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AISM

Capire come funziona il cervello per creare nuovi e più efficienti trattamenti per la SM

04/10/2013

 

In occasione di ECTRIMS 2013 abbiamo intervistato i ricercatori del gruppo del professor Massimo Filippi e che presenteranno a Copenhagen tre studi finanziati da AISM e la sua Fondazione.

 

Si svolge a Copenhagen (Danimarca) dal 2 al 5 ottobre 2013 ECTRIMS uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la ricerca sulla sclerosi multipla, che riunisce migliaia di scienziati provenienti da tutto il mondo. È un momento fondamentale anche per le persone con SM perché in queste occasioni emergono le linee guida della ricerca, si possono trarre informazioni utili, nuove conoscenze sulla malattia e indizi di future terapie. Abbiamo perciò intervistato i ricercatori italiani che presenteranno i propri studi ad ECTRIMS, i cui progetti sono sostenuti da AISM e la sua Fondazione, dando così una panoramica su alcuni dei tantissimi argomenti in discussione all’evento.

 

Il Gruppo del Prof. Filippi (Neuroimaging Research Unit, Università Vita-Salute, Ospedale San Raffaele) e la sezione sulle malattie della sostanza bianca coordinata dalla Dott.ssa Rocca, presenterà all’ECTRIMS i risultati di tre progetti di ricerca, parzialmente finanziati da AISM e dalla sua Fondazione FISM, che tramite l’utilizzo di tecniche di risonanza magnetica si propongono di aumentare la comprensione dei meccanismi fisiopatologici della SM.

 

Nello studio “ Abnormalities of the brain connectome in patients with multiple sclerosis il gruppo applica una tecnica particolare di analisi della risonanza magnetica funzionale (teoria dei grafi) per identificare l'organizzazione funzionale delle reti neurali cerebrali in pazienti affetti da SM e stimarne la correlazione con variabili cliniche e neuropsicologiche.

 

Di cosa si occupa la ricerca che presentate all’ ECTRIMS?
«La variabilità interindividuale della distribuzione del danno strutturale e l’efficienza dei meccanismi di plasticità corticale sono tra i fattori responsabili dell’accumulo di disabilità clinica nei pazienti con SM. La definizione dell’intera architettura funzionale delle reti cerebrali (conosciuta con il termine “connectome”) mediante l’utilizzo della RM funzionale a riposo potrebbe contribuire a definire le dinamiche che regolano i processi cognitivi e comportamentali dei pazienti con SM. Usando un approccio multidisciplinare per lo studio dei sistemi complessi, è stata recentemente introdotta una tecnica per lo studio delle reti cerebrali chiamata "teoria dei grafi". Mediante questo approccio, molti studi hanno descritto l’alterazione di specifiche reti neuronali in diverse malattie, come la schizofrenia e la malattia di Alzheimer. L’applicazione di questo metodo allo studio della SM potrebbe rappresentare una nuova strategia per caratterizzare le disconnessioni funzionali nella stessa e per trovare nuovi possibili target per future strategie terapeutiche».

 

Quale obiettivo si pone il vostro studio?
«Lo scopo principale di questo studio è stato quello di applicare la teoria dei grafi per identificare l'organizzazione funzionale delle reti neurali cerebrali in pazienti affetti da SM e di stimarne la correlazione con variabili cliniche e neuropsicologiche utilizzando la RM funzionale con sequenze acquisite in condizione di riposo. Attraverso lo studio di 246 pazienti con SM e 55 controlli, abbiamo dimostrato che i parametri delle reti cerebrali globali sono alterati nei pazienti con SM rispetto ai controlli. Tali alterazioni risultavano maggiori nei pazienti con compromissione cognitiva. Lo studio ha inoltre mostrato che i pazienti con SM perdono gli hub, ossia i nodi principali delle reti neurali, in particolare quelli del precuneo e del giro frontale superiore. I pazienti cognitivamente preservati presentano un numero maggiore di hub in regioni frontali e sottocorticali, mentre i pazienti con disturbi cognitivi presentano una riduzione di tali nodi. Questi risultati suggeriscono che la perdita di efficienza nelle interazioni fra le aree cerebrali contribuisce alla compromissione cognitiva nei pazienti con SM».

 

Se doveste dare un titolo divulgativo al suo studio quale sarebbe?
«Alterazioni del connettone cerebrale in pazienti con sclerosi multipla».

 

Quale pensate possa essere un giorno il risultato per le persone con SM?
«La SM è una patologia caratterizzata da una grande variabilità di manifestazioni cliniche che incidono profondamente sulle attività quotidiane e sulla qualità di vita dei pazienti affetti. La RM ha permesso di migliorare la nostra comprensione della SM, di definire criteri diagnostici e di valutare l’efficacia delle strategie terapeutiche disponibili. Tuttavia, è di fondamentale importanza definire sempre più approfonditamente le basi e i meccanismi fisiopatologici della malattia, nonché determinare strategie diagnostiche più accurate e sviluppare nuovi approcci terapeutici sempre più efficaci.
La valutazione della connettività funzionale dell’encefalo attraverso la RM rappresenta una valida strategia per migliorare la comprensione dei meccanismi responsabili della presenza di disturbi clinici specifici che sono in grado di determinare una disabilità clinica irreversibile nei pazienti con SM».

 

Poster ECTRIMS
Abnormalities of the brain connectome in patients with multiple sclerosis. M.A. Rocca, P. Valsasina, S. Sala, A. Meani, A. Falini, G. Comi, M. Filippi.

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