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Farmaci e nuove terapie per la sclerosi multipla

26/05/2010

 La “ri-scoperta” di farmaci già in commercio come miniera di nuove terapie per la sclerosi multipla

 

Professore Lars Fugger, Università di Oxford , Oxford, Inghilterra.

Professore Diego Centonze, Università di Tor Vergata

Professore Marco Salvetti, Università Sapienza, Roma, Italia.

 

 

In Italia il World MS Day sarà celebrato all'interno del  convegno sulla ricerca scientifica promosso dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) che si terrà a Roma il 26 e il 27 maggio 2010 all’Istituto Superiore di Sanità. Il programma del convegno si aprirà con la Lettura Magistrale del Professore Lars Fugger che dedicherà il suo intervento a questo approccio.

 

La sclerosi multipla è la più comune malattia invalidante del sistema nervoso centrale che interessa i giovani adulti nel mondo occidentale. La disabilità irreversibili nella sclerosi multipla che può avere un impatto così devastante è anche il risultato di processi neurodegenerativi, ma non ci sono cure per questa fase della malattia. In generale, lo sviluppo di nuovi farmaci è un processo che richiede finanziamenti consistenti e  molto tempo. Inoltre, ogni nuovo farmaco ha necessariamente qualche incognita di sicurezza nella pratica clinica a lungo termine.

 

Per ridurre tempi e costi della ricerca clinica e per diminuire drasticamente le incognite relative alla sicurezza, è possibile attingere al patrimonio di farmaci che hanno già dato prova di sicurezza ed efficacia nelle più diverse malattie. È infatti possibile che, fra questi, si nascondano molecole utili alla cura della sclerosi multipla (trattamento terapeutico) e al miglioramento della qualità della vita delle persone colpite dalla malattia (trattamento sintomatico).

 

L’Università di Oxford propone un progetto unico per valutare l’efficacia di farmaci, già in commercio per altre indicazioni, sulla neurodegenerazione in modelli sperimentali di sclerosi multipla e quindi testarne, come appropriato, l’efficacia in studi clinici controllati sulle persone con SM.

 

 

Questo progetto di ricerca, oggetto della lettura magistrale del Professor Fugger; ha portato il gruppo di Oxford alla "riscoperta" di un farmaco che è stato sviluppato più di 30 anni fa per il trattamento di pazienti con ipertensione. Il gruppo del Professor Fugger ha infatti dimostrato che questo farmaco, amiloride, è efficace sul processo di neurodegenerazione in modelli sperimentali di sclerosi multipla (Nature Medicine 2007, 12, 1483-1489), e quest'anno ha avviato una sperimentazione clinica presso il John Radcliffe Hospital di Oxford per provare la sua efficacia nelle persone con sclerosi multipla.

 

 

Questo esempio mette in evidenza la possibilità di usare farmaci già in commercio per trattare la sclerosi multipla in modo sicuro e poco costoso. Inoltre, il gruppo di Oxford ritiene che questo approccio possa permettere la valutazione simultanea di molti farmaci e quindi accelerare l'identificazione di nuove molecole. Il processo per portare questo tipo di terapie dal laboratorio di ricerca alla persona colpita da sclerosi multipla è circa cinque volte più veloce (da due a tre anni) rispetto allo sviluppo di una nuova molecola ( da 10 a 15 anni).

 

 

Identificare nuove cure in tempi relativamente rapidi e con costi contenuti studiando farmaci che sono già registrati per uso clinico in altre patologie (riposizionamento di terapie esistenti) rappresenta una delle aree su cui anche FISM si sta impegnando.

 

Da diversi anni la FISM promuove e finanzia un progetto chiamato CENTERS (Centro Neurologico Terapie Sperimentali) che ha portato a termine importanti studi sul riposizionamento di farmaci per la terapia, anche sintomatica, della sclerosi multipla (cfr. Neurology 1999; 53:1588-89 e Neurology 2010; 74:839-45).

 

Da oggi il CENTERS, che originariamente coinvolgeva unicamente la Neurologia della II Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Sapienza” di Roma, vede le proprie potenzialità più che raddoppiate con la creazione di un polo che unisce e condivide le risorse della struttura originaria con quelle della Neurologia di Tor Vergata. Questa collaborazione moltiplicherà le opportunità di accesso a sperimentazioni terapeutiche sicure. Le sperimentazioni in corso ed i contatti sono visibili sul nuovo sito del CENTERS. Tutti gli studi del progetto CENTERS sono sperimentazioni indipendenti non-profit e sono registrati su www.clinicaltrials.gov, registro ufficiale che elenca tutte le sperimentazioni cliniche condotte nel mondo.

 

Nell'ambito del progetto CENTERS è anche stato organizzato per due anni il Master di II Livello in "Metodologie per la Ricerca e lo Sviluppo di Nuove Terapie".

 

FISM con il convegno scientifico di Roma e la prestigiosa partecipazione del Professor Fugger vuole continuare il suo impegno verso un mondo libero dalla sclerosi multipla attraverso collaborazioni internazionali per accelerare la ricerca clinica alla "ri-scoperta" di farmaci già in commercio come nuove terapie per il trattamento della sclerosi multipla e per estendere il progetto didattico CENTERS.

 

Il professor Lars Fugger, che ha aperto la strada alla "ri-scoperta" della amiloride, ha lavorato sui meccanismi della malattia della sclerosi multipla dal 1987 presso le Università di Copenaghen e Aarhus in Danimarca e presso la Stanford University negli Stati Uniti. È stato nominato nella sua attuale posizione come direttore di Neuroimmunologia presso l'Università di Oxford nel 2007 e lavora presso il Dipartimento di Clinica Neurologica e presso l'Istituto di Medicina Molecolare Weatherall al John Radcliffe Hospital. Lars Fugger ha ottenuto diversi premi per il suo lavoro sulla sclerosi multipla, in particolare il Premio per l'Eccellenza scientifica (Il Premio Cartesio) rilasciato dalla Commissione europea nel 2002, il Premio della Società Europea di Ricerca Clinica per l’eccelenza nelle Scienze cliniche nel 2005 e 2009 e nel 2009 il Premio Sobeck - che è il più prestigioso premio europeo sulla ricerca sulla sclerosi multipla.

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