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Ricerca internazionale sulla SM

Può una commozione cerebrale aumentare il rischio di sclerosi multipla?

10/11/2017

 

Gli studi sulla possibile relazione tra lesioni traumatiche alla testa e il rischio di sviluppare la sclerosi multipla hanno fornito risultati tra di loro contradittori. Un'analisi combinata dei dati di diversi studi di buona qualità ha concluso in passato che non vi fossero forti conferme per questa ipotesi. Ora, un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori ha utilizzato i dati del Registro SM Svedese - che dal 1964 raccoglie dati su tutte le persone con una diagnosi di sclerosi multipla in Svezia - per cercare di fornire una risposta più chiara su questo argomento.

 

La ricerca - pubblicata nella rivista Annals of Neurology - avanza l'ipotesi che le gravi commozioni alla testa potrebbero aumentare il rischio di sviluppare la sclerosi multipla a causa di danni al tessuto nervoso, i quali potrebbero causare una risposta immunitaria inappropriata, nonché la possibilità che il trauma stesso provochi uno stato di infiammazione nel cervello che predisponga alla malattia.
Da questo studio emerge anche che il 97% delle persone con sclerosi multipla non ha mai subito colpi traumatici alla testa. Ciò significa che tale fattore, se ha un ruolo, contribuisce solo in una piccola parte. Per la maggior parte delle persone con sclerosi multipla altri fattori di rischio, ambientali e genetici, probabilmente hanno un'influenza più forte. I ricercatori suggeriscono comunque l'importanza di proteggere gli adolescenti da traumi alla testa negli sport e in altre attività fisiche.

 

Lo studio
I ricercatori hanno esaminato i dati di 7.292 persone con sclerosi multipla e 72.920 persone senza SM. Sono stati confrontati i casi di persone con SM che avevano avuto una diagnosi precedente di commozione cerebrale, con quelle del gruppo non SM, in diverse fasce d'età. Per escludere la possibilità che qualsiasi altro trauma fisico generale possa causare la sclerosi multipla, hanno anche confrontato quante persone tra i gruppi avevano subito una rottura delle ossa degli arti. Non hanno trovato alcuna correlazione tra commozioni cerebrali o rottura degli arti durante l'infanzia (età da 0 a 10 anni) e una diagnosi successiva di SM.
Tuttavia, quando hanno esaminato i colpi traumatici alla testa verificati durante l'adolescenza (età 11-20 anni), hanno trovato un piccolo, ma statisticamente significativo, aumento del rischio di SM, in seguito sviluppata. L'aumento del rischio è modesto per un solo episodio di commozione cerebrale, ma era maggiore per due o più episodi cerebrali traumatici.

 

I ricercatori hanno anche riconosciuto che una sclerosi multipla sottostante non diagnosticata avrebbe potuto aumentare il rischio di una lesione traumatica, ad esempio attraverso un effetto sulla mobilità, il coordinamento e l'equilibrio, un fenomeno noto nella scienza come "causalità inversa". Tuttavia, poiché non vi era alcuna associazione tra le ossa rotte degli arti e una diagnosi successiva di SM, essi concludono che questo fenomeno di casualità inversa in questo caso non sia possibile.

 

Un punto di forza di questo studio è stato quello di utilizzare come dati quelli ottenuti dai ricoveri ospedalieri piuttosto che affidarsi al ricordo delle persone dei traumi e delle lesioni passati. Tuttavia, poiché il numero di persone che avevano avuto due o più lesioni traumatiche cerebrali nello studio era un evento abbastanza raro, è più  difficile l'interpretazione dell'analisi statistica.

 

Concussion in adolescence and risk of multiple sclerosis.
Montgomery S, Hiyoshi A, Burkill S, Alfredsson L, Bahmanyar S, Olsson T. Ann Neurol. 2017 Sep 4. doi: 10.1002/ana.25036. [Epub ahead of print]

 

Fonte: MSIF



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