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L'importanza delle cellule staminali mesenchimali autologhe nella sclerosi multipla

15/01/2016

 

I recenti progressi della ricerca sulle cellule staminali hanno aperto nuove prospettive nel campo della sclerosi multipla, non solo per la comprensione dei fenomeni biologici alla base della rigenerazione cellulare, ma anche per lo studio di strategie di riparazione tissutale attraverso nuovi trattamenti terapeutici.

 

Le cellule staminali mesenchimali (MSC) sono cellule staminali adulte, isolate dal midollo osseo, che possiedono una significativa plasticità terapeutica dimostrata dalle loro capacità di migliorare la riparazione dei tessuti e influenzare la risposta immunitaria sia in vitro che in vivo.

 

Lo studio MESEMS
Lo studio clinico denominato MESEMS consiste in una sperimentazione clinica di fase I/II avente l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia della somministrazione endovenosa di cellule staminali mesenchimali autologhe (MSC) a pazienti con sclerosi multipla (SM).

 

Le staminali mesenchimali, originate dal midollo osseo del paziente stesso, vengono iniettate via endovena al paziente. L’obiettivo è dimostrare la sicurezza e la capacità delle staminali di "spegner" l’infiammazione causata dalla SM, verificata attraverso la risonanza magnetica. Ulteriore obiettivo è dimostrare la capacità delle staminali di ridurre le ricadute e anche di riparare i tessuti danneggiati dalla malattia.

 

Questo studio è ad oggi il più ampio mai effettuato con staminali su pazienti con SM - coinvolge Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Danimarca, Svezia, Iran, Svizzera, Austria e Canada, con l’Italia capofila nel ruolo di coordinatore. FISM finanzia totalmente la ricerca condotta nei Centri italiani e parzialmente quella condotta a livello internazionale. Lo studio di fase II sarà effettuato su 160 pazienti, di cui più di trenta in Italia.

 

Lo studio italiano e il centro di Bergamo
La sperimentazione italiana coinvolge tre centri clinici (Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica, Università di Genova; Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale San Raffaele e Dipartimento di Neuroscienze, Università di Verona) e una “Cell Factory”, con sede presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo, denominata Laboratorio di Terapia Cellulare “G. Lanzani” ( autorizzata da AIFA per la produzione di cellule per la terapia cellulare) completamente equipaggiata, che ha lo scopo di arruolare 35 pazienti in un anno. La lettura centralizzata delle RM effettuate è condotta a Basilea (Svizzera).

 

In particolare, il Centro di Bergamo ha il compito di preparare cellule staminali mesenchimali autologhe e conservarle per il tempo necessario al trattamento dei soggetti arruolati e al completamento dello studio. Si tratta di cellule che hanno la capacità di differenziarsi in diversi tipi cellulari, contribuendo a tessuti quali osso, cartilagine, grasso; vengono utilizzate in studi clinici sperimentali anche per il trattamento di alcune patologie che riguardano il sistema immunitario. Il Laboratorio di Terapia Cellulare "G. Lanzani" è stato realizzato nel 2003 come parte integrante dell'unità di Ematologia degli Ospedali Riuniti. Oggi ospita quotidianamente un'équipe composta da 10 persone tra medici e biologi (di cui una dedicata temporaneamente al progetto MESEMS) distribuiti in tre aree di lavoro: l'area della manipolazione delle cellule staminali midollari, autorizzata dal JACIE Europa ad operare come struttura accreditata per le attività di trapianto; l'area di studio di nuovi farmaci ad attività anti-tumorale funzionante secondo gli standard di qualità europei noti come GMP (Buone Norme di Fabbricazione), e l'area dedicata alla ricerca sperimentale, autorizzata dall'Agenzia Italiana del Farmaco ad operare come una "cell factory" per la preparazione delle cellule a scopo trapiantologico.