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Scoperta l’ereditarietà del sistema immunitario

27/09/2013

 

Uno studio guidato da un gruppo di ricerca del CNR e supportato anche da AISM ha identificato 23 varianti genetiche associate con il numero di specifiche cellule del sistema immunitario, con alcune di queste varianti precedentemente associate anche a patologie autoimmuni. Lo studio genera un catalogo di varianti genetiche con un ruolo importante nella regolazione delle risposte immuni e apre la strada per l'identificazione di nuovi bersagli terapeutici per la Sclerosi Multipla e altre malattie autoimmuni.

 

La ricerca condotta dal gruppo di ricerca guidato dal professor Francesco Cucca dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (IRGB-CNR) sulla popolazione sarda, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Cell. Oltre 30 gli autori e le Istituzioni di ricerca sarde tra i primi firmatari per una ricerca che ha ricevuto molti supporti finanziari, tra cui quello di AISM e della sua Fondazione (FISM).

 

Il sistema immunitario è un complesso network di cellule, tessuti e organi che lavorano insieme per combattere gli agenti patogeni. Il numero delle cellule immuni è particolarmente importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per il nostro stato di salute, ma non è chiaro se esso dipenda semplicemente dalla reazione rispetto alle infezioni o se sia anche soggetto a fattori genetici.

 

Il team di ricercatori ha analizzato il ruolo dei geni nella regolazione dei livelli di circa 100 differenti tipi cellulari, attraverso uno studio di associazione condotto in un totale di 2.870 individui provenienti da quattro paesi della Sardegna e appartenenti al progetto ProgeNIA/SardiNIA, che studia le basi genetiche di oltre 800 parametri di rilevanza biomedica. Inoltre, hanno analizzato il profilo genetico individuale a un livello di risoluzione senza precedenti, grazie al sequenziamento dell’intero genoma di molti individui inclusi nello studio. I ricercatori hanno poi confrontato i risultati ottenuti con i dati presenti in database pubblici, scoprendo che in alcuni casi questi geni erano già associati a celiachia e malattie autoimmuni come colite ulcerosa, diabete di tipo I, sclerosi multipla, artrite reumatoide.

 

Lo studio ha identificato ben 23 varianti genetiche associate alle patologie autoimmuni e ha evidenziato come anche la genetica giochi un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli circolanti di cellule del sistema immunitario.

 

«Obiettivo dello studio è capire se e in che misura le cellule circolanti del sistema immune siano ereditate per linea famigliare e quali geni siano eventualmente implicati», afferma Serena Sanna, ricercatrice dell’IRGB-CNR che ha coordinato le analisi statistiche. «I risultati del lavoro hanno dimostrato che i livelli delle cellule hanno una forte base ereditaria e, ad avvalorare questa tesi, sono stati identificati numerosi siti del genoma umano coinvolti in tale regolazione genetica».

 

«La ricerca coniuga per la prima volta due aree di indagine separate: l’analisi cito-fluorimetrica per l’esame dettagliato dei livelli delle cellule del sistema immune e il profilo genetico degli individui esaminati, chiarendo così importanti aspetti della regolazione genetica dei livelli delle cellule del sistema immunitario», spiega Valeria Orrù, ricercatrice dell’Istituto di Cagliari.

 

«Sono state identificate 23 varianti genetiche indipendenti associate a particolari cellule immunitarie, in maggior parte nuove, sebbene alcune fossero già state proposte in altri studi ma senza una solida significatività statistica», aggiunge Maristella Steri, statistico presso l’IRGB-CNR.

 

«Individuare i geni che influenzano le cellule del sistema immunitario e il rischio di insorgenza di patologie autoimmuni è il primo passo per intraprendere studi funzionali mirati alla caratterizzazione dei complessi meccanismi che regolano il sistema», sottolinea Edoardo Fiorillo, ricercatore dell’ IRGB-CNR.

 

Studi precedenti dell’IRGB-CNR, nell’ambito del progetto ProgeNIA/SardiNIA, hanno identificato i geni associati ad altezza, glicemia, colesterolo, lipidi ematici e parametri ematologici come l’emoglobina fetale. «Uno dei punti di forza della nostra ricerca è la popolazione oggetto dello studio», conclude Francesco Cucca. «I sardi rappresentano una popolazione ideale per gli studi di genetica, con risultati che spesso hanno una valenza più generale per il resto dell’umanità: in questo caso, capire come la genetica regoli il sistema immunitario e l’autoimmunità ci avvicina allo sviluppo di terapie nuove e più efficaci per il trattamento di patologie autoimmuni. Questo studio generale e sistematico è propedeutico per uno studio sulla sclerosi multipla. È infatti in corso un secondo studio molto più mirato che parte da quello osservazionale per capire meglio quali sono le cellule implicate nella SM».

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