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AISM e FISH contro la manovra correttiva che colpisce le persone con disabilità

07/06/2010

 

 

Sono giorni di grande preoccupazione per gli orientamenti che il Governo ha maturato sul tema delle invalidità civili. La Manovra correttiva inizialmente sembrava voler introdurre, a fianco di un’ulteriore intensificazione dei controlli sui “falsi invalidi”, una “stretta” sulle indennità di accompagnamento, introducendo un limite di reddito per poter beneficiare dell’indennità. Ha poi accantonato questa ipotesi e dirottato su un’altra che voleva risultare più “lieve” rispetto a quella precedentemente paventata, ma che in realtà va sempre a colpire gli invalidi e ancora una volta non quelli “falsi”; è in fatti previsto un innalzamento della soglia percentuale da 74 a 85 per cento per avere diritto a percepire l’assegno mensile di invalidità civile (ovvero l’assegno mensile di assistenza). La misura è stata inclusa nella Manovra varata dal Consiglio dei Ministri, ovvero il Decreto Legge  31 maggio 2010, n. 78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale (S.O. n. 114 della G.U. del 31 maggio 2010), che dovrà ora essere approvata in via definitiva dal Parlamento

 

Questa misura colpisce principalmente persone con una disabilità troppo bassa per poter acceder a prestazioni superiori (pensione e indennità di accompagnamento), ma troppo elevata al punto da escluderle nella pratica dal mondo del lavoro a causa dello stigma dell’improduttività (situazione molto frequente nel caso della SM oppure si pensi alla disabilità intellettiva).          

Ricordiamo, inoltre, che per queste persone è già previsto, ai fini pensionistici, un doppio requisito molto rigido: essere iscritti alle liste di collocamento e non superare un reddito annuo lordo di 4.408 euro e che l’importo dell’assegno mensile di assistenza (256 euro al mese) è veramente esiguo; se per lo Stato il risparmio sarà ridicolo e non certo risolutivo della crisi in atto, per i diretti interessati la nuova regola sarà una gravissima perdita.

 

La misura non dovrebbe intaccare i diritti di coloro che già percepiscono l’assegno, ovvero chi attualmente percepisce l’assegno avendo una percentuale tra il 74 e l’84%, bensì riguardare soltanto le nuove domande.

“Metteremo in atto tutte le forme di protesta per evitare che venga soppressa l’unica forma di assistenza certa per le persone con disabilità grave e per gli anziani non autosufficienti.”sono state le prime affermazioni di Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH)

 

Forte è, quindi, la preoccupazione fra le associazioni e le famiglie e non certo per l’ennesima ondata di controlli previsti. “Controllino pure e, magari, ci dicano anche il costo di queste verifiche e dei conseguenti contenzioni – conclude Barbieri – ma non mettano le mani nelle tasche delle famiglie delle persone con grave disabilità e delle persone anziane non autosufficienti! Noi non staremo a guardare.”

 

AISM e FISH da subito hanno espresso la propria decisa preoccupazione ed in maniera immediata si sono mobilitati, chiedendo anche formalmente un incontro con il Ministro dell’economia, Giulio Tremonti, per esprimergli, oltre al dissenso per le ipotesi che vanno a colpire le persone con disabilità e le loro famiglie, richieste di chiarimento circa le reali intenzioni del Governo nei confronti delle persone con grave disabilità e delle loro famiglie.

 

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