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Il recettore GPR17 è un sensore di danno e un attore importante nella riparazione del danno cerebrale nell'uomo

18/07/2013

 

Uno studio cerca di comprendere meglio i meccanismi del danno cerebrale. L’obiettivo è sviluppare terapie rigenerative per lesioni cerebrali.  Anche di quelle demielinizzanti come la sclerosi multipla.

 

Il recettore GPR17 è un sensore di danno e un attore importante nella riparazione del danno cerebrale nell'uomo. Lo conferma lo studio pubblicato sulla rivista Purinergic signalling che ha caratterizzato per la prima volta la presenza del recettore GPR17 in diverse cellule cerebrali umane. Ha, inoltre, dimostrato il coinvolgimento di questo recettore, dopo un danno cerebrale traumatico, nelle importanti risposte funzionali delle cellule che partecipano alla riparazione della lesione cerebrale.

 

Lo studio, coordinato dalla Professoressa Maria Pia Abbracchio del Dipartimento di Scienze Farmacologie e Biomolecolari dell’Università di Milano in collaborazione con l’Università di Lipsia e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, è stato cofinanziato da AISM  e dalla sua fondazione.
Conoscere i meccanismi di danneggiamento e riparazione di un danno traumatico cerebrale è importante per lo sviluppo di nuove terapie rigenerative che potrebbero rivelarsi utili non solo nel danno traumatico ma anche in altri tipi di lesioni cerebrali, incluse quelle demielinizzanti, come la sclerosi multipla.

 

Gli autori hanno caratterizzato l’espressione di GPR17 nel cervello di 7 persone con danno cerebrale traumatico. Sia in campioni autoptici che neurochirurgici, l’espressione di GPR17 è risultata fortemente aumentata all'interno della zona cerebrale danneggiata con una progressiva diminuzione nelle aree più distali. Dentro e intorno alla zona del danno, GPR17 è risultato associato ai neuroni danneggiati, agli astrociti reattivi e alla microglia/macrofagi attivati. Nel parenchima peri-contuso, il recettore GPR17 era invece presente sui precursori cellulari degli oligodendrociti (OPC), le cellule che poi maturando generano la guaina mielinica, alcuni dei quali erano proliferanti, indicando un tentativo di re-mielinizzazione.

 

Questi risultati indicano il coinvolgimento sequenziale lesione-specifico di GPR17: prima il suo aumento di espressione nei neuroni danneggiati, poi l’attivazione di microglia/macrofagi nel rimodellamento della lesione, e infine l’attivazione e proliferazione di astrociti reattivi e di OPC che iniziano il processo di riparazione.

 

Questi dati suggeriscono che GPR17 giochi un ruolo come segnalatore di danno, attivando meccanismi finalizzati al rimodellamento e alla riparazione delle lesioni presenti nel cervello umano, rappresentando così un nuovo target per nuove terapie rigenerative.

 

Il GPR17
GPR17 è un recettore che è stato individuato in una serie di studi condotti tra il 2006 e il 2011 da ricercatori delle Università di Milano, Pisa, Torino e del CNR, grazie anche a finanziamenti di AISM e della sua fondazione. I ricercatori, guidati dalla Professoressa Maria Pia Abbracchio avevano individuato GPR17 come un nuovo interruttore molecolare che, in modelli sperimentali, agisce regolando la maturazione degli oligodendrociti verso la produzione di mielina.

 

Molto importante sottolineare che GPR17 è già un bersaglio di alcuni farmaci in commercio, come l’agente anti-asmatico montelukast, la cui efficacia contro l’ischemia cerebrale nei roditori è stata dimostrata molto di recente.

 

Bibliografia
Changes of the GPR17 receptor, a new target for neurorepair, in neurons and glial cells in patients with traumatic brain injury. Franke H, Parravicini C, Lecca D, Zanier ER, Heine C, Bremicker K, Fumagalli M, Rosa P, Longhi L, Stocchetti N, De Simoni MG, Weber M, Abbracchio MP.

 

Note
L’anno scorso l'Università di Milano e FISM hanno proceduto congiuntamente a proteggere la proprietà intellettuale di tre famiglie di molecole attive su GPR17, depositando un brevetto. Questo brevetto rappresenterà la base di partenza per ulteriori studi, finalizzati ad individuare, all’interno di queste famiglie chimiche, i prototipi di una nuova classe di molecole, che interagendo specificatamente con GPR17, possano favorire la ri-mielinizzazione

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