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L'esame neurologico

 

L'esame neurologico è una visita approfondita che ha lo scopo di riscontrare eventuali disturbi o patologie che interessano il sistema nervoso centrale o periferico. L'esame neurologico inizia già con l’osservazione della persona già da quando entra nella stanza e continua durante il colloquio.  Nel corso della visita vengono raccolte diverse informazioni utili per un’ipotesi preliminare riguardanti il problema.

 

Il neurologo valuta quali prove effettuare in base ai motivi della visita, ai disturbi presenti, alla storia clinica e alle informazioni raccolte con la persona stessa. Non sempre vengono effettuati tutti gli esami riportati di seguito: se la persona è vigile e segnala formicolii agli arti, ad esempio, non sarà necessario effettuare prove sulle funzioni nervose superiori.  Se nel corso della visita emergono deficit specifici, potranno essere richiesti ulteriori approfondimenti ed esami.

 

L'esame neurologico comprende la valutazione dei seguenti aspetti/funzioni:

Funzioni nervose superiori

Nervi cranici

Sistema motorio e forza muscolare

Deambulazione, stazione eretta e coordinazione

Sensibilità

Riflessi

 

Esame delle funzioni nervose superiori

È finalizzato a valutare, con un colloquio con la persona e osservandone il comportamento, la comunicazione, il linguaggio, la gestualità, la memoria, il riconoscimento e l’identità del proprio corpo.

 

Nervi cranici

I nervi cranici sono 12 e ognuno di loro va ad innervare diverse strutture, organi e muscoli presenti nella maggior parte dei casi a livello del cranio.  Ogni nervo cranico ha una sua funzione ben precisa. Il nervo acustico, per esempio, trasporta stimoli uditivi e stimoli per il controllo dell’equilibrio, la sua funzionalità si valutata con un esame della capacità uditiva e con un esame sulla capacità di equilibrio. La valutazione sul nervo ottico invece avviene tramite misurazione dell’acutezza visiva, esame del campo visivo e fondo dell’occhio.

 

Sistema motorio e forza muscolare

I muscoli e gruppi muscolari principali vengono valutati per individuare ad esempio, atrofia (ridotta massa muscolare), ipertrofia, tremore e altri movimenti involontari, etc. A tale scopo vengono impiegate alcune manovre, come tenere le braccia tese con le palme delle mani rivolte verso l’alto o per gli arti inferiori, mettere la persona supina con cosce flesse di 90º. Se non si riesce a mantenere la posizione, è possibile che ci sia un deficit. Viene anche valutata la forza contro resistenza, per esempio si chiede alla persona di spingere o tirare stringendo le mani, mentre il neurologo oppone resistenza al movimento.

 

Deambulazione, stazione eretta e coordinazione

La normale deambulazione, la stazione eretta e la coordinazione richiedono il funzionamento di diverse vie (motorie, vestibolari, cerebellari, propriocettive). La lesione in una qualsiasi di queste causa alcuni deficit caratteristici. Per valutare le funzioni coinvolte il neurologo utilizza test come stare in piedi dritti ad occhi chiusi, camminare sulle punte e prove di coordinazione tra cui le prove indice-naso o tallone-ginocchio.

 

Sensibilità

L’analisi della sensibilità rappresenta la parte più difficile dell’esame neurologico, in quanto le tecniche usate per la valutazione non sono molto efficienti. Ecco alcuni esempi di prove per valutare la sensibilità: con un batuffolo di cotone viene strofinata la pelle, chiedendo alla persona ad occhi chiusi di indicare la posizione dello strofinamento, oppure si effettua una piccola puntura di spillo sul dito, oppure si possono usare provette contenenti acqua calda e fredda per verificare la sensibilità termica.

 

Riflessi

Esistono due tipi di riflessi: fisiologici e patologici. I primi sono presenti nei soggetti normali (es. riflesso patellare, ottenuto percuotendo il ginocchio con il martelletto) e possono subire modificazioni (iperreflessia, iporeflessia, areflessia) per lesioni del sistema nervoso. I riflessi patologici non sono presenti nel soggetto normale ed esprimono lesioni del sistema nervoso. Tra questi ricordiamo il riflesso di Babinski, che si ottiene strisciando una punta smussa lungo il bordo esterno del piede verso l’alluce, tale riflesso risulta positivo quando le dita del piede si estendono.

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Ultimo aggiornamento novembre 2019