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AISM

Variazioni del DNA del Virus di Epstein-Barr nella sclerosi multipla

03/10/2013

 

In occasione di ECTRIMS 2013 abbiamo intervistato Rosella Mechelli che presenterà a Copenhagen il progetto speciale finanziato da AISM e la sua Fondazione sulla associazione di varianti genetiche specifiche del virus di Epstein-Barr e la SM

 

Si svolge a Copenhagen (Danimarca) dal 2 al 5 ottobre 2013 ECTRIMS, uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per la ricerca sulla sclerosi multipla, che riunisce migliaia di scienziati provenienti da tutto il mondo. È un momento fondamentale anche per le persone con SM perché in queste occasioni emergono le linee guida della ricerca, si possono trarre informazioni utili, nuove conoscenze sulla malattia e indizi di future terapie. Abbiamo perciò intervistato i ricercatori italiani che presenteranno i propri studi ad ECTRIMS, i cui progetti sono sostenuti da AISM e la sua Fondazione, dando così una panoramica su alcuni dei tantissimi argomenti in discussione all’evento.

 

La dottoressa Rosella Mechelli lavora insieme al professor Marco Salvetti presso Università “La Sapienza” - Centro Neurologico Terapie Sperimentali (CENTERS) –Ospedale S.Andrea di Roma e  si occupa da tempo di studiare il virus di Epstein-Barr (EBV) come fattore di rischio per la sclerosi multipla. Lo studio che presenterà all’ECTRIMS è stato finanziato con il Bando FISM 2011.

 

 

Ci può descrivere la ricerca che presenta ad ECTRIMS?
«Da alcuni anni stiamo indirizzando i nostri sforzi nel tentativo di individuare i meccanismi responsabili dell'associazione tra il virus di Epstein-Barr (EBV) e la sclerosi multipla (SM). Molte evidenze sperimentali supportano l’importanza del virus nella malattia. Tuttavia, come può un virus che infetta la quasi totalità della popolazione adulta (più del 90%) essere correlato ad una malattia a prevalenza relativamente limitata come la SM? Una possibilità è che varianti geniche che si associano specificatamente con la patologia possano contribuire a spiegare questo paradosso. Per verificare questa ipotesi abbiamo analizzato in pazienti e soggetti sani una regione del virus all’interno della proteina Epstein Barr nuclear antigen 2 (EBNA2), individuando delle varianti mai descritte prima che si ritrovano più frequentemente nei pazienti rispetto ai sani. Il nostro è il primo lavoro che dimostra una correlazione tra una patologia EBV-associata e varianti geniche virali nella regione di EBNA2».

 

Quale obiettivo si pone il suo studio?
«L’obiettivo che ci proponiamo è di capire se l’associazione tra il virus di Epstein-Barr e la sclerosi multipla può essere spiegata attraverso l’individuazione delle varianti genomiche del virus, ed il ruolo che queste varianti possono avere nella malattia».

 

Se dovesse darle un titolo divulgativo al suo studio quale sarebbe?
«Variazioni nel DNA del virus di Epstein-Barr sono associate con la sclerosi multipla».

 

Quale pensa possa essere un giorno il risultato per le persone con SM?
«Il “profilo” delle varianti geniche del virus può contribuire a definire soggetti “a rischio” o aiutare i clinici nella diagnosi e prognosi della malattia. Inoltre le varianti geniche da noi individuate possono essere prese in considerazione come bersaglio terapeutico per eventuali strategie preventive».

 

Da dove trae la motivazione e lo stimolo per fare il suo mestiere? E Quali emozioni le dà?
«Sono motivata dalla grande passione che ho per questo lavoro, ma un grande stimolo proviene anche dall’incontro con i pazienti, che partecipano sempre con grande disponibilità ai nostri studi. Nei momenti di difficoltà (legati soprattutto alla precarietà dei contratti di lavoro e alla ridotta disponibilità di risorse economiche), sapere che ci sono persone che contano anche sulle mie capacità per avere un futuro “libero dalla sclerosi multipla” mi carica di una grande responsabilità, ma anche di una forte motivazione a fare sempre di più e sempre meglio».

 

Poster ECTRIMS: sclerosis 
Epstein-Barr virus genetic variants associated with multiple
R. Mechelli, C. Policano, R. Umeton, G. Coarelli, V. Annibali, A. Fornasiero, S. Romano, C. Mattei, G. Ristori, M. Salvetti on behalf of the Multiple Sclerosis Research University Network (MS RUN) group

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