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Sclerosi multipla: highlights sugli studi più significativi da ECTRIMS 2012

28/11/2012

 

Si è svolto dal 10 al 13 ottobre a Lione uno degli appuntamenti più importanti dell'anno per la ricerca sulla SM. Gli studi più significativi su fattori di rischio e ambientali, marcatori biologici, meccanismi immunologici e genetici

 

Il Congresso del Comitato Europeo per il Trattamento e la Ricerca nella Sclerosi Multipla (European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis - ECTRIMS) è uno degli eventi scientifici annuali più importanti sulla sclerosi multipla (SM) ed è l'occasione per presentare tutte le informazioni e i dati più aggiornati in questo campo. La 28 esima edizione - che ha registrato oltre seimila partecipanti convenuti da tutto il mondo - si è svolta a Lione dal 10 al 13 ottobre 2012.

Qui riportiamo una sintesi dei lavori presentati nella sessione conclusiva del Congresso degli highlight - preseduta dal professor Alberto Ascherio, del Dipartimento di Epidemiologia della Harvard School of Public Health di Boston (USA) - durante la quale sono stati evidenziati i risultati di molte ricerche scientifiche che riguardano diversi aspetti della SM: fattori di rischio, marcatori biologici, meccanismi immunologici e genetici e l’influenza dei fattori ambientali. In particolare, sono state segnalate molte ricerche sull’importanza delle interazioni tra geni e fattori ambientali e il loro contributo nell’eziologia della sclerosi multipla. Più di 50 regioni genomiche sono state associate alla suscettibilità per la SM e anche i livelli della vitamina D influenzano il rischio di questa malattia molto complessa.

 

Sclerosi multipla recidivante remittente: una variante genetica in grado di predire la risposta all'interferone beta
Uno studio di associazione genetica, fatto in collaborazione tra Italia, Francia e USA, ha identificato una variante genetica in grado di predire la risposta all’interferone beta (IFNb) in persone con sclerosi multipla recidivante remittente. La risposta all’IFNb sull’attività di malattia è stata valutata con misure di risonanza magnetica e un’analisi di associazione genetica è stata effettuata per confrontare persone che rispondevano positivamente al farmaco rispetto a quelli che non rispondevano al trattamento. È stato osservato che la variante genetica rs9828519G del gene SLC9A9 era associata ad un aumento del rischio di non risposta alla terapia con IFNb mentre non influiva la risposta al glatimer acetato e questo suggerisce che l’analisi di questa variante genetica potrebbe essere importante nel predire la risposta al trattamento con IFNb. 
A pharmacogenetic study on Italian, US and French MS patients reveals an SLC9A9 variant as a novel marker of response to interferon-beta. F. Esposito, E. Lim, M. Romeo, M. Rodegher, M. Sorosina, P. Brambilla, N.A. Patsopoulos, B. Keenan, V. Martinelli, D. Brassat, G. Comi, F. Martinelli Boneschi, P.L. De Jager (Milan, IT; Boston, US; Toulouse, FR) 

 

SM e regioni genetiche del recettore della vitamina D
Il dottor Ramagopalan di Londra ha presentato lo studio in cui hanno analizzato con tecniche di genetica e biochimica le regioni genetiche dove si lega il recettore della vitamina D, allo scopo di espletare le sue funzioni. I ricercatori hanno identificato 2776 zone del DNA che possono essere occupate dal recettore della vitamina D e 229 geni che subiscono cambiamenti significativi in risposta alla vitamina D. I siti di legame del recettore della vitamina D sono risultati presenti in particolare vicino a geni associati alla SM e questi risultati forniscono informazioni sui meccanismi con cui la vitamina D, tramite il legame con il suo recettore, possa influenzare l’espressione di alcuni geni implicati nel rischio di SM.
From physico-chemical agents exposure to MS. S. Ramagopalan (London/Oxford, UK)

 

Rischio SM ed esposizione solare
Il dottor Bjørnevik a cui è stato dato il premio “Young Investigator”, ha presentato lo studio multinazionale EnvIMS, cofinanziato da FISM, che ha analizzato il rischio di sviluppare SM in associazione all’esposizione solare, come misura indiretta dei livelli di vitamina D, in vari periodi di età durante l’infanzia e l’adolescenza, e; e le possibili differenze tra Italia e Norvegia. Lo studio è stato condotto in un vasto numero di persone in Italia e in Norvegia e le informazioni riguardo l’esposizione solare è stata raccolta tramite questionario standardizzato. L’esposizione solare è risultata inversamente associata alla possibilità di sviluppare SM sia in Norvegia che in Italia, con i maggiori effetti visti nell’infanzia in Italia e nell’adolescenza in Norvegia. Gli effetti di variazioni stagionali erano maggiori in Norvegia dove non c’era associazione con l’esposizione solare in inverno. Inoltre l’utilizzo di creme solari durante l’infanzia era legata alla possibilità di sviluppare SM in Norvegia. Questo studio supporta l’importanza della vitamina D in relazione alla SM.
An age at exposure effect in the association between sun exposure and the risk of MS in Norway and Italy. The EnvIMS study. K. Bjørnevik, T. Riise, K. Wesnes, E. Granieri, I. Casetta, J. Drulovic, K.M. Myhr, K. Lauer, M. Kampman, S. Magalhaes, T. Pekmezovic, T. Holmøy, A.M. Landtblom, C. Wolfson, M. Pugliatti (Bergen, NO; Ferrara, IT; Belgrade, RS; Griesheim, DE; Tromsø, NO; Montreal, CA; Oslo, NO; Linköping, SE; Sassari, IT)

 

Livelli di vitamina D e conversione da CIS a SM
Uno studio condotto in Italia, dal dottor Martinelli e colleghi, ha valutato la correlazione dei livelli di vitamina D in 107 persone con CIS e lo sviluppo di forme di SM clinicamente definite. Sono stati valutati oltre che i livelli sierici di vitamina D oltre a parametri clinici in risonanza magnetica. E’ stato visto che bassi livelli di vitamina D erano associati ad un maggior rischio di passare dalla forma  CIS alla SM clinicamente definita. .Gli autori concludono che  la presenza di almeno 3 fattori prognostici clinici negativi (tipo di esordio clinico multifocale, presenza di lesioni periventricolari in RM, anomalie di potenziali multimodali evocati) possano predire un tempo breve di conversione da CIS a SM e i livelli sierici di vitamina D hanno un valore prognostico indipendente dello sviluppo di forme di SM clinicamente definite.
Prognostic factors in clinically isolated syndromes: the role of vitamin D. V. Martinelli, G. Dalla Costa, B. Colombo, D. Dalla Libera, L. Leocani, R. Furlan, A. Rubinacci, M. Filippi, G. Comi (Milan, IT)

 

CIS e trattamento con interferone beta
Lo studio BENEFIT ha analizzato un gruppo di persone con CIS trattate con interferone beta. Lo studio ha compreso un gruppo di controllo trattato con placebo e persone con SM con diagnosi precoce o fino a due anni. Sono stati misurati i livelli di vitamina D a 6 e 12 mesi in un totale di 333 persone e successivamente sono stati correlati con il tempo di conversione a SM o con i criteri SM McDonald, con una aumento di disabilità sostenuta misurata con EDSS e con misure di risonanza magnetica. I risultati osservati suggeriscono che bassi livelli nel siero di vitamina D costituiscono un fattore di rischio importante per la conversione da CIS a SM e per la progressione della malattia a lungo termine. Gli autori inoltre suggeriscono che un supplemento di vitamina D in combinazione con la terapia con interferone beta in CIS potrebbe favorire gli esiti del trattamento e questo andrebbe validato in studi controllati
Serum 25-hydroxyvitamin D concentrations among patients in BENEFIT predicts conversion to multiple sclerosis, MRI lesions, and brain volume loss. A. Ascherio, K. Munger, C. Simon, L. Kappos, C.H. Polman, M.S. Freedman, H.-P. Hartung, D.H. Miller, X. Montalbán, G. Edan, F. Barkhof, R. White, R. Sandbrink, C. Pohl (Cambridge, US; Basel, CH; Amsterdam, NL; Ottawa, CA; Düsseldorf, DE; London, UK; Barcelona, ES; Rennes, FR; Vancouver, CA; Berlin, DE)

 

 

Effetti della vitamina D sul sistema immunitario
Il dottor Huppert
e colleghi dall’Olanda hanno valutato gli effetti della vitamina D sul sistema immunitario. Hanno analizzato la relazione tra livelli di vitamina D e il potenziale ruolo patogenetico delle cellule T e B del sistema immunitario nella SM. È stato infatti dimostrato che l’integrazione di vitamina D nella dieta potrebbe portare effetti positivi sul tasso di ricadute nella SM associato ad un cambiamento nel ruolo delle cellule T da infiammatorio a anti infiammatorio. Questi promettenti risultati hanno dato il via allo studio SOLARIUM, un grande studio multicentrico che valuterà questi aspetti utilizzando parametri clinici combinati con analisi immunologiche.
The effects of Vitamin D on the adaptive immune system (T and B cells) in relation to clinical manifestations in MS. R.M. Hupperts, J. Smolders, J. Damoiseaux (Sittard-Geleen, NL)

 


Meccanismi immunologici della SM
La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria demielinizzante cronica del sistema nervoso centrale e molti risultati suggeriscono una sua patogenesi autoimmune, ma i meccanismi e i target della risposta autoimmunitaria non sono ancora noti. Durante il Congresso sono stati presentati vari lavori che trattano questo aspetto e in particolare durante la discussione degli highlights scientifici sono stati citati due lavori.

 

Il dottor Ransohoff ha presentato un nuovo modello genetico murino che permette di distinguere le cellule residenti del sistema nervoso centrale, la microglia, dai i monociti infiltrati nel cervello durante un processo autoimmune infiammatorio. I macrofagi del sistema nervoso centrale sono cellule che possono derivare sia dalla microglia sia dai monociti che derivano dal sangue e si infiltrano nel cervello durante processi infiammatori. Nonostante i macrofagi, derivati dai due tipi di cellule abbiano aspetto morfologico simile, ci sono diverse evidenze scientifiche che indicano differenze funzionali, ma mancano ancora marcatori che permettano di distinguerli. Spesso i disturbi infiammatori a carico del sistema nervoso centrale sono caratterizzati dall’attivazione della microglia e accompagnati dall’accumulo di monociti provenienti dal sangue. Il modello proposto da questi ricercatori potrà essere molto importante per capire le differenze di queste popolazioni cellulari e per ridefinire di conseguenza le strategie terapeutiche contro l’infiammazione a livello del sistema nervoso centrale durante processi autoimmuni.
Microglia and monocytes: kith or kin? R.M. Ransohoff (Cleveland, US)

 

Lo studio presentato dal dottor Svritasva e colleghi ha identificato un nuovo target immunitario della sclerosi multiplaKIR4.1” una proteina canale per il potassio riconosciuta dagli anticorpi prelevati dal siero di pazienti con SM attraverso uno screening di proteomica. Gli anticorpi contro questa proteina sono risultati maggiormente presenti nel siero di persone con SM (47,3%) rispetto a persone con altre malattie neurologiche (0.91%) o a controlli sani (0%). Gli autori concludono che KIR4 è un interessante target degli anticorpi autoimmunitari in persone con SM.
The potassium channel KIR4.1 as an immune target in multiple sclerosis. R. Srivastava, M. Aslam, R Kalluri, L. Schirmer, D. Buck, B. Tackenberg, V. Rothhammer, A. Chan, R. Gold, A. Berthele, J. Bennett, T. Korn, B. Hemmer (Munich, Marburg, Bochum, DE; Denver, US)

 

Il professor Ascherio ha concluso la presentazione degli highlight scientifici puntando l’attenzione sull’importanza dei database sulla SM nella pratica medica e per i lavori scientifici. In particolare ha presentato il database per la SM EDMUS (European Database for MS) sviluppato per la raccolta dati dei pazienti con SM che coinvolge 40 Paesi e 285 centri SM. In Francia ci sono 63 centri SM. Questa raccolta elettronica di record medici è stata sviluppata per la descrizione medica e il follow-up dei pazienti con SM

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