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Il trattamento con rituximab in persone con SMRR riduce i livelli delle cellule T oltre che delle cellule B

22/07/2010

 

Il trattamento con rituzimab in persone con SMRR riduce i livelli delle cellule T oltre che delle cellule B. Lo dimostra il lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Archives of Neurology condotto dalla dottoressa Laura Piccio, coordinato dalla dottoressa Anne H. Cross della Washington University School of Medicine, St. Louis in Missouri e cofinanziato dalla FISM.

 

Lo studio ha analizzato il meccanismo d’azione di rituximab sul sistema immunitario di persone con  SM recidivante remittente.

 

Sia le cellule B che T del sistema immunitario sono implicate nella patogenesi della SM anche se per molto tempo si è pensato che le cellule T autoreattive svolgessero un ruolo primario nel mediare la SM, ma recentemente grande interesse si è rivolto anche verso il ruolo importante svolto dalle cellule B nella SM. Infatti, molte cellule B e plasmacellule (tipo di cellule B che producono anticorpi) si ritrovano nelle lesioni attive e croniche della malattia e la presenza di anticorpi (immunoglobuline) intratecali, presenti nel liquor, è un carattere diagnostico della malattia. D'altra parte è anche importante sottolineare che le cellule B possono agire con meccanismi non legati alla produzione di anticorpi, come il rilascio di molecole, tra cui  chemochine  e  citochine, che a loro volta regolano alcune attività del sistema immunitario.

 

É stato recentemente dimostrato un effetto positivo nella riduzione delle cellule B in seguito a trattamento con rituximab* nella SM, con una diminuzione dell’attività di malattia sia dal punto di vista clinico che di risonanza magnetica, ma il preciso meccanismo d’azione del farmaco non è ancora stato chiarito.

 

Gli autori del lavoro hanno analizzato la relazione tra cellule B e T e i cambiamenti dei livelli di chemochine nel liquido cerebrospinale e nel sangue, prima e sei mesi dopo l’inizio del trattamento con rituximab, in 26 persone con SM RR.

 

Come previsto, dopo la somministrazione di rituximab, i livelli di linfociti B nel liquor erano fortemente diminuiti in tutte le persone con SM  trattate. Un risultato ottenuto è stato che anche il numero dei linfociti T nel liquor era ridotto nell’81% dei partecipanti allo studio. La diminuzione delle cellule T è risultata inaspettata in quanto il farmaco era specifico per le sole cellule B.
Gli autori hanno pensato che la riduzione del numero di cellule T dipendesse da una riduzione di altre molecole regolatorie e così hanno analizzato i livelli di vari fattori regolatori del sistema immunitario. I risultati dell'analisi hanno dimostrato che dopo la somministrazione del rituximab due chemochine, che regolano sia le cellule B che T, risultavano diminuite.

 

Questo studio è interessante perché aggiunge ulteriori informazioni sul ruolo importante dei linfociti B nell'ambito della patogenesi della SM e sul meccanismo di azione del rituzimab che è in grado di diminuire  non solo i linfociti B ma anche le cellule T  nel  liquor. Questo effetto potrebbe essere dovuto ad un meccanismo indiretto che coinvolge la diminuzione della produzione di fattori regolatori presenti nel sistema nervoso centrale.

 

Infine gli autori concludono il lavoro affermando che, in considerazione del numero crescente di terapie basate su anticorpi monoclonali, il presente studio sottolinea l'importanza di valutare anche gli effetti farmacologici “secondari” che si potrebbero sviluppare anche quando il trattamento in questione agisce legandosi ad un obiettivo (molecola) molto specifico, come si è verificato nel presente studio.

 

“Il nostro lavoro fornisce un ulteriore prova del ruolo critico delle cellule B nella patogenesi della SM e soprattutto suggerisce che la loro importanza non sia legata solo alla produzione di anticorpi.” commenta la dottoressa Piccio. “Dopo sei mesi di terapia con rituximab non si sono evidenziate modifiche dei livelli di anticorpi ma abbiamo rilevato una significativa riduzione delle cellule T nel sangue e nel liquor associata alla riduzione di due chemochine.  La comprensione del meccanismo di azione di questo, come di altri, farmaci può fornire anche importanti informazioni sui meccanimi  patogenetici delle malattia”

 

 

Bibliografia
Changes in B- and T-lymphocyte and chemokine levels with rituximab treatment in multiple sclerosis. Piccio L, Naismith RT, Trinkaus K, Klein RS, Parks BJ, Lyons JA, Cross AH.: Arch Neurol. 2010 Jun;67(6):707-14


NOTE
*Il rituximab è un anticorpo monoclonale diretto contro il recettore di superficie CD20 che determina la distruzione dei linfociti B (cellule del sistema immunitario che producono gli anticorpi e giocano un ruolo fondamentale nell’attacco del sistema immunitario al cervello e al midollo spinale nella SM) attraverso l’attivazione di diversi meccanismi, inoltre è in grado di rimuovere tali cellule dal sistema circolatorio per un periodo medio di 9 mesi.

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