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Newsletter MSIF settembre 2012

20/09/2012

 

Ultimo aggiornamento 25 settembre 2012

 Natalizumab e anticorpi
Questo gruppo di ricerca ha condotto uno studio prospettico osservazionale su un gruppo di 73 persone con sclerosi multipla trattate con natalizumab. Hanno misurato i livelli sierici del natalizumab e la concentrazione di anticorpi prima e dopo il trattamento con natalizumab, a 12 e 24 settimane, e dopo ogni anno dal trattamento inziale di natalizumab. I livelli sierici di natalizumab sono stati misurati utilizzando un nuovo sviluppo della tecnica enzimatica chiamata ELISA (Enzyme Linked Immunosorbent Assay), mentre gli anticorpi anti natalizumab sono stati misurati con una tecnica radioimmunitaria. Le scansioni di risonanza magnetica sono state effettuate con uno scanner da 1.5 Tesla e gli esami clinici sono stati condotti prima di iniziare la somministrazione di natalizumab e in seguito annualmente. Tutte le persone hanno sviluppato gli anticorpi alla ventiquattresima settimana. I risultati di questo lavoro mostrano che bassi o non rilevabili livelli sierici di natalizumab e un’alta concentrazione di anticorpi sono associati con una mancanza di efficacia del farmaco. Questo fatto pone domande sull’utilità di misurare i livelli sierici di natalizumab in futuro, utilizzando metodi altamente specifici, che potrebbero portare ad un utilizzo del natalizumab più personalizzato.
Clinical relevance of serum natalizumab concentration and anti-natalizumab antibodies in MSVennegoor A, Rispens T, Strijbis EM, Seewann A, Uitdehaag BM, Balk LJ, Barkhof F, Polman CH, Wolbink G, Killestein J.Mult Scler. 2012 Sep 19. [Epub ahead of print]

 

Nessuna evidenza di lesioni corticali alla risonanza nella neuromielite ottica
Questo studio collaborativo di neuroimmagini si è proposto di esaminare la presenza di lesioni corticali nella neuromielite ottica (NMO). Gli autori, per il rilevamento delle lesioni corticali hanno utilizzato sequenze di Risonanza Magnetica chiamate DIR (Duble Inversion Recovery), che, ad oggi, sono diventate sequenze standard negli studi in persone con SM. Sono stati analizzate 30 persone con NMO, 30 con la sclerosi multipla recidivante-remittente e 30 controlli sani. Gli autori riportano la rilevazione di lesioni corticali utilizzando queste sequenze di immagine in due terzi delle persone con sclerosi multipla ma in nessun di coloro che aveva la NMO. Gli autori perciò suggeriscono che queste immagini della sostanza grigia potrebbero essere utili nell’indagine di diagnosi incerte tra SM e NMO.
No MRI evidence of cortical lesions in neuromyelitis optica. Calabrese M, Oh MS, Favaretto A, Rinaldi F, Poretto V, Alessio S, Lee BC, Yu KH, Ma HI, Perini P, Gallo P. Neurology. 2012 Sep 19. [Epub ahead of print]

 

Studio sull’utilizzo di BG12 nella sclerosi multipla recidivante remittente
I risultati di questo studio di fase 3 randomizzato, doppio cieco e controllato con placebo sull’utilizzo di BG-12 nella sclerosi multipla recidivante remittente, hanno mostrato una riduzione del tasso annuale di ricadute di circa il 50% rispetto al placebo. In generale è stata osservata una riduzione relativa del rischio di progressione di disabilità in circa un terzo delle persone trattate. Infine l’utilizzo di un regime di dosaggio di tre volte al giorno non è risultato superiore ad un regime di due volte al giorno.
Placebo-controlled phase 3 study of oral BG-12 for relapsing MS Gold R, Kappos L, Arnold DL, Bar-Or A, Giovannoni G, Selmaj K, Tornatore C, Sweetser MT, Yang M, Sheikh SI, Dawson KT; DEFINE Study Investigators.N Engl J Med. 2012 Sep 20;367(12):1098-107.

 

 

17 settembre 2012

 

Lesioni corticali nella sclerosi multipla e gravità di malattia
Questo studio istopatologico riassume i dati istologici post mortem delle lesioni corticali in una coorte di persone con sclerosi multipla. Circa la metà delle persone esaminate mostravano “orli di microglia attivata” (RAM) ai bordi delle lesioni corticali, mentre l’altra metà no. Il confronto con i dettagli clinici ha mostrato che le persone che presentavano la microglia attivata erano deceduti in giovane età, avevano avuto una minor durata di malattia e un maggior numero di lesioni nella sostanza bianca. Gli autori concludono che questa eterogeneità istopatologica nella patologia corticale potrebbe essere predittiva della gravità di malattia.
Heterogeneity of cortical lesions in MS: Clinical and pathologic implications.  Kooi EJ, Strijbis EM, van der Valk P, Geurts JJ. Neurology. 2012 Sep 12. [Epub ahead of print]

 

Anticorpi neutralizzanti e riduzione dell’efficacia del trattamento con interferone beta
Questo nuovo studio multicentrico ha esaminato la prevalenza di anticorpi neutralizzanti (NAbs) in persone con sclerosi multipla giapponesi e trattate con interferone beta. Gli autori hanno visto che il 5,2% di coloro che erano trattati con IFN-beta1a e il 30% di persone con sclerosi multipla trattate con IFN-beta1b erano positivi ai NAbs; inoltre la maggior incidenza di anticorpi si riscontrava nelle persone trattate per più di un anno e la concentrazione degli anticorpi era associata alle misure cliniche e radiologiche dell’attività di malattia. Gli autori concludono che il test routinario di dosaggio dei NAbs dovrebbe essere raccomandato nelle popolazioni asiatiche per assicurare l’identificazione precoce di coloro che potrebbero beneficiare di cambiamenti nella terapia.
Neutralising antibodies are associated with a reduction of Interferon-β efficacy during the treatment of Japanese MS patients.  Sato DK, Nakashima I, Fukazawa T, Shimizu Y, Tomizawa Y, Yokoyama K, Misu T, Creeke PI, Farrell R, Giovannoni G, Itoyama Y, Fujihara K, Aoki M.Tohoku J Exp Med. 2012;228(2):85-92.

 

Determinazione automatizzata della frazione di parenchima cerebrale nella sclerosi multipla
Gli autori hanno analizzato l’atrofia cerebrale come manifestazione del danno tissutale nella sclerosi multipla, utilizzando un’innovativa tecnica di frazionamento del tessuto cerebrale (SyMAP). La frazione di parenchima cerebrale (BPF) è stata calcolata automaticamente sulla base della quantificazione assoluta del tasso di rilassamento del tessuto e della attenuazione protonica. Questo metodo è relativamente veloce con un tempo di acquisizione minore di sei minuti e un tempo di post processamento minore di due minuti. Una differenza significativa è stata osservata nella frazione di parenchima cerebrale tra le persone con sclerosi multipla e i controlli, inoltre è stata trovata una relazione lineare tra la BPF e l’età, la durata di malattia e la scala di disabilità EDSS.
Automated determination of brain parenchymal fraction in MS. Vågberg M, Lindqvist T, Ambarki K, Warntjes JB, Sundström P, Birgander R, Svenningsson A. AJNR Am J Neuroradiol. 2012 Sep 13. [Epub ahead of print]

 

 

Ultimo aggiornamento 10 settembre 2012

 

Allattamento al seno e rischio di sviluppare la sclerosi multipla
Questo nuovo studio epidemiologico, condotto su 245 persone con sclerosi multipla e 296 soggetti di controllo, ha trovato una correlazione tra l’allattamento al seno nella prima infanzia e il rischio di sviluppare la malattia. I dati suggeriscono che l’allattamento al seno svolgerebbe un ruolo  protettivo verso lo sviluppo della malattia ma questo effetto compare solo dopo 4 mesi di allattamento. Questi risultati sono simili a quelli trovati da altri precedenti studi su altre malattie autoimmuni e forniscono ulteriori informazioni sul possibile beneficio dell’allattamento al seno.
Breastfeeding is associated with lower risk for multiple sclerosis. Conradi S, Malzahn U, Paul F, Quill S, Harms L, Then Bergh F, Ditzenbach A, Georgi T, Heuschmann P, Rosche B. Mult Scler. 2012 Sep 4. [Epub ahead of print]

 

Interferone beta per sclerosi multipla secondariamente progressiva
Questa revisione sistematica, condotta sui trattamenti con interferone beta nelle forme secondariamente progressive (SMSP) di sclerosi multipla, ha incluso 5 trial randomizzati e controllati con placebo. Tale revisione ha trovato che, nonostante il tasso di ricadute fosse ridotto in coloro che avevano ricevuto il trattamento verso il placebo, la progressione alla disabilità non era diminuita.
Interferon β for secondary progressive multiple sclerosis: a systematic review.La Mantia L, Vacchi L, Rovaris M, Di Pietrantonj C, Ebers G, Fredrikson S, Filippini G J Neurol Neurosurg Psychiatry. 2012 Sep 5. [Epub ahead of print

 

Ginkgo biloba e funzioni cognitive nella sclerosi multipla
Gli autori hanno valutato gli effetti del ginkgo biloba sulle funzioni cognitive in persone con SM con disturbi cognitivi. I risultati hanno mostrato che il trattamento con 120mg di ginkgo somministrato due volte al giorno non migliorava le performance cognitive delle persone con sclerosi multipla.
Ginkgo biloba does not improve cognitive function in MS: A randomized placebo-controlled trial. Lovera JF, Kim E, Heriza E, Fitzpatrick M, Hunziker J, Turner AP, Adams J, Stover T, Sangeorzan A, Sloan A, Howieson D, Wild K, Haselkorn J, Bourdette D. Neurology. 2012 Sep 5. [Epub ahead of print]

 

 

Ultimo aggiornamento 3 settembre 2012

 

Terapie modificanti la malattia per la SM durante la gravidanza
Gli autori di questo studio hanno fatto una revisione sistematica dei dati attualmente disponibili sulla sicurezza delle terapie modificanti la malattia assunte da donne con sclerosi multipla durante la gravidanza. Utilizzando il software ”Pubmed EMBASE”, gli autori hanno trovato 761 casi di gravidanze in donne che erano in trattamento con interferone beta, 97 con glatiramer acetato e 35 con natalizumab. La maggior parte degli studi era di piccole dimensioni e nessun studio era valutato come eccellente. I migliori studi prospettici hanno suggerito che il trattamento con interferone beta era associato ad un minor peso medio alla nascita, ad una minore lunghezza media e ad un parto pretermine (<37 settimane), ma non era associato ad un basso peso alla nascita (<2,500 g), ad un parto cesareo, ad anomalie congenite (incluse malformazioni), o ad aborti spontanei. Nonostante risultati simili non siano stati osservati in studi con glatiramer acetato o con natalizumab, questi studi erano di più piccole dimensioni e pertanto sarebbero necessari ulteriori lavori per stabilire la sicurezza di questi trattamenti. Gli autori concludono che l’interruzione del trattamento prima del concepimento dovrebbe ancora essere raccomandata.
Disease-modifying drugs for multiple sclerosis in pregnancy: A systematic review. Lu E, Wang BW, Guimond C, Synnes A, Sadovnick D, Tremlett H Neurology. 2012 Aug 29. [Epub ahead of print]

 

Effetti di training fisico in persone con SM
In questo articolo, gli autori riportano gli effetti di due regimi di esercizi (acquatico e a terra) di resistenza in persone con sclerosi multipla. I pazienti sono stati sottoposti a uno dei due programmi di esercizi in modo randomizzato, ed è stato chiesto loro di esercitarsi 30 minuti al giorno per tre settimane. I dati suggeriscono che entrambi i programmi di esercizi hanno prodotto miglioramenti delle funzioni cardiorespiratorie. Gli autori, inoltre, hanno visto che il training di resistenza in acqua utilizzando una bici acquatica, potrebbe portare ad ulteriori benefici sulla produzione di neurotrofine. Inoltre hanno rilevato che coloro che facevano gli esercizi in acqua mostravano un aumento significativo della concentrazione del fattore neurotrofico BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) a riposo e dopo esercizio fisico (p<0.05) e che anche il fattore neurotrofico NGF (nerve growth factor) tendeva ad aumentare dopo il training in questo gruppo di persone. Questi risultati sono particolarmente interessanti per programmare progetti riabilitativi.
Training in MS: influence of two different endurance training protocols (aquatic versus overland) on cytokine and neurotrophin concentrations during three week randomized controlled trial. Bansi J, Bloch W, Gamper U, Kesselring J. Mult Scler. 2012 Aug 30. [Epub ahead of print].

 

Vitamina D e disabilità nelle persone con SM
In questo studio longitudinale di 5 anni su una coorte di persone con sclerosi multipla, gli autori hanno valutato 499 persone con sclerosi multipla recidivante remittente su base annuale e hanno trovato una relazione inversamente proporzionale tra i livelli sierici di vitamina D e il rischio di sviluppare nuove lesioni T2 alla risonanza magnetica cerebrale. Inoltre, ciascun incremento di 10 ng/ml dei livelli di vitamina D era associato ad una minore disabilità successiva e c’era un trend non statisticamente significativo verso un basso tasso di ricadute in coloro che avevano alti livelli di vitamina D. Gli autori suggeriscono che questi risultati forniscono ulteriore supporto per condurre studi clinici sulla vitamina D.
Vitamin D status predicts new brain magnetic resonance imaging activity in multiple sclerosis. Mowry EM, Waubant E, McCulloch CE, Okuda DT, Evangelista AA, Lincoln RR, Gourraud PA, Brenneman D, Owen MC, Qualley P, Bucci M, Hauser SL, Pelletier D. Ann Neurol. 2012 Aug;72(2):234-40. doi: 10.1002/ana.23591.

 

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