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Le scelte delle donne con SM non esentano l’altro sesso

07/03/2013

Monica Falautano
nella foto: Monica Falautano

 

Quest'anno in occasione de La Gardenia dell’AISM, per le tante donne che ogni giorno lottano e vivono fino in fondo la propria vita oltre la SM, a fianco della sensibilizzazione per sostenere la ricerca sulla SM, abbiamo cercato alcune delle ricercatrici che collaborano con AISM per farci raccontare con semplicità quanto è importante la ricerca nel loro essere persone e donne. E per capire come e quanto la ricerca delle donne ricercatrici dell’AISM possa cambiare la vita di tante altre persone, donne e uomini, senza distinzioni. Perché se la ricerca è donna, allora è generosa con tutti, aperta a generare vita nuova senza distinzioni né confini di genere, età o nazione.

 

Quando si riceve una diagnosi di SM e poi, nel corso di una vita che deve confrontarsi quotidianamente con gli effetti della malattia, si attraversano molte emozioni, non sempre facili da gestire. Per questo una paziente ricerca di cura e supporto quotidiano alla persone con SM assume anche i tratti dell’accompagnamento psicologico. Al riguardo abbiamo intervistato la dottoressa Monica Falautano. Nata nel 1964, è laureata in psicologia e specializzata in psicoterapia cognitiva. È responsabile Responsabile del Servizio di Psicologia, Dipartimento Neurologico Ospedale San Raffaele, Milano. Collabora all’attività didattica presso l’Università Vita Salute.

 

Se dovesse presentare se stessa con poche parole, come si racconterebbe?
«Sono donna, figlia, sorella, moglie, amica, psicologa e psicoterapeuta, vegetariana ed antispecista, amante della lettura, della musica e della natura. Credo nella giustizia e nella libertà».

 

Quali obiettivi dà al suo lavoro?
«Da tanti anni conduco un servizio di psicologia in un dipartimento neurologico di un grande ospedale milanese. La mia attività professionale comprende, in larga parte, la vicinanza con persone affette da Sclerosi Multipla. Sono quotidianamente sul “campo”, nello svolgimento della mia professione clinica. Obiettivo generale e di tutti i giorni è l’ascolto, la comprensione e la condivisione dei bisogni, basi indiscutibili per poter essere d’aiuto».

 

C’è un ‘ordito femminile’ su cui si innesta la ‘trama’ del suo impegno quotidiano nella relazione d’aiuto?
«La mia esperienza di studio, di vita e di lavoro mi ha portato a maturare una sempre maggiore consapevolezza circa le profonde differenze che l’impatto di una malattia come la Sclerosi Multipla può avere sulle persone e sulle loro reazioni. Differenze che possono essere legate alla tipologia e gravità dell’espressione della malattia ma, in larga parte, sono associate alle caratteristiche delle persone. L’età, il genere e, soprattutto, la struttura di personalità sono fattori fondamentali nel determinare la modalità di affrontare e fronteggiare le situazioni di vita, i cambiamenti e le difficoltà».

 

Dunque, non conta tanto essere uomini o donne quanto il tipo di persona che si è?
«Come psicoterapeuta, cerco di dare un aiuto diretto, attraverso incontri psicologici con persone che ne sentono il bisogno. Altre volte offro un aiuto mediato, attraverso l’interazione con i medici curanti. Faccio fatica a dare maggior rilevanza alla difficoltà che possono affrontare gli uomini o le donne in questo ambito. È vero, spesso le donne si trovano spesso di fronte a scelte di vita importanti, una fra tutte quella di terapia/gravidanza, ma ritengo che queste scelte non esentino l’altro sesso».

 

Come accompagna le scelte delle donne e degli uomini che incontra?
«Mi batto e “mi sbatto”, quotidianamente, con piccole azioni costruttive, per la promozione e la direzione della cura attenta e orientata ad una completa e complessa visione della persona nella sue espressione di ruoli differenti ma nel mantenimento dell’identità personale».

 

C’è una dimensione dell’umano che accomuna chi cura e chi si fa curare?
«Credo profondamente che qualsiasi ruolo si rivesta, quello di curante o di ammalato, di ragazzina o madre di famiglia, di lavoratrice o di studente, di disoccupata o pensionata, la comprensione e l’accettazione dei propri bisogni, capacità e limiti, aiuti ad essere consapevoli ed empatici e quindi a capire, anche emotivamente, Se stessi e l’Altro, nel rispetto delle differenze e della persona».

 

Monica Falautano è coautrice di diversi lavori in ambito neuropsicologico, pubblicati su riviste scientifiche internazionali ed oggetto di comunicazioni a congressi scientifici. Ha partecipato a diversi protocolli di ricerca neuropsicologica, soprattutto, nell’ambito dello studio e della cura della Sclerosi Multipla e delle Demenze. Fa parte del board scientifico, come referente per la sezione neuropsicologica e psico-affettiva, di uno studio osservazionale nazionale di pazienti con Sclerosi Multipla, è membro della Consensus Conference sulla Riabilitazione Neuropsicologica nell'adulto – area Sclerosi Multipla e del comitato scientifico FISM.

 

Giuseppe Gazzola

 

Dal 25 febbraio al 10 marzo 2013 è possibile inviare un SMS al 45509 per vincere la insieme la sclerosi multipla. Inviando l'SMS si donano 2 euro da cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Nòverca. La donazione sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa TWT oppure di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.
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