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Newsletter MSIF Luglio 2012

13/07/2012

 

Ultimo aggiornamento 30 luglio

 

Studio di risonanza magnetica in persone con SM e disturbi ossessivi compulsivi
Questo nuovo studio si è proposto di valutare la relazione tra danni ai tessuti nella sostanza grigia e bianca e disturbi ossessivi compulsivi (OCD) in persone con SM. In questo studio di RMI a 1,5T, 16 pazienti con SM e OCD mostrano zone di sostanza grigia con volume ridotto rispetto al gruppo di controllo di pazienti con SM ma senza sintomi psichiatrici, localizzate nel giro inferiore destro e medio temporale e nel giro inferiore frontale del cervello, suggerendo che gli OCD nella SM potrebbero causare danni nella corteccia fronto-temporale destra.
Structural brain MRI changes associated with obsessive-compulsive disorder in patients with MS. Tinelli E, Francia A, Quartuccio EM, Morreale M, Contessa GM, Pascucci S, Sbardella E, Pozzilli C, Pantano P. AJNR Am J Neuroradiol. 2012 Jul 19. [Epub ahead of print]

 

 

Effetti della sospensione del trattamento con Fingolimod in 6 persone con SM RR
Questo lavoro preliminare  riporta gli effetti della sospensione del trattamento con fingolimod  in 6 pazienti che sono stati trattati con fingolimod  durante  un trial che valutava l’iniezione di interferone rispetto a FTY720 orale in persone con SM-RR (TRASFORMS). Entro tre mesi dalla sospensione del fingolimod, 5 su 6 pazienti sono ritornati all’attività di malattia pre-trattamento; un paziente, comunque, ha mostrato un chiaro rebound delle attività cliniche e RM. Gli autori suggeriscono che è altamente consigliabile la collezione sistematica di dati clinici, di laboratorio e di immagini per identificare soggetti che sono ad alto rischio di rebound e per elaborare efficaci strategie  di gestione in questi soggetti.
Withdrawal of fingolimod treatment for relapsing-remitting MS: report of six cases. Hakiki B, Portaccio E, Giannini M, Razzolini L, Pastò L, Amato MP. Mult Scler. 2012 Jul 24. [Epub ahead of print]

 

 

Validazione di un algoritmo per valutare la colonizzazione del tratto urinario in SM-RR prima del trattamento con corticosteroidi
Questo studio di coorte prospettico valuta un algoritmo su un test per la colonizzazione del tratto urinario nella SM-RR acuta prima del trattamento con alte dosi di corticosteroidi. L’algoritmo dà indicazioni sulle decisioni da prendere riguardo alla sicurezza della somministrazione di steroidi e la necessità di una concomitante terapia antibiotica. Gli autori hanno trovato un valore predittivo negativo del test del 96% e nessun esito negativo è stato visto nei pazienti falsi negativi trattati con steroidi. Il 18% di pazienti sono stati trattati inutilmente con antibiotico per 48 ore a causa della natura conservativa dell’algoritmo. Gli autori suggeriscono che è necessario più lavoro per ridurre il tasso di falsi positivi.
Testing for urinary tract colonisation before high-dose corticosteroid treatment in acute MS relapses: prospective algorithm validation. Rakusa M, Murphy O, McIntyre L, Porter B, Panicker J, Fowler C, Scott G, Chataway J. Eur J Neurol. 2012 Jul 21. doi: 10.1111/j.1468-1331.2012.03806.x. [Epub ahead of print]

 

 

 

Aggiornamento 17 luglio

Inibizione della risposta all’interferone-beta in persone con SMRR trattate con statine
Questo interessante nuovo studio americano, suggerisce che pazienti trattati con interferone  beta, che contemporaneamente assumono statine, mostrano una inibizione dose dipendente del 44% dell’espressione di P-Y-STAT1 stimolata da interferone. In vivo, 9 persone su 10 che avevano ricevuto alte dosi di statine (80 mg) avevano una riduzione significativa dell’attività, indotta dalla terapia con interferone beta dell’interferone- α/β sierico, mentre solo 2 persone su 4 che avevano ricevuto dosi medie di statine (40mg) mostravano una riduzione. Complessivamente i dati suggeriscono che alte dosi di statine somministrate in aggiunte alla terapia con interferone beta, ne riducono le funzioni e la risposta all’interferone di tipo 1 nelle persone con SM recidivante-remittente e suggeriscono un meccanismo con cui si realizzerebbe questo effetto.
Inhibition of interferon-beta responses in MS immune cells associated with high-dose statins.  Feng X, Han D, Kilaru BK, Franek BS, Niewold TB, Reder AT. Arch Neurol. 2012 Jul 16:1-7. doi: 10.1001/archneurol.2012.465. [Epub ahead of print]

 

Caratterizzazioni delle lesioni del corpo calloso in neuromielite ottica e SM
Questo studio giapponese di risonanza magnetica si è proposto di caratterizzare le differenze tra lesioni del corpo calloso in persone con sclerosi multipla e persone con neuromielite ottica (NMO). La distribuzione e le caratteristiche delle lesioni del corpo calloso sono state valutate su immagini di risonanza pesate in T2 medio-sagittali cerebrali  oppure con immagini ottenute con la tecnica di risonanza detta Fluid-Attenuated Inversion Recovery (FLAIR), ottenute con una apparecchiatura di risonanza magnetica di 1.5 Tesla. Le lesioni del corpo calloso erano presenti in circa l’80% delle persone con NMO e SM. Comunque, le lesioni dello splenio (parte del corpo calloso) localizzate diffusamente dal margine inferiore a quello superiore del corpo calloso, e le lesioni eterogenee T2 iperintense, erano significativamente più comuni nelle persone con NMO piuttosto che nelle persone con SM. Gli autori suggeriscono che questo potrebbe aiutare a distinguere tra NMO e SM.
Diffuse and heterogeneous T2-hyperintense lesions in the splenium are characteristic of neuromyelitis optica. Makino T, Ito S, Mori M, Yonezu T, Ogawa Y, Kuwabara S.   Mult Scler. 2012 Jul 18. [Epub ahead of print]

 

Tecniche di  risonanza magnetica per rilevare le lesioni corticali nella SM
Questa ricerca, proveniente da Londra, ha confrontato le sequenze di immagini ottenute con la tecnica di risonanza della “double inversion recovery” (DIR) con quelle  della “phase-sensitive inversion recovery” (PSIR),  per determinare le lesioni corticali in persone con SM e ha segnalato la superiorità della risoluzione delle scansioni ottenute con la tecnica PSIR rispetto alle sequenze ottenute con l’altra tecnica, considerata in precedenza tecnica “gold standard”. Un numero significativamente maggiore di lesioni è stato rilevato alle scansioni ottenute con la tecnica PSIR. Gli autori suggeriscono che la presenza di almeno una lesione intracorticale in ogni persona con SM, ma in pochissimi controlli sani, potrebbe essere un utile aiuto alle tecniche convenzionali di risonanza quando la diagnosi di SM è sospetta ma non ancora confermata.
Improved detection of cortical MS lesions with phase-sensitive inversion recovery MRI.  Sethi V, Yousry TA, Muhlert N, Ron M, Golay X, Wheeler-Kingshott C, Miller DH, Chard DT. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2012 Jul 17. [Epub ahead of print]

 

Analisi degli  anticorpi antivirali in persone con SM e bande oligoclonali negative 
Questo nuovo studio tedesco ha analizzato il pattern della sintesi delle anticorpi (IgG) intratecali verso 4 virus neurotropici (morbillo, rosolia, varicella zoster e herpes simplex) in persone con SM e bande oligoclonali negative. Gli autori hanno utilizzato come controlli altre persone con malattie autoimmuni del sistema nervoso centrale, diverse dalla SM, e persone con malattie del sistema nervoso centrale non infiammatorie. I risultati suggeriscono che una proporzione maggiore di persone con SM erano positive per uno dei 4 virus rispetto ai controlli e un quarto di coloro che avevano la SM erano positivi per due o più virus mentre nessuno dei controlli lo era. Gli autori suggeriscono che la determinazione della risposta immune intratecale antivirale potrebbe aiutare a stabilire la diagnosi di SM nelle persone con SM con bande ologloclonali negative, quando uno o più degli anticorpi verso i 4 virus studiati risultano elevati. 
Intrathecal, polyspecific antiviral immune response in oligoclonal band negative MS. Brecht I, Weissbrich B, Braun J, Toyka KV, Weishaupt A, Buttmann M.  PLoS One. 2012;7(7):e40431. Epub 2012 Jul 9.

 

SM e estratto di cannabinoidi: risultati dello studio MUSEC
Questo lavoro inglese deriva dallo studio MUSEC, studio multicentrico di fase III, in doppio cieco controllato con placebo, condotto per confermare  precedenti studi sull’efficacia dell’estratto di cannabinoidi per trattare i sintomi cronici associati alla SM. Partecipanti allo studio erano 275, trattati o con estratto di cannabis orale o placebo. L’obiettivo primario era valutare eventuali variazioni della spasticità muscolare, tramite una valutazione denominata CSR che ha tenuto presente anche altri disturbi come dolore, spasmi e la qualità del sonno. In conclusione lo studio ha raggiunto il suo obiettivo primario di dimostrare la superiorità dell’estratto di cannabis orale rispetto al placebo nel trattamento della rigidità muscolare nella SM. Ulteriori trials sono necessari per comparare l’efficacia dell’estratto di cannabinoidi rispetto a trattamenti antispasticità già esistenti.
MS and extract of cannabis: results of the MUSEC trial.  Zajicek JP, Hobart JC, Slade A, Barnes D, Mattison PG; on behalf of the MUSEC Research Group. J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2012 Jul 12. [Epub ahead of print]

  

 

Aggiornamento 9 luglio

Dalfampridina per migliorare la deambulazione delle persone con SM
La dalfampridina è un farmaco orale utilizzato per migliorare la velocità di camminata delle persone con SM. Si è visto che la velocità di deambulazione è migliorata in circa un terzo dei pazienti. Alla dose massima consigliata di 10 mg due volte al giorno, l’incidenza di crisi è risultata bassa e si è visto che era dipendente dalla dose, in particolare alte dosi aumentavano le crisi. La dalfampridina dovrebbe essere riservata al gruppo di persone con SM che mostra una buona risposta al farmaco.
Dalfampridine: A medication to improve walking in people with MS. Pikoulas TE, Fuller MA Ann Pharmacother. 2012 Jul 3. [Epub ahead of print]

 

Mese di nascita, vitamina D e rischio di malattie imunitarie
È stato dimostrato in precedenti lavori che il rischio di SM varia a seconda del mese di nascita. Anche la produzione di vitamina D che dipende dalla radiazione UVB segue una distribuzione stagionale. Lo scopo di questo studio è stato quello di analizzare l’influenza della stagione di nascita e vitamina D sul rischio di malattie immunitarie tra cui la SM. Tra le diverse condizioni studiate è stato osservato un trend stagionale in tutti i sottotipi analizzati, esclusa la malattia di Crohn, con un picco di di malattia in aprile e una diminuzione in ottobre. Si è visto che le esposizioni UVB nel secondo trimestre di gravidanza e i livelli di vitamina D nel terzo trimestre correlavano inversamente con il rischio di sviluppare una malattia immunitaria. Questi risultati suggeriscono la possibilità che fattori stagionali condivisi predispongano a malattie immunitarie.
Month of birth, vitamin D and risk of immune mediated disease: a case control study. Disanto G, Chaplin G, Morahan JM, Giovannoni G, Hypponen E, Ebers GC, Ramagopalan SV. BMC Med. 2012 Jul 6;10(1):69. [Epub ahead of print]

 

Tecniche automatizzate per la rilevazione di lesioni e dei relativi cambianti di volume
Il volume delle lesioni è una misura frequentemente valutata negli studi di immagine. In diversi trial clinici, il cambiamento del volume di una lesione nel tempo è stato utilizzato come esito. La segmentazione manuale di risonanza magnetica consecutive è un approccio comunemente usato, ma dati il numero di lesioni e la dimensione variabile della lesione, c’è una considerevole inter e intra variabilità quando queste misure sono stimate. SuBLIME è un metodo molto efficiente e completamente automatizzato sensibile e specifico per la rilevazioni di lesioni e dei cambiamenti di volume delle lesioni. Utilizzando tecniche automatizzate come SuBLIME, l’errore e i costi possono essere notevolmente ridotti.
Automatic lesion incidence estimation and detection in MS using multi-sequence longitudinal MRI. Sweeney EM, Shinohara RT, Shea CD, Reich DS, Crainiceanu CM. AJNR Am J Neuroradiol. 2012 Jul 5. [Epub ahead of print]

 

 

Aggiornamento 2 luglio

Analisi delle lesioni corticali in persone con emicrania e in persone con SM
Con lo sviluppo della tecnica chiamata “double inversion recovery (DIR)” è stato cambiato un paradigma negli studi di immagine della SM. Anche se da molto tempo si sa che la SM non è esclusivamente una malattia della sostanza bianca cerebrale, non è stato possibile visualizzare anomalie nella sostanza grigia cerebrale prima della DIR. Alcuni lavori recenti hanno analizzato l’inclusione della DIR nei correnti criteri diagnostici della SM sulla base dell’alta specificità delle lesioni corticali in questa malattia. In questo studio è stato ampliato questo concetto attraverso l’analisi di scansioni cerebrali di persone con emicrania e note lesioni della sostanza bianca, alcune delle quali (34%) soddisfano i criteri di SM sulla base del numero di lesioni della sostanza bianca. Le persone con emicrania sono state confrontate con un numero equivalente di persone con SM e controlli sani. Tutti i soggetti sono stati sottoposti a scansioni di risonanza magnetica del cervello che comprendevano anche un numero di sequenze DIR. Anche se le lesioni della sostanza bianca erano presenti in tutti i soggetti, lesioni della sostanza bianca con un volume significativamente maggiore sono state identificate nel gruppo di persone con SM. Lesioni corticali sono state evidenziate nel 60% di persone con SM e nessuna in coloro che avevano persone con emicrania e nei controlli sani. Considerando le recenti conferme patologiche della rilevazione di lesioni corticali attraverso la DIR, questo lavoro supporta fortemente l’inclusione di queste sequenze per la valutazione di persone con sospetta SM.
Patients with migraine do not have MRI-visible cortical lesions. Absinta M, Rocca MA, Colombo B, Copetti M, De Feo D, Falini A, Comi G, Filippi M. J Neurol. 2012 Jun 20. [Epub ahead of print]

 

 

Valutazioni delle lesioni della midollo spinale cervicale nella SM
Anomalie del midollo spinale fsono presenti nell’83% di nuovi diagnosticati SM e immagini del midollo spinale sono spesso usate per differenziare scansioni cerebrali di lesioni della sostanza bianca in persone con SM da quelle in altre malattie neurologiche che possono mimare i risultati radiologici della SM. L’importanza delle immagini del midollo spinale si riflette nell’inclusione delle lesioni del midollo spinale nei criteri diagnostici. Esistono comunque diversi limiti nel migliorare questa modalità di immagini che includono: la piccola dimensione della struttura, suscettibilità ad artefatti fisiologici e di movimento, e una diminuzione della risoluzione a contrasto e spaziale. In questo studio gli autori hanno valutato un nuovo gradiente di eco sequenze (gradiente multi-eco ricombinato, MERGE) che aumenta il rapporto segnale verso il rumore così come la differenziazione della sostanza grigia nel midollo spinale. Sono state valutate 29 persone con note lesioni cervicali del midollo spinale e 29 persone senza lesioni utilizzando queste sequenze insieme alle sequenze convenzionali pesate in T2 (T2-weighted fast spin echo–FSE). Entrambe le sequenze sono state valutate da due neurologi in cieco verso lo stato clinico del paziente. Gli autori concludono che le sequenze MERGE hanno una maggiore sensibilità anche se le sequenze FSE hanno una sensibilità più grande per le lesioni cervicali del midollo spinale. Essi propongono che la combinazione di queste sequenze potrebbe giocare un ruolo nel miglioramento dei protocolli per il rilevamento di lesioni in casi sospetti di SM.
Comparison of MERGE and axial T2-weighted fast spin-echo sequences for detection of MS lesions in the cervical spinal cord. Martin N, Malfair D, Zhao Y, Li D, Traboulsee A, Lang D, Vertinsky AT. AJR Am J Roentgenol. 2012 Jul;199(1):157-62.

 

 

Revisione dei modelli di SM
La SM è stata tipicamente considerata come una malattia autoimmune e ciò potrebbe spiegare la sua associazione con altre malattie autoimmuni. Gli autori di questo articolo cambiano questa visione convenzionale della SM e propongono che essa sia di fatto una malattia neurodegenerativa: in quest’ottica le ricadute sarebbero reazioni immunitarie ai prodotti dei danni provocati dai processi neurodegenerativi. Gli autori definiscono il modello convenzionale della SM come un modello ‘outside-in’ e ipotizzano che di fatto bisognerebbe esaminare la malattia come un modello ‘inside-out’. In primo luogo sottolineano l’inconsistenza delle osservazioni cliniche correnti, inclusa una revisione delle patologia e terapeutica nella SM. In secondo luogo, i diversi fenotipi della SM sono comparati e argomentano che la SM primariamente progressiva rappresenta la vera malattia, mentre la forma recidivante remittente è una risposta immunitaria secondaria al processo di base. I confronti con altre malattie neurologiche e alla fine analizzano un meccanismo per questo nuovo approccio alla malattia. 
Will the real multiple sclerosis please stand up? Stys PK, Zamponi GW, van Minnen J, Geurts JJ. Nat Rev Neurosci. 2012 Jun 20;13(7):507-14. doi: 10.1038/nrn3275.

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