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E.g., 09/08/2020
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Aumenti pensioni di invalidità civile: approfondimento pratico e chiarimenti.

La Corte Costituzionale con Sentenza 152 pubblicata il 22 luglio 2020 ha dichiarato l’incostituzionalità della pensione degli invalidi civili totali (100%) ed ha avviato la riforma di tali provvidenze. Vediamo più nel dettaglio cosa cambia.

31/07/2020
Numero Verde

 

La Corte Costituzionale con Sentenza 152 pubblicata il 22 luglio 2020  ha imposto l’aumento delle pensioni agli invalidi civili totali anche per le persone sotto i 60 e sopra i 18 anni: la legge 388/2001 e poi la 448/2001 avevano introdotto maggiorazione per gli invalidi civili totali sopra i 65 anni e poi sopra i 60, con certi limiti di reddito, che sono stati poi aumentati annualmente in relazione alla perequazione prevista per l’aumento del costo della vita e indici ISTAT.

 

La Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il limite di età posto e ha imposto al legislatore di estendere la maggiorazione a tutti gli invalidi civili totali sopra i 18 anni.

 

L’aumento porta il mensile del titolare della provvidenza sino a 651,51 euro per limiti di reddito calcolati al 2020 di euro 8.469,63 se il pensionato è solo ed euro 14.447,42 se il pensionato è coniugato. Per la sola maggiorazione vengono quindi calcolati anche i redditi del coniuge non legalmente separato.

 

L’INPS emana ogni anno i nuovi importi della pensione e delle varie pensioni e provvidenze e dei relativi limiti di reddito (per quelle che hanno previsto un limite).

 

Siamo tuttavia in attesa della circolare INPS che chiarisca i dettagli operativi degli aumenti: teoricamente la persona non dovrà fare nessuna domanda e sarà INPS a ricalcolare le pensioni. Non verranno però corrisposti arretrati, come previsto dalla stessa sentenza costituzionale.

 

La sentenza ha rappresentato un passo fondamentale per avviare la riforma tanto attesa e cercata dalle Associazioni, ma, rispondendo allo specifico quesito legale inerente gli invalidi civili totali lascia fuori persone titolari di assegni di invalidità civile parziale, ciechi, non udenti  e riprende un limite di reddito che conferma quelli annuali nazionali da sempre consideranti non adeguati alle condizioni delle persone con disabilità. Resta quindi fondamentale che questo risultato sia concretizzato in una riforma più complessiva della normativa che definisce i criteri ed i percorsi di valutazione della disabilità e delle relative misure assistenziali e delle provvidenze ad essi collegate.

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