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Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti ed integrazione delle persone con disabilità

29/03/2013

 

Il 12 febbraio 2013 l'Osservatorio che promuove i principi della Convenzione ONU - a cui AISM partecipa - ha approvato il documento. Accertamento, lavoro, barriere architettoniche, vita indipendente i temi. Il rischio della mancanza di risorse

 

Approvato il Programma d’Azione Italiano per la Promozione dei Diritti e l’Integrazione delle Persone con Disabilità da parte dell’Osservatorio Nazionale che tutela, monitora e promuove i principi della Convenzione ONU: l’auspicio è che questo documento, che ha visto l’impegno ed il lavoro di  esponenti delle amministrazioni, rappresentanti delle parti sociali, federazioni ed associazioni delle persone con disabilità - AISM compresa­ - si traduca in un piano concreto di azioni positive verso le persone svantaggiate.

 

La Legge 18/2009, oltre a ratificare la Convenzione ONU, ha previsto la redazione di un Programma d’Azione Biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità in attuazione della legislazione nazionale e internazionale.

 

Il Programma di Azione è stato elaborato dall’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità istituito dalla stessa Legge 18/2009 ed al quale AISM ha partecipato con i suoi referenti portando nei gruppi di lavoro contributi specifici, a partire dalla conoscenza approfondita delle normative e delle politiche sociali e sanitarie, della esperienza maturata in ambito di sistemi di accertamento della disabilità, dalla messa a disposizione dello shadow report in materia di disabilità e occupazione.

 

Da questi lavori dei gruppi allargati è nato il Rapporto alle Nazioni unite sulla implementazione della Convenzione ONU in Italia, di cui all'articolo 35 della stessa Convenzione, ed il Programma di Azione Biennale per la promozione dei diritti ed integrazione delle persone con disabilità approvato in seduta plenaria il 12 febbraio scorso.

 

Il testo approvato sarà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita la Conferenza unificata, che si esprime entro trenta giorni e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

 

Il primo Piano di Azione sulla Disabilità è un documento altamente innovativo. In base ai principi sanciti dalla Convenzione ONU, va a definire importanti linee di azione su materie di prioritario interesse per le persone con disabilità: il sistema di accertamento (di rilevante interesse la parte dedicata alla revisione del sistema di accesso,  riconoscimento/certificazione della condizione di disabilità che porterebbe ad una riforma della Legge 104/92 e ad una diversificazione e semplificazione dei processi), lavoro e occupazione, barriere architettoniche e vita indipendente sono alcune delle aree prioritarie individuate dal documento verso cui indirizzare azioni e interventi per la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità, in una prospettiva coerente e unitaria, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi generali della Strategia europea sulla disabilità 2010-2020 e della Convenzione ONU ratificata dall'Italia nel 2009, sempre che il Governo d’intesa con la Conferenza Unificata lo vari ufficialmente.

 

Per AISM il Piano d’Azione sarà sicuramente la base di partenza per la definizione dei prossimi progetti ed attività. Bisogna considerare tuttavia alcune criticità: il Programma di Azione non ha un finanziamento specifico ma al contrario dovrà essere realizzato con gli stanziamenti ordinari già assegnati. Il rischio è che sia fortemente condizionato, rispetto alla sua implementazione, dall'entità delle risorse che il Governo vorrà destinare alle politiche sociali. 

 

Sarà quindi prioritario per AISM - contributore della stesura del Piano stesso - monitorare la situazione e far in modo che i principi e gli obiettivi contenuti nel documento trovino concreta applicazione da parte del Governo. A fronte della concreta applicazione del Programma, anche FISH lancia un appello al prossimo esecutivo: “questo lavoro non vada disperso e rappresenti la dorsale delle future politiche sociali per le persone con disabilità e per la loro inclusione. Senza un’assunzione di impegni e di concretezze, quello della disabilità rischia di restare un tema secondario e residuale nell’agenda politica futura.”

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