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Immunoglobuline (IgG)

 

Le immunoglobuline (Ig) sono proteine presenti nel siero prodotte da cellule del sistema immunitario, i linfociti B maturi. Esse svolgono un ruolo centrale nella risposta immune. Le immunoglobuline impiegate a scopo terapeutico sono di tipo G (IgG) e si ritiene svolgano una funzione immunomodulante. In passato alcuni studi di piccole dimensioni non erano riusciti a evidenziare l’efficacia di questo trattamento in persone con sclerosi multipla mentre altri studi successivamente condotti su numeri maggiori di persone avevano dato risultati contrastanti soprattutto in relazione alla fase di malattia in cui venivano impiegate, se recidivante-remittente o progressiva.

 

In particolare nel 2004 sono stati pubblicati due articoli sull’argomento rispettivamente sulle riviste Archives of Neurology (2004;61:1515-1520) e The Lancet (2004;364: 1149-1156). Nel primo lavoro veniva valutata l’efficacia delle IgG nelle forme recidivanti-remittenti, i risultati mostravano che il trattamento con immunoglobuline per via endovenosa per 1 anno dopo un primo evento neurologico suggestivo di SM era capace di ridurre significativamente l'attività della malattia e di diminuire il rischio di un secondo attacco. Nel secondo lavoro, che valutava l’utilizzo delle IgG nelle forme secondariamente progressive, non era invece stata osservata nessuna efficacia sulla progressione di malattia.

 

Nei 4 anni successivi i risultati di ulteriori due studi, uno, osservazionale, pubblicato nel 2005 su Multiple Sclerosis Journal (2005; 11, 562–567) ed il secondo pubblicato nel 2008 su Neurology (2008 Jul 22;71(4):265-71), davano nuovamente risultati non univoci. In particolare nel primo studio venivano coinvolte 308 persone e veniva dimostrata l’efficacia della terapia con Ig somministrata mensilmente nel ridurre significativamente le ricadute, mentre nel secondo, in cui erano stati inclusi 127 persone trattate con due diversi dosaggi di Ig (0.2 g/kg e 0.4g/kg ogni 4 settimane) o placebo, veniva dimostrato che la terapia con Ig non impattava significativamente né sul numero di soggetti liberi da ricadute dopo un anno di trattamento né sul  numero di lesioni captanti constrasto alla risonanza magnetica dopo 48 settimane.

 

Le Ig si sono dimostrate una buona opzione terapeutica per trattare le ricadute durante la gravidanza e nel periodo successivo al parto.

 

Gli effetti collaterali più importanti segnalati in letteratura comprendono per tromboembolismo, meningite asettica, insufficienza renale, reazioni allergiche. Trattandosi di un emoderivato esiste anche il rischio, oggi assai basso, di trasmissione di malattie infettive.

 

In conclusione, anche in considerazione dei possibili gravi effetti collaterali e del costo molto elevato, l’utilizzo routinario delle Ig per via endovenosa non è al momento raccomandato, sono comunque necessari ulteriori studi per approfondirne i possibili risvolti terapeutici nella sclerosi multipla.

 

Ultimo aggiornamento agosto 2017

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