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Come migliorare la vita delle persone con Sclerosi Multipla nell’ambiente di lavoro?

02/05/2016

Uno studio aiuta a comprenderlo: ansia, depressione e livello di disabilità tra gli indicatori più impattanti. Ecco i risultati di una ricerca condotta dalla Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta, grazie a FISM,  la Fondazione dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e sviluppata grazie al sostegno di INAIL

 

Le persone con sclerosi multipla (SM) possono dover affrontare stress e importanti difficoltà sul posto di lavoro. Il monitoraggio di alcuni sintomi come ansia e depressione e la percezione di disabilità possono fornire rilevanti indicazioni per affrontare tali difficoltà e migliorare la qualità di vita. Lo dimostra uno studio condotto dalla Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione FISM, finanziato dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro –INAIL.

 

È la prima volta che si è proposto di valutare la qualità della vita correlata alla salute in persone con SM e con un occupazione lavorativa, attraverso un modello multivariato che permetta di identificarne i fattori predittivi.

 

La ricerca ha valutato la relazione tra stato occupazionale e qualità della vita correlata allo stato di salute delle persone con SM, un costrutto che comprende diversi aspetti legati alla  salute psicologica e fisica di una persona. Si tratta quindi di un ulteriore contributo scientifico  nel continuo impegno a dare risposte alle persone con SM, attraverso indagini rigorose che permettano interventi più appropriati, basati sulle evidenze medico-scientifiche.

 

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Clinical Neuropsychologist, ha visto al partecipazione di 181 persone con SM con EDSS medio 1,5.  È stata condotta un’analisi statistica di regressione per identificare i fattori predittivi della qualità di vita collegata alla salute, misurata con la scala MSQOL-54, uno specifico strumento di misura per persone con SM.

 

I risultati dello studio mostrano che i sintomi depressivi, l’ansia e la disabilità auto-percepita sono i fattori più importanti nel determinare la qualità di vita, anche quando i loro effetti sono stati corretti con le misure di gravità di malattia e disfunzioni cognitive.

 

La sclerosi multipla è una malattia cronica, autoimmunitaria che colpisce il sistema nervoso centrale e una delle principali cause neurologiche di  disabilità  nei giovani adulti. Insorge principalmente tra i 20 e 40 anni, un periodo della vita ricco di progettualità e in cui le persone spesso raggiungono il picco di produttività lavorativa, ha quindi la potenzialità di impattare fortemente sulla vita lavorativa della persona che ne è colpita. 

 

Questo studio risulta quindi rilevante perché il modello predittivo proposto ha permesso di identificare delle variabili da monitorare per individuare precocemente difficoltà nell’ambito lavorativo e pianificare e valutare interventi medici, riabilitativi  e psicosociali. Sulla base dei risultati di questa ricerca è possibile concludere pertanto che il monitoraggio di ansia, sintomi depressivi e livello di disabilità auto-riportata tramite questionari, può fornire importanti suggerimenti per migliorare la qualità di vita dei lavoratori con SM. Ciò permette inoltre di affrontare possibili problemi lavorativi, pianificando azioni correttive e valutandone l’efficacia in termini di miglioramento della qualità di vita.

 

Ref.: Giovannetti AM, Schiavolin S, Brenna G, Brambilla L, Confalonieri P, Cortese F, Covelli V, Frangiamore R, Leonardi M, Mantegazza R, Moscatelli M, Ponzio M, Torri Clerici V, Zaratin P, Raggi A. Cognitive function alone is a poor predictor of health-related quality of life in employed patients with MS: results from a cross-sectional study. Clin Neuropsychol 2016; E-Pub. DOI: 10.1080/13854046.2016.1142614

 

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