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16/05/2013

Sclerosi multipla e lavoro: un rapporto complicato

 

Numerosi studi hanno analizzato le motivazioni che inducono le persone con SM a lasciare l’attività lavorativa. Tre recenti ricerche forniscono nuove informazioni per prevenire il fenomeno

 

Numerosi studi sono stati condotti in passato per valutare le motivazioni che inducono le persone con sclerosi multipla ad abbandonare il posto di lavoro. Considerando che la SM si manifesta in un periodo della vita in cui la persona è spesso nel pieno dell’attività lavorativa, risulta importante sviluppare ricerche per poter sempre di più comprendere i fattori che portano all’abbandono dell’attività lavorativa, in modo tale da prevenire tali fenomeni. Nel mese di maggio sono state pubblicate sulla rivista Multiple Sclerosis tre ricerche condotte in questo ambito da gruppi di ricercatori  britannici, tedeschi e americani.

 

Nella prima pubblicazione inglese Demographic and clinical factors associated with changes in employment in multiple sclerosis, (Moore P, Harding KE, Clarkson H, Pickersgill TP, Wardle M, Robertson NP) i  ricercatori britannici hanno utilizzato un questionario per indagare i fattori che influenzano l'occupazione lavorativa in un gruppo di 221 persone con SM. Hanno evidenziato come, delle 169 persone con SM che lavoravano al momento della diagnosi, circa il 43% di loro aveva abbandonato il  lavoro mediamente entro 11 anni dalla diagnosi. Il 55% di coloro che invece avevano mantenuto il posto di lavoro, avevano cambiato mansione lavorativa o ridotto l'orario per gestire al meglio le problematiche correlate alla malattia. Per queste persone erano molto più frequenti i problemi di affaticamento, dolore e memoria rispetto alle persone con SM che invece avevano mantenuto invariata l’occupazione e l’orario di lavoro. L'analisi dei fattori demografici e clinici ha mostrato che il livello di disabilità, gli anni di istruzione, la durata della malattia e la fatica erano i fattori più significativi per predire lo status occupazionale delle persone con SM.

 

Nella seconda pubblicazione (Employment status in multiple sclerosis: impact of disease-specific and non-disease-specific factors, Krause I, Kern S, Horntrich A, Ziemssen T.) i ricercatori tedeschi hanno valutato 3 gruppi di persone suddivisi nel modo seguente: gruppo di 39 persone con SM che erano stati messi in prepensionamento, 48 persone con SM che svolgevano ancora attività lavorativa  e  un gruppo di 37 soggetti sani (gruppo di controllo). Anche in questo caso, i ricercatori hanno osservato che la fatica era il  più importante fattore predittore dello stato di occupazione lavorativa, a cui seguivano come fattori importanti  la disabilità neurologica e l'età della persona. Inoltre per le persone con SM prepensionate fattori comuni era la presenza di deficit nelle funzioni cognitive e la depressione.

 

Infine, i ricercatori americani nella pubblicazione intitolata Unemployment in multiple sclerosis (MS): utility of the MS Functional Composite and cognitive testing (Strober L, Chiaravalloti N, Moore N, Deluca J) hanno analizzato i possibili effetti dei disturbi cognitivi sullo stato lavorativo delle persone con SM, valutando quale componente dei meccanismi cognitivi fosse maggiormente correlata ad una maggiore probabilità di predire la situazione lavorativa nelle persone con SM. Utilizzando diversi test per la valutazione delle problematiche cognitive, i ricercatori hanno individuato che le funzioni di memoria, velocità di elaborazione delle informazioni e le funzioni esecutive (funzioni cerebrali che controllano altre funzioni cerebrali come per esempio l'attenzione, la pianificazione, il problem solving) erano maggiormente deteriorate nelle persone con SM che risultavano disoccupate. Hanno inoltre osservato  che il test cognitivo (Symbol Digit Modalities Test), era stato lo strumento più accurato per predire lo stato di occupazione, in particolare tale test   può evidenziare disturbi cognitivi indipendentemente dal livello di intelligenza e di istruzione della persona e permette di seguine le variazioni nel tempo.