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Lo stress influisce sulla sclerosi multipla?

18/07/2012

 

Uno studio pubblicato su Neurology ha valutato l’impatto di un programma di gestione dello stress sull'attività di malattia. Ecco i risultati

 

Molte persone con SM raccontano che i sintomi sono più evidenti nei  periodi di maggior stress e, quando questo si attenua, diventano meno preoccupanti o meno gravi.

 

La presente ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Neurology (2012; 79:412-419), da un gruppo di ricercatori americani coordinati dal dottor David C. Mohr (Northwestern University Feinberg School of Medicine, Chicago) ha valutato l’impatto di un programma di gestione dello stress della durata di 24 settimane sull’attività di malattia.

 

Lo studio è stato condotto su 121 persone con SM recidivante remittente, suddivise in due gruppi, uno che seguiva un programma di gestione dello stress, e l’altro che serviva da gruppo di controllo. Il programma di gestione dello stress era composto 16 sedute individuali della durata di 50 minuti  con uno psicologo formato ad hoc, che si svolgevano  nell'arco di 24 settimane e comprendeva varie tecniche di gestione dello stress come per esempio tecniche di rilassamento. Al termine del trattamento i partecipanti allo studio sono stati seguiti  per un massimo di sei mesi.

 

Dall’elaborazione dei dati è emerso che il programma di gestione dello stress aveva ridotto l'attività di malattia alla risonanza magnetica, tuttavia, i benefici sembravano scomparire dopo la fine del programma.

 

In particolare l'attività della malattia, valutata tramite risonanza magnetica, risultava ridotta in modo significativo tra le persone che avevano seguito il programma di gestione dello stress rispetto a coloro che appartenevano al gruppo di controllo. Infatti il 77% di coloro che aveva seguito il trattamento era privo di lesioni cerebrali attive (captanti il ​​gadolinio),  rispetto al 55% dei soggetti del gruppo di controllo, inoltre  il 70% di coloro che aveva seguito il trattamento non aveva presentato  nuove lesioni, contro il 43% del gruppo di controllo. Queste differenze non erano evidenti nel periodo di follow-up, cioè una volta che il programma di gestione dello stress era terminato.

 

Gli autori ritengono che i benefici limitati al periodo di trattamento siano dovuti in parte al fatto che le persone dovrebbero imparare a mantenere i comportamenti di gestione di riduzione dello stress per conto proprio e suggeriscono anche che l'uso di supporto telefonico fisso e mobile e internet potrebbero contribuire a sostenere i risultati ottenuti per un più lungo periodo di tempo. Nell’editoriale di accompagnamento a tale pubblicazione viene sottolineata l’importanza dello studio che potrebbe essere una prova diretta "di un nesso causale tra lo stress e l'attività infiammatoria in questi pazienti." Inoltre viene sottolineata l’importanza di una valutazione della SM in un contesto più ampio dell’attuale in una visione biopsicosociale.

 

A randomized trial of stress management for the prevention of new brain lesions in MS. Mohr DC, Lovera J, Brown T, Cohen B, Neylan T, Henry R, Siddique J, Jin L, Daikh D, Pelletier D.

 

 

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