al reddito ISEE della persona. In base all’ISEE il servizio può poi essere gratuito o può essere richiesta alla persona una compartecipazione ai costi del servizio erogato.

 

 In particolare poi la legge 328/00 (art. 14):  prevede che per le persone con disabilità sia adottato, per ogni intervento che li riguardi, il piano personalizzato: si intende un progetto vero e proprio che partendo dalla situazione della persona e dai suoi bisogni e necessità, consenta di programmare gli interventi necessari per la sua inclusione, assistenza, cura e anche vita indipendente.

 

È importante che il sistema dei servizi sociali si completi e integri con quello della sanità e dei servizi previdenziali, al fine di garantire un percorso unitario ed efficace per il superamento dei disagi della persona: ad esempio è importante che la persona e la sua famiglia non siano "rimpallati" da un servizio ad un altro; o per esempio che la sanità e i servizi sociali comunali che eroghino allo stesso nucleo familiare un’assistenza a casa, si coordino fra loro, onde evitare frammentaria, inefficacia, sovrapposizioni e sprechi inutili o perfino interventi contrastanti fra loro a discapito della persona.

 

In particolare si segnala che il 10 Gennaio del 2019 è stato pubblicato il Decreto di riparto del Fondo Nazionale delle Politiche sociali e in allegato al Decreto è stato emanato il primo Piano Nazionale Sociale 2018-2020: si tratta di uno strumento generale che definisce alcune indicazioni per l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale delle politiche sociali, anche se lascia ancora molta discrezionalità alle Regioni ed ai Comuni sull’uso della loro quota di Fondo.

 

In assenza della definizione di Livelli Essenziali di Assistenza (Liveas), cioè di un elenco nazionale di servizi alla persona, garantiti in tutte le Regioni, e in attesa dell’emanazione di un Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali (il primo e unico è stato del 2001-2003), queste indicazioni potrebbero comunque rappresentare un primo passo di transizione per arrivare poi algi obbiettivi succitati.

 

Ultimo aggiornamento giugno 2019