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14/01/2016

Lavoro: le specifiche del Jobs Act per le persone con disabilità

Il Ministero del Lavoro ha emanato una Circolare che chiarisce aspetti e disposizioni della riforma del lavoro. Contiene alcune informazioni che è bene sapere

Nella foto: un'immagine del reportage Under Pressure - Living with MS in Europe. © 2012, Carlos Spottorno - UNDER PRESSURE

 

Lo scorso dicembre il Ministero del Lavoro ha emanato una importante circolare che chiarisce alcune previsioni contenute nel Jobs Act e, in particolare, le disposizioni applicate in favore di tutte le persone con disabilità, “i principi generali e comuni in materia di politiche attive” del lavoro.

 

Le persone con disabilità iscritte alle liste di collocamento hanno diritto a ricevere una serie di servizi per l’orientamento e l’inserimento al lavoro da parte degli uffici competenti. Potranno ricevere un orientamento di base, un’analisi delle competenze in relazione al mercato del lavoro e la stesura di un profilo. Potranno inoltre essere supportate nella ricerca di un’occupazione anche mediante sessioni di gruppo, entro 3 mesi dall’iscrizione alle liste.

 

A questi servizi si aggiungono attività di orientamento specialistico ed individualizzato, volto non solo all’inserimento lavorativo in azienda, ma anche all’avvio di esperienze di autoimpiego e al tutoraggio delle stesse anche in una fase successiva all’avvio dell’impresa; attività di accompagnamento al lavoro, alla qualificazione e alla riqualificazione professionale e, per finire, attività di affiancamento e supporto per la gestione di strumenti finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro, con gli obblighi di cura nei confronti di minori o soggetti non autosufficienti. Alcuni di questi aspetti rivestono un carattere di novità rispetto al passato.

 

Per usufruire di questi servizi, i soggetti iscritti alle liste di collocamento (sia ordinario che mirato) dovranno stipulare il cosiddetto patto di servizio personalizzato con gli uffici competenti. Tale documento contiene una serie di informazioni: il profilo personale di occupabilità del soggetto, la definizione degli atti di ricerca attiva che devono essere compiuti e la relativa tempistica, la stesura del curriculum vitae a le attività di preparazione ai colloqui di lavoro.

 

Per chi è iscritto alle liste del collocamento mirato si farà riferimento alla definizione di “stato di disoccupazione” previsto per le categorie ordinarie (“condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di un’attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti”), tutti gli atti e le attività riportate nel suddetto patto dovranno essere compiute in considerazione delle annotazioni riportate dal Comitato Tecnico sull’apposita scheda allegata alla diagnosi funzionale.

 

Le stesse norme valgono anche in riferimento al mantenimento dello stato di disoccupazione: qualora la persona svolga un’attività di lavoro subordinato dal quale derivi un reddito non superiore a 8.000 euro, o qualora ne derivi un reddito superiore agli 8.000 euro ma l’attività lavorativa abbia una durata non superiore ai 6 mesi, o, ancora, qualora la persona svolga un’attività di lavoro autonomo dalla quale derivi un reddito che non supera i 4800, la legge permette alla persona stessa di restare comunque iscritta alle liste di collocamento e, dunque, a mantenere lo “stato di disoccupazione”.

 

La circolare ricorda, inoltre, che in base alle nuove disposizioni contenute nel decreto legislativo 150/2015, vengono meno le sanzioni previste dall’articolo 10 comma 6 della legge 68/1999 per le ipotesi di rifiuto dell’occupazione o mancata presentazione alle convocazione da parte degli uffici. La disciplina introdotta dal Jobs Act, infatti, prevede che la decadenza dalle liste di collocamento avvenga solo dopo che la persona non si presenti alle convocazioni per tre volte consecutive e che tale decadenza operi per due mesi anziché per sei mesi (come previsto dalla vecchia normativa).

 

Per finire, il documento del Ministero richiama le imminenti linee guida sul collocamento mirato, previste dal decreto legislativo n.151 del 2015 che reca delle disposizioni di riforma della ormai storica legge 68.