Home » News

Il fingolimod potrebbe aiutare la rimielinizzazione

14/05/2010

 

La mielina presente intorno ai neuroni è essenziale per il corretto funzionamento del sistema nervoso e i fenomeni di rimielinizzazione dopo processi di demilinizzazione sono fondamentali per ripristinare la corretta funzionalità neuronale. Un gruppo di ricercatori canadesi ha valutato le potenzialità del fingolimod nel favorire i processi di rimielinizzazione.

 


Un gruppo di ricercatori canadesi ha pubblicato online sul numero di Aprile della rivista American Journal of Pathology 2010 uno studio condotto per valutare l’impatto del fingolimod (terapia orale per la SM di prossima autorizzazione) in vitro su cellule di topo sottoposte a fenomeni di demielinizzazione. I dati preliminari suggeriscono che il fingolimod potrebbe svolgere un interessante ruolo nel rafforzare il processo di riemielinizzazione. (Fingolimod (FTY720) Enhances Remyelination Following Demyelination of Organotypic Cerebellar Slices. Miron VE, Ludwin SK, Darlington PJ, Jarjour AA, Soliven B, Kennedy TE, Antel JP.)

 

Il processo della rimielinizzazione, che si verifica successivamente alla demielinizzazione, contribuisce al recupero funzionale dei neuroni ed è mediato dall’attività delle cellule progenitrici degli oligodendrociti (OPC), che si differenziano in cellule che producono mielina. Eventuali trattamenti terapeutici che abbiano come obiettivo specifico favorire o comunque agire su questo processo di rimielinizzazione potrebbero avere un ruolo determinante nel modificare gli esiti funzionali a lungo termine nella SM (disabilità).


Il fingolimod è un immunomodulatore che agisce tramite legame ad una proteina recettore, S1P, (recettore 1 della sfingosina-1 fosfato) studiato nell’ambito di diverse sperimentazioni, in particolare la sua attività sul sistema immunitario si esplica impedendo ai linfociti, cellule specializzate del sistema immunitario, di migrare nel cervello e nel midollo spinale.
I risultati degli studi clinici di fase III che hanno valutato questa capacità nella SM sono stati pubblicati sulla rivista a gennaio 2010 (vedi news). 

  
Nell'ambito di questi studi è stato analizzato il meccanismo d’azione del farmaco sul sistema immuninitario, ma il fingolimod, considerando che è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica, potrebbe anche rivestire un importante ruolo all’interno del sistema nervoso centrale.

L’obiettivo del presente studio è stato quello di valutare gli effetti del fingolimod sui processi di formazione della mielina in vitro utilizzando  cellule derivate dal sistema nervoso centrale (SNC).

 
Il trattamento con fingolimod, somministrato successivamente alla demielinizzazione, indotta da una sostanza (lisocetina) che svolge una funzione tossica sulle cellule (gliali) del SNC, determinandone una perdita focale di mielina, accompagnata da morte degli oligodendrociti, ha migliorato il fenomeno della rimielinizzazione. In particolare l’attività del farmaco si è estesa alle cellule OPC e agli oligodendrociti maturi, inoltre ha svolto attività anche a livello di altre cellule gliali. Inoltre usando molecole che impediscono il legame del fingolimod al suo recettore specifico, S1P, i ricercatori hanno evidenziato che questi effetti rimielinizzanti del fingolimod sarebbero mediati principalmente attraverso dei sottotipi del recettore S1P.

I ricercatori concludono il lavoro affermando che i dati ottenuti dagli esperimenti in vitro evidenziano la capacità del fingolimod di modulare l’attività di molteplici cellule gliali* del SNC come per esempio gli astrociti, gli oligodendrociti, le cellule OPC, con conseguente maggiore rimielinizzazione.


*Cellule gliali: cellule che, insieme ai neuroni, costituiscono il sistema nervoso. Hanno funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, assicurano l'isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni. Appartengono a questo tipo di cellule per esempio gli astrociti (le cellule più numerose), gli oligodendrociti (che producono la mielina) e i precursori degli oligodendrociti (OPC)

Dona ora