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Come bloccare la morte delle cellule del cervello nella sclerosi multipla?

Un studio canadese suggerisce che l'infiammazione può portare alla morte delle cellule cerebrali nella sclerosi multipla e un farmaco potrebbe bloccare questo processo

25/01/2019

 

Nell'ambito di uno studio canadese recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences  (PNAS) è stato scoperto un meccanismo fondamentale - chiamato “piroptosi”, o "morte per fuoco" - attraverso il quale le cellule cerebrali sono danneggiate nella sclerosi multipla (SM), collegando l'infiammazione con la neurodegenerazione. Un farmaco, VX-765, ha dimostrato di bloccare questa morte cellulare, suggerendo che questo potrebbe essere un modo per proteggere le cellule cerebrali nella sclerosi multipla. 

 

Nella sclerosi multipla, la mielina che riveste i neuroni nel cervello o nel midollo spinale viene danneggiata dal sistema immunitario, impedendo ai segnali di essere condotti efficientemente lungo le fibre nervose e rendendo persino queste cellule suscettibili alla morte. La morte delle cellule nel cervello e nel midollo spinale - non solo neuroni, ma anche altre cellule cerebrali, come gli oligodendrociti- è uno dei processi più importanti nella patologia. Poiché gli oligodendrociti aiutano a riparare i danni alla mielina, la perdita di queste cellule acuisce il danno e impedisce la riparazione e il ripristino della funzione delle fibre nervose.

 

Per questo, gli scienziati hanno a lungo ipotizzato che riuscire a bloccare la morte di queste cellule potrebbe alleviare alcuni dei sintomi e la progressione della sclerosi multipla. Ora, un nuovo studio rivela un meccanismo attraverso il quale l'infiammazione porterebbe a morte queste cellule e un farmaco che potrebbe essere in grado di impedirlo, potenzialmente attenuando alcuni dei processi patologici.

 

Come primo passo i ricercatori hanno analizzato il tessuto cerebrale di persone con e senza sclerosi multipla, esaminando le cellule al microscopio e studiando i geni espressi dalle cellule. Il team ha scoperto che gli oligodendrociti e la microglia (cellule immunitarie del cervello) mostravano caratteristiche di piroptosi e avevano strutture che ricordavano “anelli di fuoco”. Questi anelli formano piccoli pori nelle cellule da dove fuoriescono i segnali infiammatori, perpetuando e diffondendoli alle cellule vicine prima di morire. Lo stesso meccanismo è stato osservato nella malattia di Alzheimer, nella lesione traumatica del cervello o del midollo spinale e nella epilessia. Ma come funziona esattamente nel cervello non è mai stato completamente esaminato. Questa è la prima volta che l'intero processo della piroptosi è stato analizzato nel cervello.

 

Gli scienziati sono stati in grado di bloccare la piroptosi in cellule coltivate in laboratorio utilizzando un farmaco noto come VX-765, attualmente usato in studi clinici per l'epilessia, prevenendo così la morte cellulare. Quando i ricercatori hanno somministrato il VX-765 in modelli sperimentali di SM, hanno mostrato rapidi miglioramenti dei sintomi neurologici, suggerendo come il blocco della morte cellulare possa migliorare anche lo stato della malattia.

 

Questo studio ha mostrato, per la prima volta, uno dei meccanismi fondamentali attraverso i quali l'infiammazione della SM può scatenare la morte delle cellule e come queste, mentre subiscono questo processo, sembrano anche perpetuare il segnale infiammatorio. Dal momento che il farmaco VX-765 ha mostrato di poter bloccare la neurodegenerazione e proteggere il midollo spinale dall'infiammazione nel modello sperimentale di SM,  in futuro potrebbe essere valutato anche come trattamento contro la sclerosi multipla.

 

Caspase-1 inhibition prevents glial inflammasome activation and pyroptosis in models of multiple sclerosis.

McKenzie BA, Mamik MK, Saito LB, Boghozian R, Monaco MC, Major EO, Lu JQ, Branton WG, Power C.

Proc Natl Acad Sci U S A. 2018 Jun 26;115(26):E6065-E6074. doi: 10.1073/pnas.1722041115. Epub 2018 Jun 12.

 

Fonte: MSIF