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Sclerosi multipla: camminare insieme sulla strada della ricerca

05/03/2013

 

Per La Gardenia dell'AISM una serie di interviste a ricercatrici che lavorano sulla SM. Il punto di vista femminile sulla ricerca di Linda Ottoboni: «Credo sia importante che le donne con SM, e non solo loro, sappiano che tanta gente nel mondo "cammina" con loro per individuare strade alternative, per capire e monitorare meglio questa malattia».

 

 

Quest'anno in occasione de La Gardenia dell’AISM, per le tante donne che ogni giorno lottano e vivono fino in fondo la propria vita oltre la SM, a fianco della sensibilizzazione per sostenere la ricerca sulla SM, abbiamo cercato alcune delle ricercatrici che collaborano con AISM per farci raccontare con semplicità quanto è importante la ricerca nel loro essere persone e donne. E per capire come e quanto la ricerca delle donne ricercatrici dell’AISM possa cambiare la vita di tante altre persone, donne e uomini, senza distinzioni. Perché se la ricerca è donna, allora è generosa con tutti, aperta a generare vita nuova senza distinzioni né confini di genere, età o nazione.

 

Linda Ottoboni, dopo la laurea in Scienze Chimiche e Farmaceutiche e la successiva abilitazione a farmacista conseguiti all’Università di Padova, ha ottenuto il suo Dottorato in Biologia e patologia cellulare e molecolare all’Università di Verona. Come tante giovani ricercatrici, è andata a lavorare fuori Italia, prima in Germania e poi presso il Dipartimento di Neurologia dell’ospedale Brigham and Women di Harvard (Boston). Ora, però, sta per rientrare in Italia, presso l’Ospedale San Raffaele di Milano grazie a un finanziamento FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla). A lei, che si sta muovendo nel mondo per trovare alcune delle risposte che ancora mancano per curare la SM, abbiamo chiesto di raccontarci da vicino che tipo di ricerca sta effettuando e come la sua scelta professionale si intreccia con la sua esperienza di vita.

 

Dottoressa Ottoboni, ci spiega l’ambito di ricerca di cui si occupa e un eventuale studio che ha recentemente realizzato?  
«Negli ultimi tempi ho lavorato ad uno studio su più di 350 campioni di cellule del sistema immunitario provenienti dal sangue di pazienti con sclerosi multipla, con lo scopo di capire se questo tipo di campione nasconda informazioni che correlano con il profilo clinico del paziente».

 

Come avete condotto la ricerca e cosa avete scoperto?
«Abbiamo analizzato il livello di espressione di più di 15.000 geni. Abbiamo visto che il livello di espressione di alcuni di questi geni correla con la possibilità di avere una ricaduta clinica o a livello neurologico in un tempo più o meno vicino».

 

Quale ritorno può avere questo tipo di ricerche sulla vita delle persone?
«L'idea che ci guida è individuare nuovi parametri predittivi sull’andamento di malattia che possano aiutare a curare il paziente in maniera più efficace. Nonostante sia ancora a livello primordiale, questo potrebbe diventare un approccio utile per capire meglio il profilo di soggetti con differenti decorsi della malattia».

 

Esiste un’ispirazione ‘femminile’ che l’ha portata a scegliere di dedicarsi alla ricerca sulla sclerosi multipla?
«Onestamente mi sono avvicinata per caso a studiare la sclerosi multipla: durante la mia formazione sono stata affascinata dalla possibilità di studiare come le cellule del sistema immunitario seguano segnali e codici di migrazione molto specifici e arrivino ad attaccare diversi organi infiammati, tra cui il cervello. In quel periodo, più di dieci anni fa, una cara amica con SM era entrata in una fase più instabile della malattia. Mentre si andava a passeggio, aveva sempre più bisogno di stare sottobraccio. Credo allora di avere pensato, inconsciamente e anche forse in maniera un po' presuntuosa, che il mio "ricercare" avrebbe potuto esserle di aiuto, un giorno».

 

E oggi come prosegue quell’ispirazione?
«Oggi, lavorando in laboratorio con molti campioni prelevati da esseri umani, magari da soggetti con diagnosi recente, sono molto colpita dalla frequenza con cui sullo “sticker” della clinica con le informazioni demografiche vedo la "F" di femmina. Ogni volta non posso non chiedermi cosa negli ultimi 25-30 anni sia cambiato nel modo di vivere per cui donne della mia età, o poco più giovani, abbiano iniziato a sviluppare questa malattia in una proporzione sempre più ampia».

 

Il suo impegno nella ricerca ha dunque a che fare con la qualità di vita sua e delle donne con sclerosi multipla? 
«La mia esperienza rivela che le donne impegnate nella ricerca sulla SM forse mettono qualcosa di particolare sul piano personale e un diverso coinvolgimento affettivo nello svolgimento del loro lavoro. Essendo la SM una malattia che colpisce più spesso noi donne, si instaura una sorta di empatia. È importante per me dare valore al tempo che quotidianamente spendo in laboratorio, buona parte della mia vita, perché possa servire per donne come me che ogni giorno devono lavorare, studiare, gestire una famiglia e la propria vita privata con le limitazioni che la malattia comporta».

 

Che messaggio può arrivare alle persone con SM dall’impegno di tante ricercatrici e ricercatori come lei?
«Credo sia importante che le donne con SM, e non solo loro, sappiano che tanta gente nel mondo "cammina" con loro per individuare strade alternative, per capire e monitorare meglio questa malattia. Ne conosciamo molto di più da 10 anni ad oggi ma rimane una malattia complessa. E importante che si continui a fare chiara ed oggettiva divulgazione scientifica per fornire alle persone con SM gli strumenti per decidere come affrontare scelte di vita che siano le più adatte al loro stato di salute».

 

Giuseppe Gazzola

 

Dal 25 febbraio al 10 marzo 2013 è possibile inviare un SMS al 45509 per vincere la insieme la sclerosi multipla. Inviando l'SMS si donano 2 euro da cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca. La donazione sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT oppure di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.
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