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Newsletter MSIF - dicembre 2012

17/12/2012

 

Aggiornamento 10 dicembre

 

 Nuove tecniche di risonanza magnetica per migliorare il rilevamento delle  lesioni del midollo spinale nella sclerosi multipla
Questo studio ha analizzato le sequenze assiali 3D con tecnica Eco di Gradiente (GRE: gradient-recalled echo) eseguite con e senza trasferimento di magnetizzazione, comparandole con immagini pesate in T2 fast-spin-echo (T2-FSE), per rilevare le lesioni tipiche della SM nel midollo spinale. La tecnica T2-FSE è l'acquisizione clinica standard per la rilevazione delle lesioni nella SM. In questo studio sono state valutate 62 persone con SM e 19 volontari sani. I risultati hanno mostrato che il numero e il volume delle lesioni rilevate era di tre volte maggiore su entrambe le sequenze GRE rispetto a T2-FSE, dimostrando così che le sequenze assiali 3D GRE, con o senza un trasferimento di magnetizzazione, migliorano il rilevamento delle lesioni SM. La qualità delle scansioni era simile tra le sequenze con circa il 5% di sequenze GRE con artefatti. Il tempo di acquisizione era simile per entrambe le sequenze. Gli autori concludono che questo studio ha evidenziato un potenziamento nel rilevamento delle lesioni del midollo spinale con immagini di risonanza magnetica che potrebbe migliorare l’accuratezza diagnostica.
Axial 3D gradient-echo imaging for improved MS lesion detection in the cervical spinal cord at 3T. Ozturk A, Aygun N, Smith SA Neuroradiology. 2012 Dec 4. [Epub ahead of print]

 

Livelli di IL17A nel siero di persone con SMRR trattate con interferone-beta
In questo studio i ricercatori hanno analizzato la relazione tra persone “non-responder” cioè non rispondenti alla terapia con interferone-beta e i livelli sierici di interleuchina 17 (IL17A). IL17A è una citochina pro-infiammatoria che è coinvolta nella patogenesi della SM. Della loro coorte di 72 persone con SM recidivante remittente trattate con interferone-beta almeno per 18 mesi, il 37,5% è risultato “non responder” con livelli di IL17A notevolmente più elevati se confrontati con il gruppo che rispondeva al trattamento. Inoltre il 26,4% era positivo per IL17A e aveva avuto un maggior numero di ricadute nei 12 mesi precedenti, oltre ad un maggior punteggio della scala EDSS.
Serum levels of IL-17A in patients with relapsing-remitting multiple sclerosis treated with interferon-β Balasa R, Bajko Z, Hutanu A Mult Scler. 2012 Dec 3. [Epub ahead of print]

 

Studio sulle cause di morte dopo 21 anni di trattamento con IFN-beta nella sclerosi multipla
Questo studio a lungo termine, randomizzato, controllato, ha analizzato le cause di morte dopo 21 anni dall’inizio del trattamento con interferone beta-1b (IFN-beta-1b). Hanno partecipato 372 persone dello studio originale, di cui 366 (98,4%) presentavano una media di 21,1 anni di trattamento. I risultati dello studio hanno mostrato che dall’arruolamento si sono verificati 81 casi di morte (21,1%) tra le 366 persone incluse. La grande maggioranza delle morti osservate, sono state riconosciute essere collegate alla SM, in particolare le morti erano dovute a infezioni polmonari. I ricercatori avevano mostrato benefici definitivi di sopravvivenza con l’IFN-beta-1b. Questi risultati supportano l'idea che il beneficio sulla mortalità da IFN β-1b è dovuto all’impatto relativo del trattamento sul processo stesso di malattia SM. Questo studio non è in grado di risolvere la questione se l'impatto della terapia sulla mortalità è la conseguenza di un trattamento precoce o di una maggiore esposizione cumulativa a IFN β-1b.
Cause of death in MS: long-term follow-up of a randomised cohort, 21 years after the start of the pivotal IFNβ-1b study. Goodin DS, Ebers GC, Cutter G BMJ Open. 2012 Nov 30;2(6). pii: e001972

 

 

Aggiornamento 4 dicembre

 

Marcatori dell’infiammazione e del danno assonale nel liquido cerebrospinale nelle forme di SM progressive
Questo studio ha analizzato i biomarcatori di infiammazione, di danno assonale e di demielinizzazione, nel liquido cerebrospinale, inoltre ha osservato se questi biomarcatori fossero associati alle forme progressive di SM. I ricercatori hanno analizzato il liquido cerebrospinale di 40 persone con SMSP, 21 con SMPP, 36 con SMRR e 20 persone di controllo con malattie neurologiche non infiammatorie utilizzando la tecnica chiamata ELISA. I risultati hanno mostrato che i biomarcatori infiammatori, l’ostepontina e la matrice metalloproteinasi 9 (MMP9), erano aumentati in tutti le persone con SM. Anche i biomarcatori di danno assonale, la catena leggera dei neurofilamenti (NFL) e la proteina basica di demielinizzazione-mielina (MBP), risultavano aumentati in tutte le persone con SM. I livelli dell’osteopontina e di CXCL13, nel liquido cerebrospinale di persone con SM progressiva, correlavano con la NFL, mentre l’osteopontina e MMP9 correlavano con MBP. In generale, i biomarcatori dell’infiammazione e del danno assonale sono continuamente aumentati nel liquido cerebrospinale di persone con SM progressiva. Questi risultati sono in linea con gli studi patologici che hanno trovato un'associazione tra infiammazione e danno assonale nella sclerosi multipla progressiva. Un risultato inaspettato in questo studio è stato che la concentrazione di MBP nel liquido cerebrospinale era leggermente diminuita, ma in modo significativo, nel corso di un anno di follow up.
CSF inflammation and axonal damage are increased and correlate in progressive multiple sclerosis. Romme Christensen J, Börnsen L, Khademi M, Olsson T, Jensen PE, Sørensen PS, Sellebjerg F. Mult Scler. 2012 Nov 24. [Epub ahead of print]

 

Anomalie metaboliche nella sostanza grigia e bianca nella SM recidivante remittente
Questo studio ha analizzato le anomalie metaboliche diffuse nella sostanza grigia e bianca, in 18 persone con SMRR, con un EDSS medio di 1,3 e in trattamento con immunomodulanti. Sono state utilizzate immagini pesate in T1 e T2 di risonanza magnetica e spettroscopia a 3Tesla di risonanza protonica con scansioni ogni 6 mesi, per tre anni. Gli autori hanno utilizzato, inoltre, la H-MRSI per la quantificazione dell’N-acetilaspartato(NAA) per la valutazione dello stato di salute neuronale, la creatinina per la densità delle cellule gliali, la colina per il turnover delle membrane e il mio-inositolo per valutare le condizioni degli astrociti. Le concentrazioni globali di NAA, colina e mioinositolo, sono state ottenute per tutta la sostanza grigia e bianca nei 360cm di volume di interesse. I risultati hanno dimostrato che la concentrazione media di creatinina, colina e mioinositolo nella sostanza bianca, era dell’8%, 12% e 11% più alta rispetto ai controlli. La concentrazione nella sostanza bianca del NAA era del 6% più bassa. Le anomalie gliali della sostanza bianca, in linea con i danni gliali e astrogliosi, erano più marcate dei deficit assonali attribuiti alla disfunzione. Non c’era correlazione tra concentrazione metabolica e EDSS, tasso di ricaduta, volume della lesione o le frazioni di sostanza grigia, sostanza bianca e fluido cerebrospinale. I cambiamenti gliali progredivano, mentre gli assoni hanno mostrato un parziale recupero, che è probabilmente correlato alla risposta al trattamento.
Serial proton MR spectroscopy of grey and white matter in relapsing-remitting MS. Kirov II, Tal A, Babb JS, Herbert J, Gonen O. Neurology. 2012 Nov 21. [Epub ahead of print]

 

Effetti dei corticosteroidi in persone con SM e leucoencefalopatia multifocale progressiva
Questo studio ha esaminato gli effetti dei corticosteroidi sulla risposta delle cellule T virus specifica, in particolare verso il virus JC, per determinare il tempo ottimale di somministrazione di corticosteroidi in persone con SM in cui il natalizumab ha causato la leucoencefalopatia multifocale progressiva (PML) e la sindrome infiammatoria da immunoricostituzione (IRIS). I risultati hanno mostrato che i corticosteroidi portano le cellule T, sia di tipo CD4+ che CD8+, verso un fenotipo meno differenziato. Si è osservata una diminuzione significativa della proliferazione della risposta delle cellule T specifica verso i virus EBV, dell’influenza e JC, dopo trattamento con corticosteroidi. I corticosteroidi hanno significativamente diminuito la proliferazione delle cellule T CD4+ specifiche per i tre virus. Inoltre, i corticosteroidi hanno significativamente diminuito la produzione di citochine da parte dei linfociti TCD8+, solo quando queste cellule erano stimolate dal virus JC, ma non dai virus EBV e dell’influenza. Quindi, i corticosteroidi hanno un effetto significativo sulla risposta delle cellule T virus-specifica, in particolare per il virus JC, e gli autori stimano che potrebbe essere deleterio somministrare corticosteroidi prima che ci siano segni di ricostituzione immunitaria, poiché il trattamento potrebbe smorzare la risposta delle cellule T specifica per il virus JC, portando alla progressione incontrastata della PML con conseguenze molto gravi. Gli autori suggeriscono che i corticosteroidi dovrebbero essere considerati come trattamento solo quando le persone mostrano i primi segni clinici o di risonanza magnetica di IRIS. Sono necessari ulteriori studi riguardanti direttamente persone con sclerosi multipla con PML causata da natalizumab.
Impairment of JCV-specific T-cell response by corticotherapy: Effect on PML-IRIS management?. Antoniol C, Jilek S, Schluep M, Mercier N, Canales M, Le Goff G, Campiche C, Pantaleo G, Du Pasquier RA Neurology. 2012 Nov 21. [Epub ahead of print]

 

 

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