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Newsletter MSIF Giugno 2012

13/06/2012

Ultimo aggiornamento 26 giugno

 

Studio epidemiologico sul rischio di sviluppo di neoplasie nella SM
Il finanziamento di registri del British Columbia in Canada negli anni ’80 è stato lungimirante: ha permesso una serie di studi epidemiologici di alta qualità senza precedenti.
Questo studio ha analizzato il rischio di sviluppare il cancro in 6.820 persone con SM e lo ha comparato al rischio di sviluppare cancro nella popolazione generale in relazione al sesso, età e anno di diagnosi del cancro. In  particolare lo studio ha mostrato come il rischio di cancro e in particolare del cancro colonrettale è ridotto nelle persone con SM . Il risultato era lo stesso sia in forme SM recidivanti remittenti che forme progressive. Inoltre ha mostrato che la dimensione del tumore alla diagnosi era maggiore nelle persone con SM. Le cause della riduzione del rischio di sviluppare il cancro nella SM non possono essere accertate da questo studio e gli autori suggeriscono, valutando varie  ipotesi alternative, che alcuni fattori biologici caratteristici della SM potrebbero essere implicati. Una delle possibili ipotesi potrebbe essere che sistema immunitario più potente rileva e distrugge le cellule tumorali nascenti, inoltre per quanto riguarda il fatto che i tumori sono generalmente più grandi nelle persone con SM al momento della diagnosi suggerisce che probabilmente analisi appropriate per i sintomi del cancro sono ritardate in persone con SM  come conseguenza della concomitanza di altri sintomi dovuti alla SM. L’importanza di analizzare nuovi sintomi, e assicurare alle persone con SM di ricevere programmi di screening per il cancro è stata particolarmente e correttamente enfatizzata.
Cancer risk in multiple sclerosis: findings from British Columbia, Canada  Kingwell E, Bajdik C, Phillips N, Zhu F, Oger J, Hashimoto S, Tremlett H. Brain. 2012 Jun 21. [Epub ahead of print]

 

Efficacia del teriflunomide su diversi sottogruppi di persone con SMRR
La teriflunomide è un farmaco orale in sperimentazione come possibile trattamento per le forme recidivanti remittenti di SM. La teriflunomide agisce bloccando un enzima richiesto per la produzione molto veloce di DNA, necessario quando le cellule si moltiplicano rapidamente. Dal momento che questa rapida moltiplicazione delle cellule è parte della reazione immunitaria, la teriflunomide sembra avere un effetto inibitorio sul sistema immunitario. È già stato riportato che la teriflunomide riduce il numero di ricadute, la progressione della disabilità valutata in 12 settimane e la formazione di nuove lesioni in risonanza magnetica in persone con SM. Questa analisi pre-pianificata è stata fatta per vedere se gli effetti sono stati riscontrati su tutte le persone con SM a tutti i livelli o solo su alcuni che avevano particolari caratteristiche cliniche. L’esito del trial è che non ci sono differenze statisticamente significative dell’efficacia clinica del trattamento con teriflunomide in diversi sottogruppi di persone. Questi risultati non mostrano che la teriflunomide funzionerà meglio in alcune forme di SM, ma mostra che la probabilità di una persona di avere una buona risposta al trattamento non sembra essere predetta dal sottogruppo a cui appartiene.
Pre-specified subgroup analyses of a placebo-controlled phase III trial (TEMSO) of oral teriflunomide in relapsing multiple sclerosis. Miller AE, O'Connor P, Wolinsky JS, Confavreux C, Kappos L, Olsson TP, Truffinet P, Wang L, D'Castro L, Comi G, Freedman MS; for the Teriflunomide Multiple Sclerosis Trial Group.Mult Scler. 2012 Jun 21. [Epub ahead of print]

 

Ruolo dei mitocondri nella degenerazione assonale nella SM
Una convergenza di ricerca scientifica sperimentale, istologica e di neuroimmagini ha iniziato a evidenziare l’importanza della disfunzione mitocondriale nel causare la progressiva perdita assonale che è alla base della progressione della SM. Questo lavoro è una sinopsi dello stato dell’arte corrente della ricerca e della sua interpretazione, che evidenzia come una ulteriore comprensione di questi meccanismi potrebbe portare a nuovi trattamenti nelle forme progressive di SM.
The role of mitochondria in axonal degeneration and tissue repair in MS. van Horssen J, Witte M, Ciccarelli O. Mult Scler. 2012 Jun 21. [Epub ahead of print]

 

 

Aggiornamento del 18 giugno

Vitamina D e SM
Questo studio olandese fornisce nuovi dati sulla relazione tra i livelli nel siero di vitamina D e il tasso di ricadute in 73 persone con SMRR. I risultati mostrano che maggiori concentrazione di vitamina D sono associati ad una diminuzione del peggioramento del tasso di ricaduta nelle persone con SM, in particolare per ogni raddoppiamento dei livelli del siero di vitamina D il tasso di ricaduta diminuiva del 27%, suggerendo un effetto benefico della vitamina D sulla malattia. Comunque gli autori suggeriscono che servono studi randomizzati più ampi per analizzare gli effetti di supplemento di vitamina D sulla SM.
Lower serum vitamin D levels are associated with a higher relapse risk in multiple sclerosis. Runia TF, Hop WC, de Rijke YB, Buljevac D, Hintzen RQ. Neurology. 2012 Jun 13. [Epub ahead of print]

 

 

Azione  dell’interferone di tipo I sull’attività di malattia nella SM: responder versus non responder
Questa ricerca dalla Danimarca riporta gli effetti dell’interferone (IFN) endogeno sull’attività di malattia nella SM. Gli autori hanno studiato particolari tipi di cellule immunitarie e analizzato la relazione con l’attività di IFN endogeno di tipo I, gli effetti della terapia con IFN-β e l’attività di malattia clinica con immagini di risonanza magnetica (MRI) in pazienti con SM. L’azione dell’IFN di tipo I endogeno era associata ad una diminuzione della subunità dell’integrina CD49d (VL-4) su un particolare tipo di cellule immunitarie T (T helper 1) e questo effetto era associato ad una minor attività di malattia in MRI, con un effetto simile a quello osservato in persone trattate con l’interferone di tipo I IFN-β. Comunque i trattamenti con IFN-β hanno mostrato anche come effetto un aumento di un altro tipo di cellule T (cellule T attivate), associate ad aumento del rischio di attività clinica di malattia, che potrebbe contrapporsi agli effetti positivi del trattamento causando una insufficiente risposta alla terapia.
Endogenous and recombinant type I interferons and disease activity in multiple sclerosis. Sellebjerg F, Krakauer M, Limborg S, Hesse D, Lund H, Langkilde A, Søndergaard HB, Sørensen PS. PLoS One. 2012;7(6):e35927. Epub 2012 Jun 6.

  

 

Aggiornamento 12 giugno

 

Effetti del trattamento con steroidi sulla pressione oculare in persone con SM
Questo studio, condotto da ricercatori della Turchia, ha osservato un incremento della pressione intraoculare durante il trattamento con alte dosi intravenose di steroidi della ricaduta acuta in un gruppo di persone con SM. L’analisi oftalmica di follow-up mensile, condotta per tre mesi consecutivi, ha mostrato la normalizzazione della pressione oculare dopo aver completato il ciclo di trattamento. Gli autori quindi concludono che l’incremento della pressione oculare, osservata durante il trattamento con steroidi, non aumenta il rischio a lungo termine dello sviluppo di glaucoma. 
Effect of high-dose intravenous methyl-prednisolone treatment on intraocular pressure in MS patients with relapse. Acar M, Gedizlioglu M, Koskderelioglu A, Ozturk F, Kilinc S, Talay N.Eur Neurol. 2012 Jun 5;68(1):20-22. [Epub ahead of print]

 

 

Atrofia del corpo calloso come predittore della progressione della SM
Questo studio di immagini di risonanza magnetica (RMI), condotto da un gruppo di ricercatori della Cecoslovacchia, ha analizzato il valore prognostico della quantificazione della atrofia del corpo calloso nella SM. Gli autori hanno monitorato la progressione della malattia in un gruppo di persone con SM per un periodo di 9 anni e hanno visto che l’atrofia del corpo calloso, osservata nelle scansioni di immagini effettuate all’inizio del monitoraggio, era il miglior predittore di disabilità future. I ricercatori suggeriscono che questa analisi potrebbe diventare, in futuro, un semplice, ma utile, biomarcatore nella pratica clinica di routine.
Corpus callosum atrophy - a simple predictor of MS progression: A longitudinal 9-year study. Vaneckova M, Kalincik T, Krasensky J, Horakova D, Havrdova E, Hrebikova T, Seidl Z. Eur Neurol. 2012 Jun 6;68(1):23-27. [Epub ahead of print]

 

 

Analisi della trasmissione nervosa in persone con SM con disabilità minime. 
Questo studio di risonanza magnetica, di ricercatori della Svizzera, ha comparato la trasmissione nervosa cerebrale in persone con SM con disabilità minime e controlli sani. Essi hanno visto che i dati funzionali di RMI di base sono sensibili nel rilevare alterazione di trasmissione in SM, con una specificità dell’82% nel differenziare il cervello di persona SM da un cervello di controllo sano, dove le regioni sub corticale e temporale sono le più predittive. Gli autori suggeriscono che il potenziale di queste tecniche potrebbe, in futuro, fornire un marcatore non invasivo della malattia.
Classifying minimally-disabled MS patients from resting-state functional connectivity. Richiardi J, Gschwind M, Simioni S, Annoni JM, Greco B, Hagmann P, Schluep M, Vuilleumier P, Van De Ville D. Neuroimage. 2012 Jun 4. [Epub ahead of print]



 

 

Ultimo aggiornamento 6 giugno 2012

 

 Studio di risonanza magnetica della neurite ottica acuta in SM e NMO
Questo studio ha analizzato, attraverso immagini di risonanza magnetica, le differenze di neurite ottica acuta in persone con sclerosi multipla (SM) e persone con neuromielitiche ottica (NMO). Nonostante l’assenza di differenze significative tra SM e NMO, nella presenza, nel tipo di alterazione del segnale e nel potenziamento di contrasto del segmento nervoso coinvolto, nel gruppo NMO è stato osservato un maggior coinvolgimento posteriore del nervo ottico  rispetto al gruppo SM.
Magnetic resonance imaging of optic neuritis in patients with neuromyelitis optica versus MS. Khanna S, Sharma A, Huecker J, Gordon M, Naismith RT, Van Stavern GP.J Neuroophthalmol. 2012 May 31.

 

 

Perdita assonale retinica e  SM
Questo nuovo studio USA, riporta il pattern di perdita assonale retinica nei diversi sottotipi di SM utilizzando la Tomografia a coerenza ottica. Gli autori hanno osservato cambiamenti nello spessore dello strato delle fibre nervose retiniche (RNFL) in persone con sindrome clinicamente isolata (CIS) se comparate a controlli sani, nonostante la mancanza di neurite ottica clinicamente evidente. La maggior perdita assonale retinica è stata osservata in persone con SM progressive primarie e secondarie.
Retinal axonal loss begins early in the course of MS and is similar between progressive phenotypes. Gelfand JM, Goodin DS, Boscardin WJ, Nolan R, Cuneo A, Green AJ. PLoS One. 2012;7(5):e36847. Epub 2012 May 23

 

 

Terapie immunomoduilatorie e progressione della SM
In questo studio condotto da ricercatori italiani, gli autori hanno riportato che, in un grande gruppo di 1.178 persone con  sclerosi multipla recidivante remittente (SMRR), il rischio di progressione secondaria era significativamente minore nelle persone trattate con farmaci  immunomodulanti specifici per la SM rispetto alla iniziale prognosi stabilita dal punteggio di rischio BREMS (Bayesian risk estimate for multiple sclerosis) che può predire l’evoluzione della progressione della malattia in SM agli stadi iniziali.  Gli autori quindi suggeriscono che le attuali terapie immunomodulatorie per SMRR possono modificare il decorso della malattia e potrebbero rallentare la neurodegenerazione.
Immunomodulatory therapies delay disease progression in multiple sclerosis. Bergamaschi R, Quaglini S, Tavazzi E, Amato MP, Paolicelli D, Zipoli V, Romani A, Tortorella C, Portaccio E, D'Onghia M, Garberi F, Bargiggia V, Trojano M.  Mult Scler. 2012 May 31. [Epub ahead of print]

 

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