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Sclerosi multipla: come si presenta e diagnosi

sclerosi multipla e risonanza magnetica

La sclerosi multipla può presentarsi in vari modi, con sintomi che variano da persona a persona in base alla sede dell’infiammazione e alla sua entità.

 

Alcuni sintomi risultano però più frequenti soprattutto all’esordio:

 

•  disturbi visivi: possono includere calo della vista rapido e rilevante, di solito in un occhio, sdoppiamento della vista, movimenti non controllabili dell’occhio. Spesso questi disturbi sono accompagnati da dolore all’occhio;

 

•  disturbi delle sensibilità: sensazione di intorpidimento, formicolii, perdita di sensibilità al tatto, difficoltà a percepire il caldo e il freddo. Questi disturbi possono essere presenti nelle braccia, gambe, tronco o anche al volto;

 

•  fatica: mancanza di energia fisica e mentale, diversa dalla stanchezza perché si presenta anche in assenza di sforzi o attività fisica e non migliora con il riposo;

 

•  debolezza: diminuzione della forza muscolare.

 

Possono manifestarsi singolarmente oppure insieme. Anche l’intensità e la durata possono essere molto diversi. Alcuni sintomi sono comuni ad altre malattie o condizioni, per questo può accadere che il percorso per arrivare alla conferma della diagnosi sia, a volte, lungo e complesso.

 

 

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Come viene diagnosticata

Al momento non esiste un singolo test o esame in grado di confermare da solo la diagnosi di sclerosi multipla. Il neurologo considera l’insieme di tre elementi:

•  storia clinica (anamnesi): tutte le informazioni utili raccolte durante il colloquio con la persona riguardanti la sua situazione clinica, i sintomi, precedenti disturbi, altre malattie familiari ed altre indicazioni che possono servire ad avere un quadro generale, ad escludere alcune ipotesi o confermarle.

 

•  esame neurologico: visita effettuata dal neurologo con l’obiettivo di analizzare diverse funzioni come movimento, linguaggio, coordinazione, sistema sensitivo, senso di equilibrio e orientamento, riflessi, reazione degli occhi agli stimoli visivi. Di solito durante la stessa visita si effettua anche l’anamnesi. Il tipo e la completezza dell’esame obiettivo neurologico viene valutata dal neurologo in base alla natura del problema. L’esame più approfondito può prevedere l’esecuzione di differenti prove.

 

•  esami specifici strumentali e biologici: risonanza magnetica, potenziali evocati, esami del sangue e del liquido cerebrospinale che permettono anche di escludere altre patologie.

 

Per poter confermare la diagnosi occorre che le lesioni siano diffuse in diverse aree del sistema nervoso centrale (disseminazione spaziale) e che si siano presentante in tempi differenti (disseminazione temporale): questo può comportare il ripetere di alcuni esami, come la RMN per avere la certezza definitiva.

 

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Ultimo aggiornamento novembre 2019