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AISM

Misurazione delle prestazioni motorie della mano nella sclerosi multipla per il monitoraggio del decorso della malattia

03/10/2013

 Laura Bonzano
Nella foto: Laura Bonzano

 

In occasione di ECTRIMS 2013 abbiamo intervistato Laura Bonzano che presenterà il suo ultimo progetto finanziato da AISM e la sua Fondazione. La ricerca si propone di valutare l'impatto della disabilità sulle funzioni motorie fini della mano in persone con SM

 

Si svolge a Copenhagen (Danimarca) dal 2 al 5 ottobre 2013 ECTRIMS uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la ricerca sulla sclerosi multipla, che riunisce migliaia di scienziati provenienti da tutto il mondo. È un momento fondamentale anche per le persone con SM perché in queste occasioni emergono le linee guida della ricerca, si possono trarre informazioni utili, nuove conoscenze sulla malattia e indizi di future terapie. Abbiamo perciò intervistato i ricercatori italiani che presenteranno i propri studi ad ECTRIMS, i cui progetti sono sostenuti da AISM e la sua Fondazione, dando così una panoramica su alcuni dei tantissimi argomenti in discussione all’evento.

 

La dottoressa Laura Bonzano è attualmente ricercatrice presso il Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica sulle Malattie del Sistema Nervoso, Dipartimento di Neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica e scienze materno - infantili - DINOGMI – dell’Università di Genova. La sua attività di ricerca è incentrata sulle neuroscienze e, in particolare, negli ultimi cinque anni ha condotto la maggior parte dei suoi studi basati sulla risonanza magnetica con un interesse specifico per la sclerosi multipla. Lo studio che presenta a ECTRIMS è stato finanziato con il Bando FISM 2011.

 

Ci può descrivere la ricerca che presenta ad ECTRIMS?
«Una questione urgente nella ricerca clinica sulla sclerosi multipla (SM) è la definizione di endpoint clinici riproducibili e sensibili al cambiamento, che diano informazioni sull’accumulo di disabilità. Le note problematiche dell’EDSS come scala di disabilità costituiscono un limite nell’interpretazione di studi clinici.
In questo ambito, abbiamo utilizzato un nuovo guanto sensorizzato per studiare la strategia motoria del sistema nervoso durante movimenti fini della mano.
Abbiamo valutato un gruppo di persone con SM ed un gruppo di controllo di soggetti sani durante la ripetizione di una sequenza di opposizione del pollice alle altre dita a differenti velocità, con la mano dominante e con le due mani insieme per misurare la coordinazione bimanuale.
I parametri motori sono risultati riproducibili e hanno mostrato differenze significative tra controlli sani e persone con la SM anche con EDSS=0, indicando un’elevata sensibilità nel rilevare una compromissione subclinica non dimostrata dall’EDSS».

 

Quale obiettivo si pone il suo studio?
«Obiettivo specifico dello studio presentato al Congresso ECTRIMS 2013 è quello di investigare l'impatto della disabilità sulle funzioni motorie fini della mano in pazienti con sclerosi multipla attraverso la misura quantitativa di movimenti di opposizione delle dita, allo scopo di fornire un nuovo "punteggio" che possa integrare le informazioni ottenute mediante gli attuali metodi per la valutazione della disabilità.
Infine, potrebbe essere utile, a partire dalla Sindrome Clinicamente Isolata (CIS) suggestiva di sclerosi multipla, ottenere misure quantitative longitudinali della performance motoria della mano con tale metodologia unitamente a valutazioni dell’integrità tissutale tramite risonanza magnetica, per valutare le potenzialità di un’analisi quantitativa della performance motoria nel rilevare la disabilità subclinica in fase precoce e correlare i parametri ottenuti con indici di danno cerebrale».

 

Se dovesse dare un titolo divulgativo al suo studio quale sarebbe?
«Importanza della valutazione quantitativa ed oggettiva del deficit motorio della mano nella sclerosi multipla, verso la definizione di nuovi indici di valutazione clinica capaci di evidenziare compromissioni anche in fase precoce di malattia a scopo diagnostico».

 

Quale pensa possa essere un giorno il risultato per le persone con SM?
«I risultati di questo studio mostrano che un metodo semplice, quantitativo ed oggettivo di misurazione delle prestazioni motorie delle dita è in grado di discriminare soggetti sani e pazienti affetti da sclerosi multipla, anche a bassissima disabilità. Questa sensibilità può essere di cruciale importanza per il monitoraggio del decorso della malattia e degli effetti di un trattamento farmacologico e/o riabilitativo in pazienti con sclerosi multipla anche in fase precoce, quando le variazioni di EDSS sono piccole o assenti».

 

Da dove trae la motivazione e lo stimolo per fare il suo mestiere? E Quali emozioni le dà?
«Lavorare a contatto con clinici e pazienti, nell’ambito di studi su risonanza magnetica e sclerosi multipla, mi dà una grossa motivazione. Infatti, trovo molto stimolante l’opportunità di fare parte di una squadra multidisciplinare e molto coinvolta emotivamente e scientificamente per cercare di compiere, attraverso l’impegno di ogni giorno, passi avanti nella ricerca clinica. Con la speranza, insieme ad altri professionisti del settore, di dare risposte alle persone con SM e di migliorare la loro qualità di vita anche attraverso l’uso di metodologie innovative».

 

POSTER ECTRIMS 3 Ottobre

Finger motor performance as a new quantitative clinical endpoint in multiple sclerosis     P 342
L. Bonzano, M. Bove, F. Gallo, A. Laroni, G. Mancardi, M. Mueller, M. Pardini, L. Roccatagliata, C. Solaro, M. Sormani, A. Uccelli (Genoa, IT)

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