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18/01/2010

MSIF Research News - Gennaio 2010

MSIF  Research News del 19 Gennaio 2010

Ruolo dell’interleuchina 7 nella patogenesi della sclerosi multipla

Un particolare tipo di cellule del sistema immunitario, i linfociti T helper 17 (Th17) svolgono un ruolo fondamentale nella patogenesi della SM, inoltre l’interleuchina 7 è una proteina in grado di regolare la sopravvivenza e l’espansione di questi linfociti e il suo recettore specifico  è presente sulla superficie dei linfociti Th17. Attraverso uno studio, in un modello sperimentale di SM, gli autori hanno descritto per la prima volta la relazione esistente tra l’interleuchina 7 e il recettore dell’ interleuchina 7. I risultati ottenuti potrebbero avere importanti implicazioni per lo sviluppo di potenziali  approcci terapeutici alla SM.
Crucial role of interleukin-7 in T helper type 17 survival and expansion in autoimmune disease  Liu X, Leung S, Wang C, Tan Z, Wang J, Guo TB, Fang L, Zhao Y, Wan B, Qin X, Lu L, Li R, Pan H, Song M, Liu A, Hong J, Lu H, Zhang JZ Nat Med. 2010 Jan 10

Gravidanza e ricadute post-partum nella sclerosi multipla
Durante la gravidanza, nelle donne con SM, il tasso di ricaduta della malattia diminuisce e può  aumentare dopo il parto. Gli autori di questo studio propongono che l’aumento delle ricadute nel periodo post-partum potrebbe essere collegato a dei processi immunologici specifici che inizierebbero, appunto, verso il termine, della gravidanza. Essi suggeriscono inoltre che questo processo potrebbe essere interrotto dall’amenorrea dell’allattamento al seno (soppressione fisiologica del ciclo mestruale durante le cure neonatali).
Interferon-gamma-producing T cells, pregnancy, and postpartum relapses of multiple sclerosis. Langer-Gould A, Gupta R, Huang S, Hagan A, Atkuri K, Leimpeter AD, Albers KB, Greenwood E, Van Den Eeden SK, Steinman L, Nelson LM Arch Neurol. 2010 Jan;67(1):51-7

Fatica primaria nella sclerosi multipla
La fatica può  essere un sintomo molto disabilitante nella SM e la sua patogenesi e ancora poco conosciuta. Gli autori hanno analizzato un gruppo di persone con SM con livelli moderati di disabilità fisiche e hanno visto che le persone che soffrivano di fatica avevano perdite del volume cerebrale in specifiche aree della corteccia della materia grigia e nelle vicinanze di quella bianca. Non c’erano differenze negli altri parametri di risonanza magnetica tra individui con fatica e quelli senza. I risultati di questo studio suggeriscono che la base patologica della fatica primaria, cioè quella direttamente dovuta alla SM potrebbe essere dovuta all’interruzione di circuiti cerebrali cortico-subcorticali.
Regional brain atrophy in primary fatigued patients with multiple sclerosis Andreasen AK, Jakobsen J, Soerensen L, Andersen H, Petersen T, Bjarkam CR, Ahdidan J Neuroimage. 2010 Jan 5


MSFI  Research News del 12 Gennaio 2010

SM e disturbi cognitivi
In alcune persone con SM possono verificarsi disturbi cognitivi di diversa entità. In questo lavoro gli autori hanno analizzato l’esito fisico e cognitivo a lungo termine e i fattori che predicono i disturbi cognitivi in un gruppo di persone con SM. Gli autori hanno visto che dopo 30 anni di malattia quasi la metà della popolazione, presa in considerazione nello studio, presentava alcuni gradi di disturbi cognitivi, inoltre hanno evidenziato che l’esordio della SM in giovane età era associato con una maggior prevalenza  di disturbi cognitivi.
Cognitive impairment after three decades of multiple sclerosis  Smestad C, Sandvik L, Landrø NI, Celius EG. Eur J Neurol. 2009 Dec 29

Nessuna correlazione tra età dei genitori e sviluppo della SM nei figli
Un’età materna o paterna avanzata può essere associata alla comparsa di diverse malattie nei figli come per esempio anomalie cromosomiche e anche malattie ad esordio adulto. In questo lavoro gli autori hanno studiato se l’età avanzata dei genitori fosse associata ad un maggiore rischio per i figli di sviluppare la SM. Gli autori non hanno trovato alcuna associazione tra l'età dei genitori e il rischio di sviluppare la SM.
No effect of parental age on risk of multiple sclerosis: a population-based study  Neuroepidemiology. Ramagopalan SV, Dyment DA, Guimond C, Yee IM, Ebers GC, Sadovnick AD. 2009 Dec 24;34(2):106-109

Criteri diagnostici di risonanza magnetica per la SM in persone con sindrome clinicamente isolata.
I criteri diagnostici per la SM sono cambiati negli ultimi anni, in particolare dal 2001, quando sono stati inseriti anche nuovi criteri di risonanza magnetica. Questi criteri si sono evoluti verso una diagnosi più accurata e precisa, ma sono anche diventati più complessi e il loro uso nella pratica comune può essere  difficile. Un gruppo internazionale di specialisti della SM hanno lavorato per semplificare gli attuali criteri mantenendo un alto livello di specificità. Gli autori hanno così integrato i risultati di tutti quei processi diretti alla semplificazione dei criteri attuali per la SM, e hanno pubblicato questa nuova proposta.
MRI criteria for MS in patients with clinically isolated syndromes Montalban X, Tintoré M, Swanton J, Barkhof F, Fazekas F, Filippi M, Frederiksen J, Kappos L, Palace J, Polman C, Rovaris M, de Stefano N, Thompson A, Yousry T, Rovira A, Miller DH Neurology. 2010 Jan 6

Distribuzione delle cellule infiammatorie nelle “nuove” lesioni
Si pensa che le cellule T, un tipo specifico di cellula del sistema immunitario, sono cruciali nei meccanismi di base di distruzione della mielina. Gli autori suggeriscono, però,  che esistono anche meccanismi indipendenti dalle cellule T che potrebbero giocare un ruolo importante nella formazione delle placche nella SM.
Multiple sclerosis: distribution of inflammatory cells in newly forming lesions  Henderson AP, Barnett MH, Parratt JD, Prineas JW.Ann Neurol. 2009 Jul 13;66(6):739-753


MSFI  Research News del 7 Gennaio 2010

Risonanza magnetica quantitativa nella sclerosi multipla recidivante remittente
Gli autori di questo lavoro hanno studiato il cervello di persone con SM recidivante remittente utilizzando una nuova tecnica di risonanza magnetica che permette di analizzare i tratti di materia bianca. I ricercatori hanno verificato che le persone con SM non solo mostravano cambiamenti nel cervello rispetto ai controlli sani, ma anche che tali cambiamenti correlavano con i deficit clinici.
Quantitative diffusion tensor deterministic and probabilistic fiber tractography in relapsing-remitting multiple sclerosis. Hu B, Ye B, Yang Y, Zhu K, Kang Z, Kuang S, Luo L, Shan H.
Eur J Radiol. 2009 Dec 28


Studio clinico della memantina come trattamento della spasticità nella SM
In questo articolo gli autori riportano i risultati di uno studio condotto, per più di 12 settimane,  in un singolo centro, in doppio cieco e contro placebo, sull’utilizzo della memantina in persone con SM e spasticità. Purtroppo la memantina non è risultata efficace per il trattamento della spasticità.
A randomized trial of memantine as treatment for spasticity in multiple sclerosis Mehta LR, McDermott MP, Goodman AD, Schwid SR.: Mult Scler. 2009 Dec 22

Immagini di Risonanza Magnetica funzionale evidenziano la “riserva cognitiva”
Le persone con SM possono occasionalmente sviluppare alcuni gradi di disfunzione cognitiva anche se il meccanismo, che causa tale disfunzione, non è stato ancora completamente chiarito.
Questo studio dimostra che l’arricchimento intellettuale protegge dal declino cognitivo dovuto alla SM, supportando l’ipotesi della presenza della riserva cognitiva, che afferma che l’arricchimento intellettuale (acquisito nel corso della vita) diminuisce l’impatto negativo delle malattie cerebrali sulle funzioni cognitive.
Intellectual enrichment is linked to cerebral efficiency in multiple sclerosis: functional magnetic resonance imaging evidence for cognitive reserve. Sumowski JF, Wylie GR, Deluca J, Chiaravalloti N. Brain. 2009 Dec 28

Studio di fase II sul fingolimod orale nella SM: risultati dopo 3 anni
Nel 2006 sono stati pubblicati i risultati di uno studio di sei mesi sull’utilizzo orale del fingolimod nella SM recidivante remittente. Questo trattamento è risultato efficace nel ridurre il tasso di ricadute e l’attività infiammatoria evidenziata alla risonanza magnetica, se confrontato con placebo. Gli autori di questo articolo hanno riportato i risultati di un’analisi ad interim di 36 mesi dell’estensione dello studio clinico, dove tutti i partecipanti sono stati trattati con fingolimod fin dall’inizio dello studio o a partire dal settimo mese. Gli autori hanno visto che il fingolimod era generalmente ben tollerato dalla maggioranza delle persone e che bassi livelli di attività di malattia clinica e di risonanza magnetica, osservati ai sei mesi di trattamento, erano mantenuti anche a 36 mesi.
Phase II study of oral fingolimod (FTY720) in multiple sclerosis: 3-year results Comi G, O'Connor P, Montalban X, Antel J, Radue EW, Karlsson G, Pohlmann H, Aradhye S, Kappos L. Mult Scler. 2009 Dec 22