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Nuovo Governo e disabilità: ripartito subito il dialogo per i diritti e l’inclusione

I primi incontri e le interlocuzioni di AISM e FISH con il neo Ministro per la disabilità, Erika Stefani, e il nuovo Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. Le nostre proposte per il nuovo Decreto "Sostegno".

09/03/2021

 

Cambiano i governi ma non cambia l’azione di AISM per i diritti delle persone con sclerosi multipla, di tutte le persone con disabilità e patologie cronico –ingravescenti.

 

Un’azione, come spiega il Direttore Affari Generali AISM, Paolo Bandiera «condotta con costanza, insieme all’intero mondo del Terzo Settore e dell’associazionismo, perché insieme si va più lontano. Quella di AISM è un’azione improntata al dialogo costruttivo e alla concretezza, sempre basata su dati solidi, finalizzata all’inclusione, al diritto al lavoro, alla salute, all’empowerment di tutte le persone con SM e con patologie cronico-ingravescenti».

 

Per questo, nei giorni scorsi, AISM ha incontrato, insieme a FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) e FAND (Federazione Associazioni Nazionali Disabili) il neo Ministro per la disabilità, Erika Stefani, presentando proposte concrete già per il prossimo Decreto Ristori e continuando a proporre, come ha ricordato il Presidente FISH Vincenzo Falabella, «la massima collaborazione nei luoghi deputati, per individuare soluzioni concrete di piena inclusione di tutte le persone con disabilità, a condizione che si continui sulla strada delle politiche di mainstreaming e non di interventi parziali e segmentati, che riducono la disabilità a una condizione settoriale».

 

Nello stesso solco, l’Associazione ha scritto al neo Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per l’inizio del suo incarico, ricordando che: «AISM è dal 1968 il punto di riferimento per oltre 126.000 persone in Italia che ogni giorno si trovano a convivere con questa grave patologia neurologica, altamente invalidante e dagli altissimi costi sociali, il cui impatto economico è attualmente stimato oltre i 5 miliardi di euro per una spesa previdenziale e assistenziale di circa 148 milioni di euro annui» e che, per l’impatto che la sclerosi multipla ha sulla vita dell’intera società civile, l’Associazione è sempre in campo, con un dialogo costruttivo con tutti gli stakeholder di riferimento, per portare «avanti in modo continuativo attività di advocacy e di rappresentanza e tutela dei diritti delle persone con SM, disabilità e gravi patologie. Tra le priorità dell’Associazione vi è sicuramente il diritto all’inserimento e mantenimento al lavoro, che va trattato con un approccio trasversale, in cui è presente la dimensione culturale e di accrescimento della comunità, dei colleghi e dei datori di lavoro, insieme alla dimensione tecnico-normativa e alla promozione di una legislazione flessibile e attenta alle esigenze delle persone con disabilità e gravi patologie».

 

L’Associazione, insieme a FISH, ha avanzato in questi giorni proposte precise in vista del prossimo Decreto Sostegno, che integra e sostituisce il Decreto Ristori 5 previsto dal precedente Governo

 

La prima riguarda la richiesta di mantenere ancora, fino a quando non cesserà la pandemia, la tutela di tutti i lavoratori fragili e con situazioni di immunodepressione attraverso l’equiparazione al ricovero ospedaliero di eventuali periodi di assenza dal servizio.

 

Si è richiesto, inoltre, al neo Ministro di garantire la piena tutela dei lavoratori con disabilità e gravi patologie rispetto al rischio di licenziamento per il superamento del periodo di comporto (il periodo massimo di assenza dal lavoro per malattia) a causa di assenze conseguenti all’esigenza di protezione dal contagio da Coronavirus. Soprattutto, poiché il diritto non è solo quello di "tutelare l’assenza”, ma di garantire le migliori condizioni di “presenza”, le migliori possibilità di continuare a lavorare ed essere risorse attive della società, si è chiesto di garantire per tutte le persone con disabilità l’accesso al lavoro agile come pieno accomodamento ragionevole e di prevedere reali misure a sostegno di interventi di welfare aziendale, programmi di Casse e Fondi professionali che tutelino in tempo di pandemia le persone con disabilità, gravi patologie e condizioni di fragilità.

 

Una particolare tutela, infine, va garantita a tutti quei lavoratori in condizione di fragilità che si ritrovino temporaneamente inidonei alla propria mansione a motivo di patologie che comportano il rischio di immunodepressione: per queste persone si richiede di prevedere la possibilità di ottenere un “Assegno per trattamento di integrazione salariale” per l’intero periodo di ‘forzata’ astensione dal lavoro dovuta alla dichiarata inidoneità temporale alla mansione svolta, ove il datore di lavoro non possa adibire la persona ad altra mansione.

 

Il dialogo, chiaramente, continuerà, giorno dopo giorno, con il Governo intero e con tutto il Parlamento, perché, come evidenzia Paolo Bandiera, le questioni in gioco sono moltissime, a partire dalla somministrazione dei vaccini anti-Covid: «intanto abbiamo ottenuto che la sclerosi multipla,  dopo un’azione diretta di AISM, sia stata inserita espressamente tra le  priorità per le vaccinazioni delle persone fragili, nell’ambito delle patologie neurologiche. Si tratta ora - e sarà una partita impegnativa - di organizzare adeguatamente i calendari effettivi, come previsto dalle recenti Raccomandazioni aggiornate AISM-SIN sul Covid-19 per consentire alle persone che utilizzano terapie immunosoppressive e ai loro medici di programmare la giusta distanza temporale tra terapia e vaccino, in modo da poter continuare a curare la sclerosi multipla mentre si garantisce la sicurezza dal rischio di contagio. Su questo fronte AISM è pronta a fare la propria parte insieme alle istituzioni».

 

Inoltre, conclude Falabella «nell’immediato futuro, insieme, porteremo all’attenzione dei diversi Ministeri coinvolti i nostri temi e le nostre battaglie, sulle pari opportunità e sull’uguaglianza di genere tra uomo e donna, sull’inclusione scolastica e su quella lavorativa, questioni, tutte, da mettere sul piatto all’interno del Piano nazionale di resilienza e rilancio».

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