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La petizione: basta tagli per le persone con SM

22/10/2010

 

L’istituto è in forte crisi: 60% di risorse in meno negli ultimi cinque anni, e molti servizi sono a rischio. In AISM 400 posti rimarranno scoperti. L’appello alle istituzioni

 

Il Servizio Civile Nazionale naviga in brutte acque. Le risorse finanziarie sono diminuite del 60% negli ultimi cinque anni. 100.000 ragazzi annualmente chiedono di prestare servizio civile, ma i posti disponibili sono passati da 54.000 a 18.000. Le vittime principali di questa crisi sono proprio i giovani e chi beneficia dei servizi, tra cui le persone con SM.

 

Per AISM tutto ciò si traduce in numeri precisi. Su 19 progetti presentati nell’ambito del Bando 2010, solo 7 verranno finanziati (6 sono progetti di assistenza alle persone con SM). A fronte di 642 posti richiesti, solo 250 ragazzi potranno prestare servizio civile. Circa 400 posti resteranno dunque scoperti. Molte Regioni italiane – come Sicilia, Abruzzo, Molise, Sardegna, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino, Valle d’Aosta, Friuli – sono tagliate fuori.

 

È per questo che la CNESC (Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile) – di cui AISM fa parte - ha deciso di lanciare una petizione per fermare il declino del Servizio Civile Nazionale.

 

Ecco cosa chiede
- Al Governo che nel prossimo documento di programmazione economica e finanziaria 2011-2013, vengano previsti stanziamenti utili all’avvio di almeno 40.000 giovani su base annua;

- Alle Regioni e Province Autonome che prevedano, come già fatto da alcune, propri stanziamenti aggiuntivi, utili ad incrementare ulteriormente il numero di giovani coinvolti;

- che siano chiaramente stabilite per legge le finalità dell’istituto del servizio civile nazionale rivolte ai giovani residenti nel nostro Paese di educazione alla pace e alla cittadinanza attiva e di apprendimento di concrete capacità pratiche.

 

«I tagli al Servizio Civile non sono un danno per AISM, ma per i giovani e per la società intera. Si sta impedendo a moltissimi ragazzi di fare un’esperienza educativa fondamentale. L’Associazione sente forte la necessità di mantenere in vita questo istituto, uno strumento non soltanto di difesa della Patria con mezzi non militari, ma di costruzione di una Patria rinnovata: un sistema rapporti sociali incentrati sulla persona, che faccia uscire il cittadino da una visione individualistica. Questo è il significato profondo di difesa della Patria. Pensiamo, infatti, a quale sarebbe la condizione delle persone con disabilità senza l’AISM, senza i suoi volontari e i giovani in servizio civile, che promuovono una vera inclusione sociale e un’autentica qualità di vita», dice Paolo Bandiera, responsabile del Servizio Civile Nazionale AISM Onlus e referente dell’Associazione all’interno di CNESC.

 

In momenti di crisi economica vengono meno molte certezze, ed è sempre più difficile parlare di essenzialità dei diritti. Ma è proprio attraverso il protagonismo attivo del cittadino che si può mantenere la coesione sociale e pensare di recuperare prospettiva di progresso e sviluppo della comunità. La legge del PIL comanda sui bisogni del Paese a volte, - come nel caso del Servizio Civile – perdendo di vista la dimensione dell’investimento.

 

«È necessario superare la logica degli indicatori economici nella valutazione di istituti come il Servizio Civile. Ciò che bisogna considerare sono altri indicatori: qualità della vita, benessere sociale, impatto sulla collettività. D’altro canto, è sempre stato chiaro - dai rapporti della CNESC - che anche dal punto di vista economico il Servizio Civile produce una redditività relativa positiva. L’attacco che lo riguarda oggi è dunque contro ogni logica.
AISM, con la CNESC vuole appellarsi a tutti, perché il Servizio Civile è di tutti. Al Governo affinché riconosca piena dignità a questo istituto e lo alimenti con investimenti adeguati e coerenti. È auspicabile superare logiche di competizione che a volte emergono, sia tra istituzioni che tra enti gestori, per recuperare la dimensione del bene comune che il Servizio Civile rappresenta. Un patrimonio di tutti», prosegue Paolo Bandiera.

 

Il 2011 sarà l’anno europeo del Volontariato. Esperienze come quella del Servizio Civile sono propedeutiche all’impegno civico delle persone, e quindi alla possibilità di fare volontariato. Recidere questo legame è segno di poca lungimiranza. Sarà poi difficile recuperare in futuro.

> Firma la petizione

 

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