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Fatica e sclerosi multipla: uno studio USA indaga gli effetti della stimolazione elettrica per allieviare il sintomo

12/01/2018

Un trattamento non farmacologico per gestire uno dei sintomi più frequenti e invalidanti della SM. I risultati di una ricerca statunitense

 

La fatica è un sintomo comune altamente invalidante della sclerosi multipla, che impatta in modo negativo sulla qualità di vita. I trattamenti oggi disponibili, i programmi di esercizio fisico e le terapie cognitive comportamentali possono aiutare ad alleviare questo sintomo ma non sono in grado di gestirlo in modo costante a lungo termine.

 

Un gruppo di ricercatori statunitensi guidati dal Dr Leigh Charvet del NYU Langone Medical Centre di New York, ha analizzato le potenzialità della tecnica della stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) per capire se può essere utile a questo scopo. Si tratta del primo studio clinico su un trattamento non farmacologico per la fatica nelle persone con sclerosi multipla. I risultati hanno mostrato effetti positivi e potrebbero aprire la strada a studi più ampi per confermare l'efficacia, ma anche per determinare il numero di sedute necessarie per produrre un sollievo duraturo dalla fatica.

 

La stimolazione transcranica a corrente continua (tDCS) è una terapia relativamente recente che utilizza corrente elettrica diretta di bassa intensità per stimolare il cervello. Le persone che vi si sottopongono indossano cuffie con elettrodi che applicano basse correnti elettriche all'esterno della testa (tra 1,5 e 2 milliAmpere di corrente). È generalmente considerata una tecnica sicura, facile ed economica.

 

In questo studio, gli scienziati hanno reclutato 62 persone di età compresa tra i 18 ei 70 anni con sclerosi multipla recidivante remittente o progressiva. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi e coinvolti in attività di videogames per sessioni di 20 minuti indossando un dispositivo tDCS. Il dispositivo era attivo solo in uno dei gruppi. Per evitare di influenzare i risultati, né la persona che indossava il dispositivo né il supervisore sapevano se il dispositivo era attivo. Alcune persone hanno partecipato a 10 sessioni per due settimane e altre a 20 sessioni per quattro settimane.

 

Prima dello studio, tutti i partecipanti hanno ricevuto una valutazione psicologica standard per la loro stanchezza, utilizzando il cosiddetto Patient-Reported Outcomes Measurement Information System (PROMIS). Dopo il completamento dello studio, i partecipanti sono stati sottoposti a nuovo test e sono stati determinati i cambiamenti nei livelli di fatica.

 

Le persone del gruppo attivo che hanno completato solo 10 sessioni hanno mostrato maggiori segni di miglioramento del livello di fatica rispetto al gruppo di controllo. Questo risultato non era tuttavia statisticamente significativo. Anche le persone che hanno completato 20 sessioni hanno mostrato una riduzione della fatica, e questa volta la differenza era statisticamente significativa.

 

Nonostante questo sia un trattamento relativamente economico e conveniente, alcune persone di entrambi i gruppi hanno avuto effetti collaterali minori, tra cui sensazioni di prurito e di bruciore. Un paio di partecipanti hanno riferito di aver provato dolore e sono stati ritirati dallo studio.

 

Remotely supervised transcranial direct current stimulation for the treatment of fatigue in multiple sclerosis: Results from a randomized, sham-controlled trial.
Charvet LE, Dobbs B, Shaw MT, Bikson M, Datta A, Krupp LB.
Mult Scler. 2017 Sep 1:1352458517732842. doi: 10.1177/1352458517732842. [Epub ahead of print]

 

Fonte: MSIF

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