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Interferone Beta Ricombinante

Nome commerciale: Avonex,  Rebif (interferone beta 1a); Betaferon (interferone beta 1b)


Descrizione
L'interferone beta (IFNb) influenza i processi immunitari coinvolti nella SM ("immunomodulatore"), agendo maggiormente sulla reazione infiammatoria e in minor misura sulla reazione di demielinizzazione. In particolare agisce sui linfociti T inibendone la migrazione, l'attivazione e riducendo la produzione di particolari molecole coinvolte nel processo infiammatorio (citochine).
L'IFN b è il trattamento di scelta nelle persone con SM a ricadute e remissioni che abbiano avuto almeno due ricadute nei due anni precedenti il trattamento e siano ancora deambulanti (nota 65). Sono stati effettuati diversi studi sull'efficacia dell' IFN b. Un primo studio è stato effettuato nel '95 usando il Betaferon su 352 pazienti per 5 anni al dosaggio di 8 milioni di unità a giorni alterni: i pazienti presentavano una riduzione del 30% delle ricadute e la RM mostrava una riduzione significativa del numero e delle dimensioni delle lesioni attive. Nel marzo '96 sono stati pubblicati i dati relativi a uno studio multicentrico condotto su 301 pazienti affetti da SM  a ricadute e remissioni trattati con IFN beta 1a (Avonex) 6 MIU 1 volta a settimana per via intramuscolare. Lo studio ha dimostrato che il trattamento determina un significativo rallentamento della progressione della disabilità, una riduzione del numero di ricadute e delle aree attive alla RM encefalica. Sono stati effettuati altri studi che hanno dimostrato che la somministrazione dell'IFN  in pazienti con un unico episodio di malattia rallentava la comparsa di un episodio successivo. Nel gennaio '99 è stato approvato in Italia il Rebif, che è un IFN b 1a  a maggiore dosaggio (disponibile in due dosaggi: 22 e 44 microgrammi). Lo studio PRISMS ha dimostrato che tale farmaco, somministrato 3 volte a settimana per via sottocutanea, è efficace nel ridurre la frequenza e la gravità delle ricadute, l'accumulo di disabilità nel tempo e le aree  (attive e non) alla RM.  Alcuni elementi sono inoltre a favore del fatto che il dosaggio maggiore (44 microgrammi tre volte a settimana) possa garantire una migliore efficacia. Per quello che riguarda le forme secondariamente progressive, sono stati condotti alcuni studi, con risultati contradditori. Un primo studio europeo pubblicato nel '98 dimostrava l'efficacia del Betaferon nel rallentare la progressione della disabilità, nel ridurre la frequenza di ricadute e il carico di lesioni alla RM. Sono state tuttavia sollevate numerose critiche a questo studio, che peraltro è stato interrotto troppo precocemente. Altri studi condotti negli Stati Uniti, ma non ancora pubblicati, condurrebbero a risultati contrastanti. Nel giugno '99 è stato presentato lo studio SPECTRIMS, che utilizzava l' IFN b 1a (Rebif) nelle forme secondariamente progressive. Questo studio ha dimostrato che il farmaco, soprattutto al dosaggio maggiore, era in grado di ridurre in maniera significativa i segni clinici e di RM di attività di malattia. La progressione della disabilità non appariva invece influenzata dalla terapia.


Posologia
Avonex: 1 fiala  (6 MIU) alla settimana per via intramuscolare; 

Rebif  (22 microgrammi corrispondono a 6 MIU, 44 microgrammi a 12 Miu) 3 volte alla settimana per via sottocutanea.

Betaferon: 1 fiala ( 8 MIU) per via sottocutanea a giorni alterni.

Plegridy: Un’iniezione da 125 microgrammi ogni 14 giorni (ogni due settimane).

 

Ultimo aggiornamento marzo 2016

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