Cerca la notizia

E.g., 26/06/2019
E.g., 26/06/2019
Home » News

Reddito di cittadinanza. Al via le domande.

Pubblicata il 29 marzo la legge di conversione che rende operante a tutti gli effetti la norma. AISM è intervenuta in audizione il 6 febbraio per migliorarla e ottenere che fosse adeguata anche per le persone con sclerosi multipla e disabilità…

11/04/2019
assistenza

 

Il 29 marzo scorso il Reddito di cittadinanza è diventato legge ed è operante a tutti gli effetti. Con la legge di conversione si avviano quindi definitivamente le misure del reddito e della pensione di cittadinanza ed è possibile presentare domanda, rivolgendosi ai patronati, caf e soggetti autorizzati. Le domande potrebbero subire qualche rallentamento o temporanea sospensione, in attesa della concreta organizzazione del sistema di gestione (es. che si adegui il modulo di domanda on line alle modifiche introdotte dalla legge di conversione) e soprattutto di gestione dei patti per il lavoro da parte dei Centri per l’impiego. AISM quindi continuerà a monitorare la realizzazione del reddito di cittadinanza ed anche a promuovere l’individuazione di strumenti precisi per valutare adeguatamente l’impatto della misura sulle persone con disabilità e i loro caregiver familiari.

 

Reddito di cittadinanza, cosa è e come si accede

 

Nella prima stesura la norma presentava diversi aspetti critici per le persone con sclerosi multipla e disabilità. AISM insieme a FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) è intervenuta direttamente per apportare le mofiche necessarie, presentando diversi emendamenti propri e sostenendo la posizione della Federazione.

le persone con sclerosi multipla e disabilità, incontrando la XI Commissione del Senato -Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale  e presentando diversi emendanti propri.

Il decreto per esempio non specificava la possibilità di accesso alla pensione di cittadinanza anche per i nuclei con componenti disabili. Il testo prevedeva scale di equivalenza, così come soglie di patrimonio mobiliare non qualificate per tener conto delle condizioni delle persone con disabilità, esposte maggiormente al rischio di povertà assoluta, nonché di esclusione sociale. Il provvedimento non era infine coordinato in maniera adeguata alle norme per il collocamento mirato delle persone con disabilità. Infine, computava nei redditi familiari anche le provvidenze economiche dell’invalidità civile.

 

Nella nuova legge sono stati accolti diversi aspetti illustrati nella memoria di AISM depositata in Senato:

 

Il patrimonio mobiliare, mantiene una soglia  massima di 6000 euro, ma è incrementato oggi in maniera differenziale di  5000 euro per ogni componente con disabilità e di 7500 per ogni componente disabile grave o non autosufficiente (livelli di disabilità come sono definiti nell’ISEE).

 

Il parametro della scala di equivalenza, che serve per calcolare le soglie del reddito familiare per accedere, è innanzato fino a 2,2 nel caso in cui nel nucleo richiedente siano presenti componenti in condizione di disabilità grave o di non auto-sufficienza.

 

Rispetto al Patto per il lavoro e per l’inclusione sociale, il componente con disabilità, che è esonerato dall’obbligo di sottoscriverlo, ha tuttavia la possibilità di richiedere la  volontaria adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale, oltre a poter  manifestare la disponibilità al lavoro per offerte di lavoro, con applicazione delle tutele previste dalla legge 68/99.

 

Benefici alle aziende e imprese private che aderiscono al reddito di cittadinanza e offrono posti di lavoro, se assumono a tempo pieno e indeterminato persone beneficiare della misura,  accedono ad agevolazioni e sgravi contributivi previdenziali e assistenziali; con la conversione del Decreto inoltre sono state escluse da questi benefici le aziende che non sono in regola con gli obblighi imposti dalla legge 68/99 del collocamento mirato.

 

Infine per accedere al beneficio il componente del nucleo familiare, che sottoscrive il patto per il lavoro, deve accettare almeno una di 3 offerte di lavoro congrue, come definite per il reddito di cittadinanza, ovvero distante al massimo 100 km da casa per la prima offerta e 250 per la successiva, ecc.; oggi invece, in deroga a tali definizioni, secondo la legge di conversione, se nel nucleo è presente un disabile, la distanza da casa dell’offerta di lavoro, anche successive alla prima,  non può superare i 100 km.

 

È stato poi importante per AISM sottolineare nel corso dell’audizione anche come il reddito di  cittadinanza debba valutare più correttamente la disabilità, sia in termini di erogazione di sostegni economici, ma anche di politiche per favorire l’inclusione sociale, e debba altresì tenere attentamente in considerazione l’impatto che la misura può avere sulle persone disabili, ma anche sui loro caregiver. In questo senso si è anche evidenziato come sia  essenziale garantire che la  soluzione di integrazione reddituale non rimanga dissociata dai programmi di inserimento lavorativo e inclusione sociale dedicati alle persone con disabilità e quindi vada raccordato con le norme specifiche del collocamento mirato e l’art. 14 della legge 328/00; nonché garantire un monitoraggio dedicato attivando flussi di dati specificatamente inerenti le persone con disabilità e i loro caregiver familiari; ed infine  valorizzare l’apporto delle Associazioni delle persone con disabilità e dei caregiver nel concorrere al processo di analisi dei dati.

Dona ora