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CCSVI e SM: nuovo studio pubblicato da Lancet

09/10/2013

 

La ricerca condotta dal Dr Traboulsee della University of British Columbia conferma la non associazione tra CCSVI e SM. Il restringimento dei vasi sanguigni di collo e testa non sarebbe specifico della sclerosi multipla. Il commento dei Principal Investigator dello studio CoSMo di AISM

 

Dopo la pubblicazione dello studio CoSMo - promosso da AISM e la sua Fondazione per stabilire la natura dell’associazione tra CCSVI e sclerosi multipla – i risultati di una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Lancet indicano che l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale non è una patologia specificatamente associata alla SM. Anzi, il restringimento dei vasi sanguigni cerebrali sarebbe un fenomeno comune nella popolazione generale e non più frequente nelle persone con SM rispetto a soggetti sani.

 

L’indagine è stata condotta dal gruppo di ricerca del Dr. Anthony Traboulsee della University of British Columbia and Vancouver Coastal Health. Gli esperti canadesi hanno osservato tre gruppi di soggetti con ecografia e venografia con catetere: 79 persone con sclerosi multipla, 55 sorelle o fratelli sani di questi pazienti, 43 soggetti sani di controllo con nessuna relazione di parentela con i pazienti.

 

Il restringimento delle vene cerebrali è emerso come un fenomeno altrettanto comune in pazienti, parenti sani e popolazione generale sana: se ne conclude che non si può avvalorare l'idea che il restringimento di queste vene sia in qualche modo associato alla sclerosi multipla.

 

Questa ricerca costituisce un ulteriore importante tassello nella comprensione dal presunto rapporto tra CCSVI e SM, suggellato dalla pubblicazione su una delle riviste scientifiche più prestigiose e influenti a livello internazionale.

 

«Lo studio dimostra che, utilizzando tecniche come la flebografia, il ritrovare restringimenti venosi è un reperto frequente sia nei soggetti normali che nelle persone con sclerosi multipla e che quindi queste stenosi non hanno significato patologico. - dice Gianluigi Mancardi, del Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica - Università di Genova, nonché principal investigator dello studio CoSMo promosso da AISM e la sua Fondazione - Lo studio Cosmo, usando una tecnica meno sensibile, come l’EcoDoppler, era arrivato ad identiche conclusioni, cioè che non esistono differenze fra persone normali e persone con sclerosi multipla, anche se la frequenza di  stenosi venosa riscontrata era molto bassa, intorno al 2-3%. Tutti questi ultimi studi stabiliscono in maniera definitiva che non esiste alcun rapporto fra sclerosi multipla e anomalie venose e con forza indicano che non è più necessario disperdere altre risorse ed energie in tale direzione».

 

«I risultati di questo studio dimostrano che il restringimento delle vene cerebrali è un fenomeno comune nella popolazione generale e non specifico della SM, utilizzando non solo l’ecodoppler ma anche la venografia con catetere che è la tecnica gold standard per studiare questi fenomeni - conferma anche il professor Giancarlo Comi del Dipartimento di Neurologia e Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) - Università Vita-Salute Ospedale San Raffaele, anch'egli principal investigator dello studio CoSMo - Le percentuali riscontrate con ecodoppler sono maggiori rispetto a quelle rilevate con la tecnica gold standard, ma entrambi i risultati concordano che non ci sono differenze tra persone con SM e controlli sani».

 

Traboulsee AL et al. Prevalence of extracranial venous narrowing on catheter venography is similar in people with MS, their siblings, and unrelated healthy controls: a blinded case-control study. The Lancet 2013 Oct 8 [Epub ahead of print].

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