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Terapie complementari

20/04/2009

Possono essere "complementari" se usate in associazione alle terapie convenzionali o "alternative" se usate al posto delle terapie convenzionali.

I motivi principali che possono spingere una persona con patologia cronica come la SM a rivolgersi alle terapie non convenzionali sono l'insoddisfazione nei riguardi della medicina tradizionale, la necessità di un rapporto più empatico con il terapeuta, la voglia di cercare attivamente soluzioni per la propria salute, la convinzione che non ci siano rischi e che a provare non si perda nulla.

In generale, le terapie non convenzionali comprendono una varietà di prodotti, supplementi dietetici, regimi alimentari, tecniche di meditazione, esercizi fisici, modifiche dello stile di vita, trattamenti di varia origine, derivati da discipline e tradizioni diversissime. Di fronte alla scelta di rivolgersi alle terapie complementari - per esempio all'agopuntura, ai massaggi, allo yoga, all'omeopatia - bisognerebbe informarsi sui pro e sui contro e ricordarsi che naturale e innocuo non sono sinonimi.
Sempre in generale, le terapie non convenzionali includono trattamenti per i quali non si dispone di prove scientifiche di sicurezza ed efficacia contro patologie o sintomi specifici e che vengono utilizzate, di solito, senza una particolare relazione con la malattia in atto.
Per spiegare l'efficacia, almeno soggettiva, di queste tecniche, la medicina tradizionale parla spessp di effetto placebo cioè beneficio, percepito o anche reale, causato dal sapere di ricevere un trattamento, piuttosto che dal trattamento in sé.

Le regole d'oro per non correre rischi
Prima di incominciare una terapia alternativa, è importante valutare alcuni aspetti:

  • ricordare che la malattia può rendere vulnerabili;
  • assicurarsi che chi propone il trattamento complementare conosca la SM e le terapie ufficiali;
  • informarsi sui rischi del trattamento;
  • chiedere i costi;
  • ricordare che la SM è estremamente variabile e che le remissioni spontanee sono frequenti; quindi è molto difficile valutare l'efficacia di un trattamento in una singola persona e al di fuori di uno studio condotto con criteri scientifici;
  • interpellare il neurologo;
  • non abbandonare le terapie tradizionali;
  • diffidare di formule segrete, pagamenti in anticipo, pubblicità sui mass media.

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