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Studi di diagnosi di CCSVI e di alterazioni del flusso venoso

07/11/2012

 

 

Studio sulla prevalenza della CCSVI nella SM con analisi di risonanza magnetica e sonografica
L’obiettivo di questo studio prospettico è stato di verificare se la CCSVI esiste, accertare la sua associazione con la SM e stabilire quali strumenti possano essere utili per stabilire la sua presenza. Gli autori hanno valutato se la neurosonografia possa fornire informazioni sul flusso venoso cerebrale utili per un primo screening, se le analisi sonografiche sono supportate dalla venografia con risonanza magnetica (MRV) a 3T e valutare se queste due tecniche riflettono la vera anatomia venosa vista con la venografia transluminale. Sono stati analizzati con analisi sonografiche 206 persone con diversi tipi di SM e 70 soggetti senza SM e si è visto che la CCSVI era presente nel 3.88% di soggetti SM e nel 7.14% dei controlli (p=0.266, Pearson chi-square = 1.24). Nessuno dei soggetti positivi presentava più di due criteri. Questi risultati indicano una bassa prevalenza della CCSVI sia nelle persone con SM  sia nei controlli.

Gli autori hanno riscontrato una correlazione tra i dati sonografici e MRV in 83 persone con SM e gli autori concludono che la tecnica MRV presenta dei vantaggi per l’accesso a certe regioni del sistema venoso che sono poco visibili con gli esami sonologici. Entrambe le tecniche forniscono informazione differenti ma complementari e forniscono risultati generalmente congruenti. Il risultato più importante è che nessuna delle tecniche utilizzate (neurosonologia, venografia con risonanza magnetica, venografiatransluminale) supporta la CCSVI come concetto sostenibile.
Prospective, case-control study of CCSVI with imaging-blinded Assessments J. Wolinsky, L. Kramer, A. Barreto, A. Cohen, S. Brod, T.-T. Bui, P. Narayana, J. Jemelka, F. Nelson,J. LindseyUniversity of TexasHealthScienceCenter (Houston, US)

 

Analisi sonografica e angiografia delle vene giugulari interne per la diagnosi di CCSVI nella SM.
Questo studio prospettico ha analizzato l’accuratezza diagnostica dei correnti criteri sonologici per la CCSVI. I risultati, delle analisi di 256 vene giugulari interne di 126 persone con SM e di 15 controlli sani, ottenute con sonografia Doppler, sono stati confrontati ai risultati del test di riferimento, la venografia con catetere. In particolare sono stati confrontati i risultati ottenuti con i criteri sonologici proposti da Zamboni con dei nuovi criteri proposti dalla Società Internazionale di Malattie Neurovascolari e sono stati anche analizzati 41 diversi parametri sonologici non utilizzati dagli attuali criteri. Tutti questi parametri sono stati messi a confronto con i risultati venografici. Anche se i pattern sonografici trovati suggeriscono anomalie di deflusso molto comuni nelle persone con sclerosi multipla, la loro accuratezza diagnostica è risultata limitata. L’analisi di regressione multivariata ha rilevato che alcune variabili erano associate ad un aumento di prevalenza di anomalie venografiche. Tuttavia, c'era una grande sovrapposizione tra persone con SM positive e negative alla venografia e anche utilizzando nuovi parametri gli autori non sono riusciti a creare un insieme affidabile di criteri ecografici. Gli autori concludono che i loro risultati  mostrano chiare carenze nella comprensione dell’emodinamica venosa e che sono necessarie maggiori ricerche per migliorare l’accuratezza diagnostica dell’emodinamica venosa. Suggeriscono anche che, attualmente, la venografia con catetere potrebbe essere un esame “gold standard” un po’ offuscato per il rilevamento delle vene giugulari interne e che dovrebbe essere usato un approccio multimodale utilizzando altre tecniche.
A prospective study comparing ultrasonography and angiography of internal jugular veins in multiple sclerosis patients M. SimkaEuromedic Medical Center (Katowice, PL)

 

Analisi sonografica intravascolare evenografia con catetere per la diagnosi di CCSVI nella SM: studio PREMise
Lo studio PREMise (Prospective Randomized Endovasculartherapy in Multiple Sclerosis) è uno studio di angioplastica endovascolare che ha coinvolto 30 persone con SMRR, con almeno due criteri sonologici venosi emodinamici positivi e si è proposto di analizzare la frequenza delle anomalie extra-craniche nelle vene azygos e giugulari interne confrontando la venografia con catetere alle analisi sonografiche intravascolari. I risultati indicano che le tecniche sonografiche intravascolari per la valutazione delle vene azygos e giugulari interne hanno rilevato un tasso maggiore di anomalie venose rispetto alla venografia con catetere. Gli autori concludono che le tecniche sonografiche intravascolari forniscono un vantaggio diagnostico rispetto al “gold standard” della venografia nel rilevare anomalie venose indicative di CCSVI.
Comparison of intravascular ultrasound to gold standard catheter venography for detection of extra-cranial venous abnormalities indicative of CCSVI: results of the PREMiSe (Prospective Randomized Endovascular therapy in Multiple Sclerosis) study Y. Karmon, R. Zivadinov, B. Weinstock-Guttman, K. Dolic, C. Kennedy, K. Marr, V. Valnarov, A.SiddiquiJacobs Neruological Institute (Buffalo, US); Buffalo Neuroimaging Analysis Center (Buffalo, US); University at Buffalo (Buffalo, US)

 

Revisione sistematica sull’associazione tra CCSVI e SM
Questa revisione sistematica, ha esaminato l’associazione tra CCSVI e SM utilizzando alcuni database elettronici: Ovid MEDLINE, Centro Registri Cochrane di Trials Controllati (Marzo 2005-2012) e EMBASE (Marzo 2005-2012).Gli studi considerati per l’analisi dovevano essere stati pubblicati con procedimento peer-reviewed, aver utilizzato sonografia Doppler o venografia con risonanza magnetica per la diagnosi di CCSVI e aver confrontato persone con SM rispetto a controlli e/o rispetto a persone con altre malattie neurologiche(OND). Risultano tuttora analizzati 14 studi che hanno valutato la frequenza della CCSVI nella SM con sonografia Doppler di cui 11 studi hanno confrontato la SM rispetto a controlli sani mentre gli altri 5 lavori hanno messo a confronto la SM con le OND. Questa revisione sistematica ha trovato un’associazione significativa tra SM e CCSVI rispetto ai  controlli sani ma non chiara considerando SM versus OND. Gli autori sottolineano che l’eterogeneità e i limiti metodologici dei metodi randomizzati, dei gruppi di controllo e la mancanza di cecità impediscono conclusioni definitive. Al momento i risultati dimostrano una associazione tra CCSVI e SM ma non un nesso causale.
A systematic review of the association between chronic cerebrospinal venous insufficiency and multiple sclerosis J.M. Burton on behalf of the Canadian CCSVI Systematic Review Group

 

Stato di idratazione e diagnosi di CCSVI mediante analisi sonografiche
I criteri standard di diagnosi della CCSVI derivano da valutazioni ultrasonografiche delle vene giugulari interne e delle vene vertebrali e delle vene cerebrali profonde. Gli autori si sono proposti di analizzare l’effetto dello stato di idratazione sui criteri di diagnosi CCSVI. Sono state osservate 11 persone SM (9 SMRR, 1 SMSP, 1 SMPP) e 5 che non avevano la SM, ma che facevano parte di un altro studio in corso sulla CCSVI. Sono state invitate ad effettuare due analisi ultrasonografiche aggiuntive in condizioni di idratazione lieve e dopo reidratazione. Su precedenti diagnosi ultrasonografiche 2 persone presentavano 0 criteri per diagnosi di CCSVI, sette persone avevano 1 criterio solo mentre gli altri avevano >=2 criteri. In questo studio di idratazione sono stati valutati 4 su 5 criteri. I risultati hanno mostrato che i 7 soggetti che presentavano >=2 criteri dopo idratazione non risultavano più positivi per i criteri visti in precedenza. Gli autori concludono che l’idratazione può confondere le valutazioni ultrasonografiche e che dovrebbe essere considerata la standardizzazione dello stato di idratazione dei soggetti analizzati.
Hydration status may confound CCSVI ultrasound assessment C. Diaconu, R. Fox, M. Lu, A. Grattan, A. Rae-Grant, H. Gornik, S. Kim Cleveland Clinic (Cleveland, US)

 

Analisi della CCSVI in persone danesi con SMRR
Lo scopo dello studio è stato validare la presenza della CCSVI in 24 persone con SMRR e 15 controlli sani utilizzando la sonografia e confrontandola con misure venografiche con risonanza magnetica del flusso venoso e della morfologia. I risultati della sonografia non hanno rilevato alcun soggetto positivo per la CCSVI. Solo una persona con SM e 2 controlli sani sono risultati positivi per un solo criterio CCSVI. La venografia ha mostrato stenosi non significative delle vene giugulari interne in due soggetti con SM mentre sono state rilevate stenosi in due controlli sani. Non si sono riscontrate differenze nelle misure con RM a contrasto di fase del flusso venoso delle vene cervicali in coloro che avevano la  SM e nei controlli Gli autori concludono che i loro dati non supportano la presenza di patologie vascolari nella SMRR né l’ipotesi della CCSVI.
Chronicronic cerebrospinal venous insufficiency and extracranial venous stenoses in Danish multiple sclerosis patients M. Blinkenberg, P. Åkeson, H. Sillesen, S. Lövgaard, F. Sellebjerg, O.B. Paulson, H.B. Siebner, P.S. Sørensen Copenhagen University Hospital (Copenhagen, DK)

 

Studio sull’associazione tra CCSVI e SM pediatrica
Gli autori di questo studio hanno analizzato la presenza della CCSVI in 26 persone con SM pediatrica (età <=18), 13 giovani adulti con esordio di SM in età pediatrica e 26 controlli sani per capire se la CCSVI potesse essere un fattore eziologico della malattia. L’analisi sonologica non ha mostrato associazione tra la frequenza della CCSVI e i vari gruppi analizzati e i risultati indicano che raramente si osserva la presenza della CCSVI nella SM pediatrica non supportando un possibile ruolo eziologico della CCSVI nella SM. Inoltre l’anatomia delle vene e il tasso del flusso, analizzati con venografia con SM e una tecnica diRisonanza Magnetica a contrasto di fase chiamata PC-MRI ,indicano che il deflusso venoso è intatto nei soggetti con SM pediatrica.
No evidence for impairment in venous haemodynamics in children or young adults with paediatric-onset multiple sclerosisB. Banwell, S. Laughlin, J. Traubici, S. Khan, K.Y. Chan, R.A. Marrie, C.K. Macgowan The Hospital for Sick Children (Toronto, CA); University of Manitoba (Winnipeg, CA)

 

Studio sulla prevalenza della CCSVI nella SM pediatrica
Lo studio si è proposto di valutare la prevalenza della CCSVI in 23 persone con SM pediatrica, 10 con OND e 20 controlli sani utilizzando i criteri eco-color Doppler proposti. I risultati hanno mostrato una prevalenza del 43,5% nella SM, del 40% nelle OND e del 30% nei controlli sani indicando così che non ci sono differenze significative tra i diversi gruppi analizzati. Gli autori concludono che questi dati non supportano la CCSVI come causa primaria nello sviluppo della SM o delle OND.
Prevalence, sensitivity and specificity of chronic cerebrospinal venous insufficiency in paediatric multiple sclerosis R. Zivadinov, E.A. Yeh, K. Marr, V. Valnarov, C. Kilanowski, M. Karpinski, E. Carl, C. Kennedy, B. Weinstock-GuttmanBuffalo Neuroimaging Analysis Center (Buffalo, US); Jacobs Neruological Institute (Buffalo, US)

 

Studio di prevalenza della CCSVI nella SM e nella sindrome clinicamente isolata
Questo studio pilota si è proposto di valutare la prevalenza della CCSVI in 5 persone con SM, 10 con sindrome clinicamente isolata (CIS) e 15 controlli sani utilizzando analisi sonologiche condotte in cieco, da sonologi formati secondo il protocollo Zamboni. Per mantenere la cecità ogni soggetto analizzato è stato posizionato e coperto da un ricercatore assistente prima dell’arrivo dell’operatore addetto ad eseguire l’esame. Inoltre i soggetti sono stati invitati a non parlare durante l’esame e per facilitarli è stata messa una musica di sottofondo. L’assistente è rimasto nella stanza durante l’esame e la validazione della cecità è stata valutata anche da un questionario completato da colui che eseguiva l’esame al termine di ciascun esame. I risultati non confermano la presenza della CCSVI nella SM nelle CIS e neanche nei controlli. Gli autori riportano una descrizione dettagliata della metodologia condotta e suggeriscono che può essere importante nella interpretazione della letteratura scientifica sulla CCSVI.
Chronic cerebrospinal venous insufficiency in MS/CIS is not consistently observed with a blinded ultrasound protocol K. Knox, J. Gitlin, S. Harvey, C. Hayward, S. Wiebe, C. Voll, P. Szkup, R. Otani University of Saskatchewan (Saskatoon, CA)

 

Studio sulla prevalenza della CCSVI in altre malattie neurologiche
Lo scopo di questo studio è stato quello di analizzare la prevalenza della CCSVI in una vasta coorte di persone con OND, e controlli sani utilizzando i 5 criteri specifici eco-color Doppler (ECD) proposti da Zamboni. Sono state condotte analisi ECD transcraniche e extra-craniche su 78 persone con OND e 234 controlli sani. La prevalenza della CCSVI è risultata del 53.9% in coloro che avevano le OND e del 29.9% nei controlli sani (p<0.001). I risultati indicano un aumento della CCSVI nelle OND rispetto ai controlli sani ma con una bassa specificità. La prevalenza osservata nelle OND, simile a quella osservata in precedenza nella SM dagli stessi autori, non supporta che la CCSVI possa essere la causa delle OND e della SM. Non sono state viste differenze significative tra OND e controlli sani dei criteri venosi emodinamici extra-cranici suggerendo che la maggior prevalenza della CCSVI osservata nelle OND è dovuta ad un aumento della frequenza del criterio intra-cranico numero 2, che corrisponde alla situazione di reflusso venoso cerebrale profondo.
Prevalence, sensitivity and specificity of chronic cerebrospinal venous insufficiency in other neurologic diseases. A case-control study R. Zivadinov, K. Marr, V. Valnarov, C. Kilanowski, C. Kennedy, T. Guttuso, D. Lichter, N. Silvestri, L. Fugoso, E.A. Yeh, M. Ramanathan, R. Benedict, E. Carl, D. Hojnacki, B. Weinstock-Guttman Buffalo Neuroimaging Analysis Center (Buffalo, US); Jacobs Neruological Institute (Buffalo, US); University at Buffalo (Buffalo, US)

 

Studio sulla correlazione tra fatica, depressione e CCSVI nella SM
In questo studio gli autori hanno studiato la correlazione tra anomalie del flusso venoso e i sintomi della fatica e depressione in 14 persone con SM e controlli sani,valutate tramite esame sonografico Doppler. E in particolare le anomalie venose sono state diagnosticate sulla base dei 5 criteri diagnostici proposti da Zamboni, mentre la fatica e la depressione sono state valutate con la Fatigue Severity Scale (FSS) e con scala HADS (Hospital Anxiety Depression Subscale). I risultati hanno mostrato una scarsa associazione tra CCSVI e SM e le anomalie del flusso venoso sono state riscontrate anche in un controllo sano. Inoltre non è stata riscontrata alcuna correlazione tra fatica e CCSVI. Gli autori concludono che non possono confermare l’ipotesi di associazione tra CCSVI e fatica e depressione.
Cerebrospinal venous outflow in MS patients and fatigue/depression E.L.J. Hoogervorst, S.C. Tromp, S.T.F.M. Frequin St Antonius Hospital (Nieuwegein, NL)

 

Studio prospettico dell’emodinamica venosa nella SM
Questo studio ha analizzato con analisi sonografica Doppler, seguendo i 5 criteri proposti da Zamboni per la diagnosi di CCSVI, 90 persone con SM e 41 controlli. Per documentare il decorso naturale della CCSVI un gruppo random di persone (52 con SM e 28 controlli) sono state riesaminate con sonografia. Inoltre sono stati analizzati l’indice del metabolismo del ferro e la presenza di segni periferici di alterazioni di flusso venoso. I risultati hanno mostrato che alla prima analisi 8 persone con SM (8.9%) su 90 totali erano positive per la CCSVI mentre nessun controllo lo era. Queste 8 persone erano anziane, avevano maggiori disabilità e un maggior decorso di malattia ma l’analisi multivariataha mostrato che l’EDSS era un fattore d’associazione indipendente rispetto alla CCSVI. La diagnosi di CCSVI non è stata riconfermata in 3 persone su 5 durante il follow-up mentre sono state identificate 2 nuove persone con CCSVI. Non è stata trovata nessuna relazione tra CCSVI e il metabolismo del ferro nei soggetti con SM. Gli autori concludono che la CCSVI non è comune e che è un epifenomeno secondario alla SM ed è collegato a maggiori disabilità neurologiche e presenza di vene varicose alle gambe. Inoltre la determinazione della CCSVI con ECD non è affidabile a causa del decorso naturale fluttuante dell’emodinamica venosa extracranica.
A prospective follow-up of the venous haemodynamics in patients with MS: the fluctuating natural course of CCSVI L.H. Visser, L. van den Berg, A. van der Zande, G. van den Berg, B. Westerhuis St. Elisabeth Hospital (Tilburg, NL)

 

Studio della CCSVI nella SM con Fotopletismografia Cerebrale Transcranica
L’obiettivo di questo studio è stato quello di analizzare il flusso venoso cerebrale in 30 persone con SM (21 RR, 2 SP, 2 PP e 5 CIS) e in controlli con la tecnica non invasiva, che si fonda sullo studio della diffusione dei raggi infrarossi nei tessuti per studiarne l’irrorazione, chiamata Fotopletismografia Cerebrale Transcranica. Dopo la compressione delle vene giugulari interne l’incremento del flusso sanguigno venoso è risultato significativamente inferiore nella SM rispetto ai controlli, però non sono state rilevate occlusioni delle vene giugulari interne e nessuna differenza significativa della velocità del flusso venoso di queste vene sia nella SM che nei controlli. Gli autori concludono che sembra essere presente una minore pressione del flusso nelle vene e capillari della corteccia frontale nelle coorte SM analizzata. Questa condizione non permette la congestione delle vene cerebrali in posizione verticale e potrebbe spiegare il miglioramento dei sintomi nelle persone con sclerosi multipla dopo la dilatazione con palloncino delle stenosi delle vene giugulari e azygos perché, in questa condizione, un piccolo aumento nella resistenza di deflusso venoso cerebrale potrebbe ostacolare il flusso di sangue del microcircolo cerebrale.
Cerebral venous outflow in multiple sclerosis studied by transcranial brain photoplethysmography S. Viola, P. Viola, P. Litterio, M.P. Buongarzone, L. Fiorelli S. Pio Hospital (Vasto, IT); Emergency Medical Service (Atessa, IT); S. Pio Hospital Vasto (Vasto, IT)

 

Analisi del flusso sanguigno venoso e arterioso intra ed extra cranico e del liquido cerebrospinale nella SM
Gli autori si sono proposti di quantificare con la tecnica non invasiva di Risonanza Magnetica 2D Phase-Contrast (PC-MRI) il liquido cerebrospinale e il flusso sanguigno venoso e arterioso in 17 persone con SM e in 12 controlli sani. Questi risultati preliminari non hanno mostrato differenze significative tra persone con SM e soggetti sani dei flussi venosi cerebrali e cervicali contraddicendo così la teoria dell’insufficienza venosa. L’analisi del liquido cerebrospinale ha mostrato un aumento di oscillazioni dinamiche in coloro che avevano la SM solo a livello cervicale. Gli autori sottolineano l’importanza dell’approccio globale del flusso dinamico nei diversi compartimenti craniali (arterioso, venoso e liquido cerebrospinale). Da notare che l’aumento oscillatorio dinamico a livello del volume del liquido cerebrale è stato dimostrato a livello cervicale nella SM, che contrasta con il normale flusso dell’acquedotto riflettendo una compliance modificata del compartimento subaracnoideo del liquido cerebrospinale.
Intra and extra cranial arterial, venous and CSF analysis comparing MS patients and healthy controls S. El Sankari, O. Balédent, V. van Pesch, T. Duprez, C. Sindic Cliniques Universitaires Saint-Luc (Bruxelles, BE); CHU Nord Amiens (Amiens, FR)

 

Studio delle anomalie di regolazione del flusso sanguigno cerebrale nella SM
La normale attività neuronale è strettamente legata e dipendente dall'aumento del flusso sanguigno per la fornitura di ossigeno e glucosio. Lo scopo di questo studio è stato valutare, in 16 persone con SM (14 con SMRR e 2 con SMSP) e 13 controlli, se vi siano anomalie di regolazione del flusso sanguigno cerebrale nella SM, misurando la reattività cerebrovascolare con la tecnica di risonanza magnetica “ipercapnia perfusione”. L’anidride carbonica (CO2) è un potente vasodilatatore ed un aumento della tensione CO2 nel sangue (ipercapnia) determina un aumento del flusso sanguigno cerebrale. I risultati indicano una diminuzione della reattività media cerebrovascolare parenchimale dell’intero cervello, nella SM rispetto ai controlli, di oltre il 30% che suggerisce un’alterata risposta vascolare durante le attività neuronali che potrebbe colpire il trasporto di ossigeno effettivo, in particolare ai neuroni sani precedentemente attivi con aumento della richiesta di ossigeno (attività di ipossia indotta) e portare nel tempo alla neurodegenerazione.
Impaired cerebrovascular reactivity in multiple sclerosis measured with hypercapnia perfusion magnetic resonance imaging Y. Ge, Y. Zhou, H. Lu, F. Xu, I. Kister, H. Jaggi, J. Herbert, R. Grossman. New York University School of Medicine (New York City, US); UT Southwestern Medical Center (Dallas, US)

 

Analisi di alterazioni venose cerebrali nella sclerosi multipla con venografia SWI
Lo scopo di questo studio è stato determinare, in 40 persone con SM e in 22 controlli sani la sensibilità e la specificità di ridotta visibilità della vascolarizzazione venosa utilizzando la tecnica di venografia SWI (Susceptibility Weighted Imaging) e confrontarla con le valutazioni di atrofia cerebrale totale. I risultati mostrano un’alterata visibilità della vascolarizzazione venosa alla venografia SWI con alta sensibilità e specificità per la SM. Gli autori concludono che i valori della venografia SWI per la diagnosi della SM devono essere ulteriormente analizzati nelle fasi iniziali della malattia e confrontati con altre malattie neurologiche.
Sensitivity and specificity of SWI venography for detection of cerebral venous alterations in multiple sclerosis. C. Beggs, S. Shepherd, M. Dwyer, P. Polak, C. Magnano, E. Carl, G. Poloni, B. Weinstock-Guttman, R. Zivadinov University of Bradford (Bradford, UK); Buffalo Neuroimaging Analysis Center (Buffalo, US); Jacobs Neruological Institute (Buffalo, US)

 

Analisi della visibilità delle vene cerebrali con immagini di SWI in persone con CIS e SMRR
Studi precedenti hanno descritto che persone con SMRR mostrano una significativa ridotta visibilità delle vene della sostanza bianca periventricolare con immagini di SWI (vedi sopra), se messi a confronto con controlli sani, con correlazione negativa del carico di lesioni T2. In questo studio gli autori si sono proposti di estendere le analisi a 101 persone con sindrome clinicamente isolata (CIS), che rappresenta stadi precoci di possibile SM. Il 58% di coloro che aveva una CIS presentava lesioni cerebrali subcliniche mentre il 42% ne era privo. Le persone con CIS con lesioni e SMRR hanno mostrato, nella sostanza bianca sopra-ventricolare, una diminuzione nel numero di pixel venosi, associati alla presenza di lesioni T2. Gli autori suggeriscono che questi risultati riflettono una diminuzione della emoglobina ossigenata e supportano il concetto di un diffuso processo ipometabolico nella SM.
Brain medullary veins visibility with susceptibility-weighted MR imaging in clinically isolated syndromes and relapsing-remitting multiple sclerosis. A. Rovira, F. Aymerich, C. Auger, E. Huerga, R. Mitjana, M. Tintoré, J. Alonso, X. MontalbanHospital Valld'Hebron (Barcelona, ES)

 

Alterazioni dell’emodinamica cerebrale venosa nella SM
Lo studio si è proposto di analizzare le anomalie del flusso sanguigno cerebrale in 23 persone con SMRR e 21 controlli, e di valutare la misura cerebrale arteriosa emodinamica del tempo di transito arterioso insieme al flusso cerebrale venoso utilizzando la tecnica non invasiva di sequenze di risonanza magnetica “Arterial Spin Label”. La disabilità delle persone con SM è stata valutata con scala EDSS (Expanded Disabilty Status Scale) e con punteggio MSFC (Multiple SclerosisFunctional Composite). I risultati hanno mostrato la combinazione della riduzione del flusso cerebrale venoso e di un prolungato tempo di transito arterioso nella sostanza grigia profonda con un aumento del flusso cerebrale venoso nella sostanza bianca che appare normale. Questo suggerisce che il sangue potrebbe essere deviato dalla sostanza grigia alla sostanza bianca nelle persone con SMRR. Questa frase è lunga Questo potrebbe essere dovuto ad un aumento della richiesta metabolica e/o a cambiamenti vascolari indotti dall’infiammazione. Gli autori concludono che questo studio è la prima descrizione di un’associazione del tempo di transito arterioso prolungato nella sostanza grigia profonda con un aumento delle disabilità e suggeriscono la potenzialità del tempo di transito arterioso nel riflettere una patofisiologia clinicamente rilevante, che potrebbe non essere rilevata dalla sola misura del flusso sanguigno cerebrale.
Alteration in cerebral haemodynamics in multiple sclerosis D. Paling, E. Petersen, D. Tozer, C. Wheeler-Kingshott, R. Kapoor, D. Miller, X. GolayUniversity College London (London, UK); University Medical Centre (Utrecht, NL)

 

Valutazione pilota di un protocollo come nuovo strumento diagnostico per valutare la funzionalità venosa nella SM e in OND
Come parte dello studio CoSMo promosso dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla sulla prevalenza della CCSVI nella SM, lo studio PREP (Valutazione Pilota della Riproducibilità dello Studio CoSMo) si è proposto di valutare la variabilità tra diversi sonologi. La metodologia qui presentata propone una valutazione multicentrica pilota a triplo cieco che ha incluso 60 persone con SMRR e 4 Centri che hanno eseguito esami ECD seguiti da analisi angioRM dell’albero venoso cerebrale. Il presente studio ha combinato l'elevata capacità morfologica della venografiadi Risonanza Magnetica(MRV) ed i parametri emodinamici come la velocità di flusso del sangue e del flusso sanguigno cerebrale ottenuti con ECD. Vengono confrontati la direzione del flusso e lo spettro intracranico venoso ottenuti con Color-Coded Doppler Transcranico (TCCD). Le 4 coppie di neurosonologi conoscono le condizioni cliniche dei soggeti ma sono in cieco per quanto riguarda i risultati sonografici ottenuti dagli altri esaminatori. I dati  sono stati valutati offline da un secondo ricercatore . Alla fine le analisi ottenute con TCDD sono messe a confronto con i dati MRV. Gli autori suggeriscono che questo protocollo potrebbe fornire informazioni nell’utilizzo dell’ECD come nuovo strumento diagnostico per valutare la funzionalità venosa nella SM e in altre malattie neurologiche.
A Pilot Reproducibility Evaluation of CoSMo Study (PREP Study): methodologicalaspectsG Malferrari, M.L. Zedde, S. Sanguigni, D. Ciampanelli, P. Prati, C. Baracchini, N. Carraro, M. DelSette, E. Stolz, L. Motti, G. Comi, G. Mancardi, M.A. Battaglia on behalf of CoSMoStudy

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