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Piano vaccini anti Covid-19: la sclerosi multipla nella categoria prioritaria della fase 2

Il Ministero della Salute ha aggiornato le priorità e le fasi della campagna vaccinale. Le persone con SM sono tra quelle definite “estremamente vulnerabili”, che quindi dovrebbero essere tra le prime ad essere vaccinate una volta terminata la fase 1 nei prossimi giorni.

10/02/2021
Laboratorio

 

Il Ministero della Salute ha aggiornato nelle ultime ore il piano vaccinale anti SARS-COV-2/Covid-19 attraverso raccomandazioni sui gruppi target delle vaccinazioni. Disegnato in 4 fasi, l’iter ha subito ritardi nell’approvvigionamento delle dosi già nella prima fase, rendendo necessario da parte del Ministero stesso “aggiornare le categorie target prioritarie e le fasi della campagna vaccinale”.

 

Nel documento appena reso pubblico ci sono novità riguardanti le persone con sclerosi multipla. Il nuovo piano, infatti, le inserisce nella categoria con massima priorità nella fase 2 del piano, categoria 1,  in quanto “persone estremamente vulnerabili”.

 

Il documento individua 6 categorie prioritarie per la fase successiva del Piano, “anche attraverso un confronto con le società scientifiche di riferimento”. È stato inoltre sentito il Consiglio Superiore di Sanità (ndr: di cui fa parte Mario Alberto Battaglia) e in particolare il gruppo ristretto impegnato su tutti i temi del COVID-19 che, come si legge nel documento, “ha ritenuto largamente condivisibile l’impostazione adottata in tale documento, che appare ispirata a principi di equità, protezione, promozione della salute e del benessere, concordando che i vaccini a cui, sulla scorta delle informazioni attualmente disponibili, si attribuiscono maggiori capacità protettive da malattia (vaccini che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero) vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al COVID-19”.

 

Ricordiamo che da tempo AISM insieme alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sta portando avanti l’interlocuzione con le varie autorità nazionali e regionali proprio per avere garanzia di una priorità di vaccinazione per le persone con sclerosi multipla, con gravi patologie e con disabilità, per i loro caregiver, per gli operatori ed i volontari impegnati – come nella realtà di AISM – nel fronteggiare quotidianamente gli effetti dell’emergenza sanitaria.

 

Di seguito le priorità del piano vaccinale successive alla fase 1 indicate nelle raccomandazioni Ministeriali.

 

Categoria 1

Le persone estremamente vulnerabili, intese come affette da condizioni che per danno d’organo pre-esistente e, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a SARS-COV-2 hanno un rischio particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19, a partire dai 16 anni di età

 

Categoria 2

Le persone di età compresa tra 75 e 79 anni

 

Categoria 3

Le persone di età compresa tra 70 e 74 anni

 

Categoria 4

Le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-COV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età

 

Categoria 5

Le persone di età compresa tra i 55 anni e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico

 

Categoria 6

Le persone di età compresa tra i 18 anni e i 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico

 

All’interno della categoria 1 riferita alle persone estremamente vulnerabili è espressamente prevista – nella apposita tabella – l’area di patologia “Condizioni neurologiche e disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica) con specifico riferimento anche alla SM, e comunque alle persone in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e conviventi: “Sclerosi laterale amiotrofica; sclerosi multipla; paralisi cerebrali infantili; pazienti in trattamento con farmaci biologici o terapie immunodepressive e conviventi; miastenia gravis; patologie neurologiche disimmuni.”

 

 

Quali vaccini

Il documento definisce anche quali vaccini sono ritenuti più opportuni per ogni categoria. In particolare i vaccini ad oggi autorizzati sono 3, prodotti dalle aziende Pfizer Biontech, Moderna e AstraZeneca. Vista la robustezza dei dati di efficacia disponibili e le età partecipanti alle sperimentazioni fatte per l’introduzione dei vaccini, si legge nel documento, “si ritiene opportuno offrire i vaccini a RNA (Pfizer e Moderna) alle categorie 1, 2, 3, 4, 5, comprendendo quindi anche la categoria delle persone con SM , e infine riservando il vaccino di AstraZeneca alla categoria 6. AIFA potrebbe in base a nuove evidenza aggiornare questo parere.

 

 

Tempi

L’auspicio, visti anche i ritardi già accumulati dal piano iniziale, è che la filiera del piano si avvii senza ulteriori ritardi e che le Regioni si adeguino fornendo tempestivamente i vaccini. Esistono esempi virtuosi, alcune Regioni hanno infatti già recepito nei propri piani le indicazioni nazionali del Ministero.

 

 

Punti di attenzione

Rimangono ancora alcuni punti aperti che devono essere prontamente definiti. L’attenzione, come detto, oltre all’effettivo rispetto delle raccomandazioni da parte di tutte le regioni in modo uniforme e tempestivo, deve andare sui caregiver, che svolgono un ruolo essenziale di assistenza e cura delle persone fragili e per i quali sarebbe necessario un criterio di priorità, partendo da quanto già previsto nelle raccomandazioni che estendono la priorità vaccinale di fase 2 ai “conviventi di persone in trattamento con farmaci biologici o con terapie immunodepressive”. Rispetto al nodo definitorio, nonostante – ad oggi – non sia ancora stato approvato il Testo Unico sui Caregiver, la Legge 205/2017 di costituzione del relativo Fondo ha comunque introdotto una definizione tuttora valida che potrà essere utilizzata per individuare le persone rientranti in questo gruppo, anche per la realtà della SM.

 

Allo stesso modo, AISM si sta adoperando perché i volontari e gli operatori delle tante realtà del Terzo Settore che garantiscono una funzione essenziale per fronteggiare la pandemia, non rimangano indietro nel piano vaccinale. Come loro gli operatori sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali del settore privato sociale, a cui andrebbe garantita una priorità di vaccinazione analoga a quella assicurata agli operatori ospedalieri e delle RSA del comparto pubblico. Come anticipato da FISH, inoltre, larga parte del mondo della disabilità rischia di non essere intercettato anche dal piano aggiornato.

 

Inoltre, in tempi così complessi, la capacità di raggiungere le persone fragili e diffondere una corretta informazione sull’importanza della vaccinazione, anche in chiave di responsabilità collettiva, è fondamentale per contrastare la pandemia. AISM insieme alle altre Associazioni delle persone con disabilità, e con FISH (Federazione per il Superamento dell’Handicap), continuerà a tenere alta l’attenzione a livello nazionale e regionale sul tema dei vaccini e della tutela dei soggetti più a rischio anche proponendosi come soggetto da coinvolgere pienamente nella diffusione di una corretta e efficace informazione sul punto. E su queste priorità AISM proprio in queste ore sta continuando a formulare specifiche richieste al Ministero della Salute, al Commissario Straordinario per l’emergenza e alle altre Istituzioni coinvolte nella attuazione del Piano.

 

“Il ruolo del Terzo Settore è fondamentale per far fronte alla pandemia tutelando le categorie più fragili e a rischio, dando risposte adeguate e tempestive. Insieme alle reti di riferimento per la disabilità come FISH e FAND, - dice il Prof. Mario Alberto Battaglia, Presidente FISM - l’auspicio è che prosegua il pieno coinvolgimento in tutte le attività di contrasto al Covid-19, come già avvenuto nella messa a punto e attuazione del piano vaccinale appena presentato in Conferenza Stato – Regioni, per poter continuare a garantire il rispetto dei “valori e principi di equità, reciprocità, legittimità, protezione e promozione della salute e del benessere”, come citato nel documento Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione.

 

Infine, come evidenzia Francesco Vacca, Presidente Nazionale AISM, è impossibile non legare questo momento e le sfide che ci pone alla tutela di alcuni diritti fondamentali siglati nella Carta dei diritti delle persone con SM, come il diritto alla salute, alla ricerca, all’informazione ma anche all’inclusione”.

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